Per il ciclo ‘DUSEracconti – Storie di donne’, martedì 5 maggio, alle ore 21, va in scena al Teatro Duse di Bologna Vanessa Scalera in ‘La sorella migliore’, scritto da Filippo Gili e diretto da Francesco Frangipane. L’attrice, amatissima dal grande pubblico per il ruolo del sostituto procuratore nella serie tv ‘Imma Tataranni’, è la protagonista di questo intenso e appassionante dramma familiare in cui l’amore si scontra con il senso di colpa e il rimorso, in un conflitto di sentimenti e riflessioni su ciò che è giusto e ciò che è morale. "La sorella migliore" - una produzione Argot Produzioni in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito - racconta, infatti, la storia di un uomo che anni prima, alla guida sotto l’effetto di droghe, ha investito e ucciso una donna. Un gesto irreparabile che lo ha condannato a convivere con il senso di colpa. Ma cosa accadrebbe se si scoprisse che, al momento dell’incidente, la vittima aveva solo tre mesi di vita a causa di una malattia incurabile? Gli interrogativi che nascono sotto questa luce si affastellano. Sarebbe cambiato qualcosa nella percezione dell’accaduto e delle responsabilità? L’uomo sarebbe riuscito a vivere i lunghi anni trascorsi dal fatto con un minor peso? Il lutto dei familiari andrebbe letto in modo diverso? E ancora, sarebbe giusto offrire alla coscienza una scorciatoia verso una qualche diluizione della colpa ma, soprattutto, chi potrebbe decidere se e quando fornire tale presunto sollievo all’omicida? Ad accompagnare l’uomo in questo doloroso viaggio interiore è una figura enigmatica e potente: la sorella maggiore, avvocatessa. Lei sola possiede la verità, e con essa il potere di assolvere o condannare. Per quanto possa amare il fratello, gli regalerà questa comoda verità o la userà come un’arma per chiudere conti in sospeso? Sul palco, dunque, uno spettacolo vibrante che interroga il pubblico su cosa sia davvero giusto e su quanto pesino, nelle scelte di ciascuno, coscienza e giustizia morale, amore e vendetta.
ARGOT STUDIO: TORNA 'OVER – EMERGENZE TEATRALI' CON GIOVANI COMPAGNIE
Dall’8 al 10 maggio l’Argot Studio di Roma ospita la settima edizione di OVER – Emergenze Teatrali, il progetto dedicato alla scoperta e al sostegno delle nuove generazioni della scena contemporanea: nato dall’esperienza di Argot Produzioni, da sempre impegnata nella ricerca teatrale e nella promozione di nuovi linguaggi scenici, OVER si configura come uno spazio di crescita per artisti e compagnie che stanno costruendo il proprio percorso professionale nel mondo dello spettacolo dal vivo, attraverso una rete di partner e realtà produttive capaci di offrire occasioni concrete di confronto, visibilità e sviluppo. Tra i principali partner del progetto, figurano NEST – Napoli Est Teatro, Cubo Teatro, PimOFF, che si svolge in collaborazione con Dominio Pubblico, Hystrio, Torino Fringe Festival e Rete 34punto9. OVER propone tre giornate di 4 studi della durata di 30 minuti e un debutto assoluto, incontri e momenti di dialogo con gli artisti successivi allo spettacolo, offrendo al pubblico la possibilità di entrare nel vivo dei processi creativi delle compagnie coinvolte: la rassegna si apre venerdì 8 maggio alle ore 18:30 con Sidis, progetto della compagnia Lenti al Contatto, scritto da Sebastiano Ragni e diretto da Carlo Guglielminetti, con Piero Lanzellotti e Gilda Rinaldi Bertanza e musiche originali di Guido Tongiorgi. Lo spettacolo prende spunto dalla figura di William James Sidis, celebre bambino prodigio vissuto tra il 1898 e il 1944, divenuto suo malgrado una figura pubblica e protagonista di una battaglia legale per difendere il proprio diritto alla privacy. Attraverso una presentazione di diapositive dal tono ironico e paradossale, la performance mette in dialogo teatro e narrazione multimediale per riflettere sul rapporto tra esposizione pubblica e diritto all’oblio nell’epoca dei social media, accompagnando gradualmente il pubblico dentro la vicenda umana di Sidis. Alle ore 20:30 è in programma Grandmother Tongue, progetto di teatro documentario ideato da Federico Mattioli, con Elena Orsini Baroni. La performance nasce da una ricerca sul tema delle lingue in via di estinzione e sul legame tra lingua e memoria culturale. A partire da una serie di video-interviste realizzate negli ultimi mesi – in cui alle persone veniva chiesto quale parola salverebbero se la loro lingua scomparisse – l’autore ha costruito un archivio digitale in cui ogni lingua è rappresentata da una parola e da una testimonianza. Da questo materiale prende forma un’opera che intreccia documentazione, autobiografia e riflessione sul patrimonio linguistico, collegando le testimonianze raccolte alla relazione personale dell’autore con l’Emiliano e con la sua storia culturale. Sabato 9 maggio, alle ore 18:30 sarà presentato Soluzione a pag. 46, della compagnia Eat the Catfish, con regia e drammaturgia di Jacopo Neri e interpretato da Roberta Aiolfi e Jacopo Fazzini, con musiche originali di Enrico Truffi. Lo spettacolo racconta una maternità e una paternità immaginate fino al punto di perdere il contatto con la realtà. In un contesto sociale in cui l’idea di avere figli sembra sempre più trasformarsi in un calcolo razionale – tra opportunità, costi e pianificazione – i due protagonisti provano a programmare la vita del figlio ancora prima della sua nascita. La drammaturgia alterna momenti di prosa tradizionale, basati sul dialogo e sull’indagine psicologica dei personaggi, a un lavoro di sperimentazione con strumenti digitali e applicazioni di intelligenza artificiale, utilizzate in scena come dispositivi performativi e talvolta coinvolgendo direttamente il pubblico. Alle ore 20:30 va in scena Riders, progetto di Niu Teatro nato da un’idea di Gianluigi Signorello, con drammaturgia di Carlo Galiero e regia di Andrea Vellotti, interpretato da Alessio Galati, Matteo Maria D’Antò, Gennaro Lucci e Gianluigi Signorello, con disegno luci di Desideria Angeloni. Al centro della vicenda, la competizione tra quattro rider, che si sfidano per ottenere il titolo di “rider del mese” e il premio di diecimila euro. In un sistema regolato da algoritmi e valutazioni online, velocità e simpatia diventano strumenti di sopravvivenza in una gara sempre più feroce che mette alla prova amicizie, solidarietà e dignità personale. Tra sonorità anni Ottanta e dialetto napoletano, la scena restituisce uno spaccato della precarietà contemporanea, ispirato anche all’esperienza diretta di lavoro come rider dello stesso Signorello. Il progetto nasce infatti da un’indagine concreta sul campo: il drammaturgo Carlo Galiero ha seguito l’autore durante alcune serate di consegne in città, osservando da vicino ritmi, dinamiche e rischi di questo lavoro urbano. La giornata conclusiva si apre dalle ore 15 alle 17, al WeGil, con un incontro dedicato al confronto tra operatori, artisti e realtà della scena contemporanea dal titolo Produrre Presente, a cura di 34punto9 – rete nazionale che riunisce organismi produttivi under 35 impegnati nella ricerca teatrale contemporanea. Nata per sostenere il dialogo e la collaborazione tra compagnie emergenti, la rete promuove un momento di confronto aperto ad artisti e operatori del settore, con l’obiettivo di condividere pratiche, bisogni e prospettive. L’incontro prevede una prima fase di presentazione delle attività di 34punto9 e dei risultati di un questionario rivolto ai lavoratori dello spettacolo, da cui emergono criticità diffuse come l’isolamento nei percorsi creativi e le difficoltà di accesso al sistema teatrale, seguita da un dialogo partecipato volto a favorire lo scambio di esperienze e la costruzione di nuove alleanze artistiche e produttive. Alle ore 18:30 torna all’Argot Studio, al debutto assoluto, Qui vivremo bene della compagnia Dopolavoro Stadera, progetto vincitore del Premio OVER – Emergenze Teatrali 2025, scritto e diretto da Luigi Vittoria e interpretato da Elisa Grilli e Tommaso Russi. Nato da una serie di interviste realizzate nel 2018 nel quartiere Giambellino, dopo gli sgomberi e affronta anche il delicato tema della gestione delle case popolari, il lavoro rappresenta l’esito di un percorso di ricerca che intreccia drammaturgia contemporanea e indagine sulle relazioni umane, ponendo al centro il desiderio – spesso fragile e contraddittorio – di immaginare un luogo possibile in cui costruire il proprio futuro. Al termine della tre giorni, come ogni anno, i partner, le direzioni partecipate e la direzione di Argot Produzioni, con la presidenza di Claudia Cannella, direttrice della rivista Hystrio in giuria, selezioneranno il progetto vincitore di questa edizione, destinato al debutto. (redm)





amministrazione