Tornano ufficialmente a casa 337 beni culturali italiani, ritrovati e rimpatriati dagli Stati Uniti nell’arco di soli cinque mesi: “La cultura non si perde, non si dimentica, ma si tutela, si recupera e si restituisce alla collettività. Queste testimonianze preziose saranno ora oggetto di studio, tutela e valorizzazione affinché possano tornare ai luoghi di provenienza e alla fruizione pubblica”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli nel suo intervento ieri alla presentazione delle opere nella Caserma "La Marmora" di Roma, sede del Reparto Operativo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC). “L'eccellente risultato che celebriamo oggi è frutto di un lavoro corale, che coinvolge istituzioni, forze dell'ordine, esperti di Italia e Stati Uniti. Il nostro è un impegno che guarda al futuro: proteggere il nostro patrimonio significa difendere la memoria, rafforzare l'identità e trasmettere alle nuove generazioni il valore della cultura come bene pubblico universale", ha continuato il ministro. I beni recuperati comprendono prevalentemente reperti archeologici, materiali archivistici e opere d'arte, in larga parte provenienti da scavi clandestini o sottratti a istituzioni culturali e successivamente immessi nel mercato internazionale. Tra questi risalta la “Testa in marmo bianco di Alessandro il Grande - raffigurato come Helios, risalente al I secolo d.C. e rinvenuto a inizio Novecento: l’opera faceva parte di un gruppo di statue della Basilica Aemilia, all’interno del Foro romano, prima di venire sottratta il 1º novembre 1960; è stata ritrovata solo nel 2018 a New York, sequestrata dal Manhattan District Attorney’s Office su attivazione del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale; l’iter giudiziario per il rimpatrio è stato lungo, poiché il detentore si era opposto alla restituzione citando in giudizio l’Italia, rappresentata in tribunale dall’avvocata Leila Amineddoleh, riconosciuta figura di riferimento internazionale nel campo del diritto dell’arte e della tutela del patrimonio culturale.
Alla presentazione ha preso parte anche l'ambasciatore statunitense Tilman J. Fertitta, che ha ricordato lo sforzo congiunto tra Italia e Stati Uniti per recuperare le opere trafugate: "Oggi ricorre il 25° anniversario della stretta collaborazione tra le forze dell'ordine italiane e statunitensi, tra cui l'Arma dei Carabinieri, Homeland Security Investigations e il Federal Bureau of Investigation. Questa partnership riflette il nostro impegno condiviso nella tutela del patrimonio culturale e nel contrasto al traffico illecito di reperti”, ha affermato. Una collaborazione che, negli ultimi 25 anni, ha portato alla restituzione di “migliaia di opere”, ha continuato, concludendo: “La tutela dei beni culturali rafforza lo Stato di diritto e i rapporti tra i Paesi. Siamo fortunati ad avere l’Italia come partner”. La “solida intesa” con gli Stati Uniti rappresenta un “modello virtuoso d’eccellenza” per il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il generale Antonio Petti. Come ha poi sottolineato il Comandante dei Carabinieri CUMS Palidoro, il generale Massimo Mennitti, il loro lavoro consiste nel “recuperare anche oggetti rubati in altri Paesi, provvedendo alla restituzione: è un lavoro a tutela non solo della nostra memoria, ma di quella di tutti i Paesi”. (30 APR - sio)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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