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SOLOVYEV: NIENTE
SCUSE A MELONI

SOLOVYEV: NIENTE<BR> SCUSE A MELONI

“Se ci si riferisce alla parola in spagnolo, o in italiano, vuol dire una cosa; se, invece, si considera la lingua russa puttana è in realtà putanitsa, che significa confusione, non sapere di quel che si parla, quel che intendevo è che Meloni è confusa”: così Vladimir Solovyev, conduttore televisivo e voce del Cremlino, chiarisce in un’intervista al Fatto Quotidiano gli insulti rivolti alla premier sottolineando che “non mi devo scusare, penso che prima di scusarmi io, vi dovreste scusare voi per quel che è stato fatto in questi anni, come europei avete perso il rispetto della vostra Storia” aggiungendo che la sua critica nasce dal fatto che la presidente del Consiglio non starebbe facendo “quel che è meglio per gli italiani”. Il giornalista russo attacca duramente la classe dirigente europea affermando che “i leader europei sono senza memoria, sono come farfalle, non ricordano il passato, i russi ricordano bene cos’hanno fatto gli italiani mandati da Mussolini in Donbass” e aggiunge che “l’Italia non la vedo più al centro della mappa d’Europa come quando c’era il Signor Berlusconi, oggi siete in mano alla burocrazia europea”. In merito al conflitto in Ucraina, Solovyev dichiara che “risolvere la guerra è semplice: l’esercito ucraino deve ritirarsi dal Donbass, smettere di uccidere i russi e stabilire di essere uno Stato neutrale”, precisando che “l’esercito russo è attento al collateral damage, potevamo infliggere molte più vittime, ma state attenti: le nostre armi migliori le conserviamo per gli europei casomai ci attaccassero”. Inoltre smentisce mire espansionistiche russe verso l’Occidente chiedendo provocatoriamente: “Perché mai dovremmo invadervi? Non certo per le vostre donne, le vostre materie prime che non avete, o la vostra tecnologia che importate dalla Cina”. Infine, sulla situazione in Medio Oriente, esprime delusione per il governo israeliano sostenendo che “i massacri contro i palestinesi avrebbero dovuto aprire gli occhi ai vostri leader che invece sono bloccati nel doppio standard” e conclude rivendicando il suo ruolo di comunicatore poiché “propaganda viene dal latino ciò che deve esser diffuso, è il mio lavoro, ed è anche per questo che voglio ricordare alla Signora Meloni cosa è stato fatto agli ebrei in Italia”. (29 apr - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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