Roma, 5 mag – “Noi vogliamo costruire una forza di riformismo radicale che stia dentro il centrosinistra e che diventi una proposta politica nella quale si riconoscono tutte le persone che hanno detto chiaramente al referendum costituzionale ‘no’ al governo Meloni, ma che ancora non si riconoscono nei partiti esistenti”. Così Marianna Madia, parlando coi i cronisti fuori da Montecitorio il giorno dopo l’annuncio del suo passaggio dal Pd a Italia Viva. Ci sono in vista altri movimenti del genere? “Io questo non lo so – spiega la parlamentare - la mia è una scelta assolutamente personale, che ho fatto certamente pensandoci molto ma in modo molto razionale: io credo che oggi, anche per la mia esperienza, sono più utile nel cercare di dar vita a questa forza riformista che possa essere un arricchimento della posizione di centrosinistra”.
Quanto ha pesato il posizionamento in politica estera nella sua scelta? “Come ho detto anche in altre interviste – sottolinea l’ex ministra - non penso che oggi ci siano dei problemi di linee programmatiche del Partito democratico: penso che sulla politica estera, proprio sulla difesa dell'Ucraina dall'invasione russa, il Partito democratico abbia tenuto una linea dritta e giusta, credo però che se noi vogliamo vincere le prossime elezioni e soprattutto se poi vogliamo governare bene con una proposta di qualità, serva un partito che si centri su proposte di riformismo radicale, e quindi io credo che questa scelta e la costruzione di una cosa che ancora non c'è, perché come ha detto anche Matteo Renzi deve andare oltre i confini di tutto ciò che già esiste, possa essere davvero un arricchimento, soprattutto della qualità della proposta che avrà il centrosinistra per le prossime elezioni politiche”. Ma all'interno del partito non c'era spazio per fare una battaglia del genere? “Il punto – spiega Madia - è proprio quello che dicevo prima: si può stare all'interno del partito, ma si può scegliere diversamente se razionalmente si considera che serva proprio anche per attirare elettori che oggi ancora non si sentono rappresentati dall'offerta politica esistente, ma che hanno dimostrato al referendum che non è che sono distratti, sono ancora insoddisfatti dalle proposte degli attuali partiti e quindi cercano di essere attirati: razionalmente credo che serva un soggetto nuovo che possa attirare queste persone, ascoltarle e farle vincere”. Di questa scelta, rivela Madia, ha avuto modo di parlare “ovviamente, a lungo” con la segretaria Schlein, che ieri ha festeggiato il compleanno. Un “bel regalo” per la segretaria, ironizza un cronista: “Ecco, questo non lo sapevo, dimentico sempre i compleanni, anche il mio. Devo dire che poi crescendo è quasi meglio dimenticarli…”. (Roc)
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