Roma, 29 apr – “L'Artico ci riguarda tutti, non è più il ghiaccio avvolto in una favola remota, ma è vicino, non è periferico, è raggiungibile, è ricco di materie prime e risorse strategiche, è un concentrato straordinario, è sovraesposto agli appetiti di grandi potenze globali e quindi merita un'attenzione particolare con un senso di responsabilità e questo è il ruolo della Difesa”. Così Isabella Rauti, sottosegretario alla Difesa, audita presso il Comitato permanente della Commissione Esteri della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico. E la prima volta che la Difesa viene audita in questa indagine, “che non ha precedenti – afferma Rauti - quasi 25 audizioni. Questo lo sottolineo non solo per ringraziare i parlamentari del grande lavoro, ma perché testimonia e conferma il grande interesse rinnovato rispetto all'Artico, che ha sempre più una dimensione strategica che non riguarda soltanto l'ambiente artico, ma che ha una ricaduta sugli equilibri globali. “Senso di responsabilità” è la stella polare della nostra politica estera sulla regione, spiega il sottosegretario, che “si concretizza nel fatto che dobbiamo impegnarci per garantire la stabilità della Regione Artica, dobbiamo impegnarci per difendere un ecosistema fragile quale l'Artico è diventato e continua ad essere, dobbiamo impegnarci con una postura di deterrenza difensiva, perché l'Artico è diventata la frontiera delle frontiere, non è più alla periferia del globo, ma è un quadrante di interesse strategico”. “Io credo – ribadisce Rauti - che questa sia una questione che meriti maggiore attenzione, con tutto ciò che ne consegue, e ne consegue molto: penso anche al nesso in termini di geografia strategica tra l'Artico e il Mediterraneo, penso all'apertura di nuove rotte commerciali e marittime legate allo scioglimento dei ghiacci, effetto dei cambiamenti climatici, penso anche a questo concentrato di terre rare e materie critiche prime strategiche fondamentali per le nuove tecnologie, che potrebbero scatenare una corsa selvaggia estrattiva all'Artico: quindi tante le potenzialità, ma anche tanti rischi” conclude Rauti, evidenziando come sia stato messo in campo “un impegno comune dell'Italia, delle forze armate, insieme alla comunità scientifica, insieme a tutti i ministeri di competenza, ma direi proprio insieme alla società civile e alla comunità artica internazionale per salvaguardare l'Artico nella consapevolezza che la sua stabilità, il suo benessere ci riguardano”. (Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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