Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

PEDOFILIA: 224 ARRESTI,
434 ADESCATI ONLINE

PEDOFILIA: 224 ARRESTI, <BR> 434 ADESCATI ONLINE

In occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia che si celebra oggi, la Polizia di Stato – Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica rende noto che nel 2025 sono stati trattati 2.623 casi, eseguite 1.039 perquisizioni, arrestate 224 persone e denunciate in stato di libertà 1.085, mentre 2.876 siti contenenti materiale illecito sono stati inseriti in black list e resi inaccessibili. Tra i fenomeni più insidiosi e pericolosi si conferma l’adescamento online, con 434 casi trattati nel 2025, con un coinvolgimento crescente di minori appartenenti alle fasce di età più giovani. Parallelamente, nel 2025 si registrano 223 episodi trattati di estorsione sessuale online (sextortion), nonché una persistente diffusione di fenomeni di cyberbullismo, con 365 casi che coinvolgono minori. I dati, contenuti nel report “Tracce digitali, vittime reali: l’impegno a difesa e protezione dei più piccoli”, restituiscono la dimensione concreta di un fenomeno in continua evoluzione, nel quale le tecnologie digitali vengono sfruttate per la commissione di reati particolarmente gravi in danno dei minori. Nell’attuale ecosistema digitale, caratterizzato da una crescente complessità delle minacce nello spazio cibernetico, l’azione della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica si è ulteriormente rafforzata, registrando risultati significativi. Le attività investigative evidenziano come le minacce si avvalgano sempre più di strumenti avanzati, quali sistemi di anonimizzazione, ambienti del dark web e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, utilizzate anche per la creazione e diffusione di materiale a contenuto sessualmente esplicito.

La prevenzione riveste un ruolo centrale: la tutela dei minori richiede un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie e contesti educativi, fondato sulla consapevolezza dei rischi connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali. In questo quadro si inserisce il progetto C.Y.P.H.E.R. – “Cybersecurity Youth Protection Hub for Exchange and Resilience”, avviato dalla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e attualmente in corso presso il Polo Tuscolano della Polizia di Stato. L’iniziativa, della durata di due settimane, vede la partecipazione di 100 operatori in presenza, specializzati nella materia, appartenenti ai C.O.S.C. e alle S.O.S.C. provenienti da tutto il territorio nazionale, con il coinvolgimento di delegazioni estere di esperti nel contrasto alla pedopornografia. Il percorso formativo, articolato in moduli, è finalizzato al rafforzamento delle competenze operative in ambito di indagine digitale, con particolare riferimento alle tecniche di Open Source Intelligence, social media intelligence e digital forensics e geo-OSINT, attraverso l’utilizzo del software specialistico Griffeye, nonché agli aspetti di cybersecurity connessi alla protezione dei minori nello spazio digitale, anche mediante l’utilizzo di strumenti innovativi e applicazioni che prevedono l’impiego dell’intelligenza artificiale. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento delle capacità operative della Polizia di Stato nel contrasto ai reati perpetrati nel dominio cibernetico, in un contesto in cui la dimensione digitale amplifica i rischi per i minori, tra le categorie più vulnerabili in ragione del loro rapporto privilegiato con le nuove tecnologie. “La Giornata nazionale per il contrasto alla pedofilia online è l’occasione per fare alcuni bilanci. È stato un anno importante che conferma ancora l’attività di contrasto e l’efficacia nell’attività di prevenzione portata avanti dalla Polizia di Stato, in particolare dalla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica”. Lo ha detto Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale. “Un anno che si è concluso nel 2025 con 2.600 indagini avviate e con l’arresto di oltre 240 persone. Resta ancora importante il numero dei ragazzi adescati online: parliamo di oltre 430 ragazzi adescati ogni anno sulle piattaforme di gaming o sulle piattaforme social”. Gabrielli ha aggiunto che “240 hanno tra i 14 e i 16 anni, ma ben 180 tra i 10 e i 13 anni, ragazzi che evidentemente ancora non hanno gli strumenti per rapportarsi con le nuove tecnologie, sulle quali c’è bisogno di un’importante opera di educazione”. “Lo sfruttamento sessuale dei minori online è un reato nativo digitale: nasce con la rete ed è nella rete che, purtroppo, le reti internazionali dei pedofili trovano le proprie vittime e scambiano le immagini”. “Oggi il fenomeno è ancora più insidioso attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che permette di modificare i filmati, crearne di nuovi e creare quindi situazioni che, ancora una volta, ledono i diritti dell’infanzia” ha aggiunto Gabrielli sottolineando la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e di educazione digitale per contrastare un fenomeno che si sviluppa interamente nello spazio cibernetico. (5 mag – red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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