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Cinema, M5S: in profonda crisi, governo accolga richieste lavoratori

Roma, 5 mag - “Noi crediamo che il cinema in questo momento viva uno stato di profonda crisi, generato anche dall'incapacità di chi attualmente governa il ministero della Cultura di gestire questo settore. Abbiamo vissuto in questi anni il pasticcio dei vari decreti sul tax credit che hanno bloccato per due anni il settore. Abbiamo visto tagliare più di 200 milioni di euro al fondo per il cinema. Contestualmente i lavoratori del comparto, le maestranze, gli attori, gli autori, tutti quei profili che non sono tanto blasonati ma che davvero rappresentano il cuore di questo settore, vivono una profonda crisi dovuta alla mancanza di tutele perché sono 27 anni che il comparto delle maestranze non ha un contratto collettivo nazionale aggiornato e soprattutto vivono in una condizione di precariato, e in alcuni casi anche di caporalato”. Così Anna Laura Orrico, deputata M5S, che ha promosso alla Camera l’incontro “La crisi del settore cinema e le conseguenze per i lavoratori”. Un incontro che avviene proprio nel giorno della presentazione al Quirinale dei candidati ai Premi "David di Donatello" per l'anno 2026. Tra gli intervenuti Vincenzo Lauricella, del coordinamento nazionale lavoro privato di Usb, Luigi Piepoli, delegato Usb, Dario Indelicato, portavoce movimento “Siamo ai titoli di coda”. Inoltre domani, dalle 18, davanti agli Studios di Cinecittà, Usb Cinema organizza un sit-in di protesta a sostegno della mobilitazione "Luci spente ai David per non spegnere il cinema italiano", lanciata da “Siamo ai titoli di coda”. “Domani – spiega la pentastellata - noi parteciperemo al presidio organizzato dai lavoratori del cinema, dall'Usb in particolare, una manifestazione che farà da contraltare a quella dei David di Donatello per manifestare la necessità che il ministro Giuli incontri e parli direttamente con i lavoratori del cinema e dell'audiovisivo, e che accolga le loro richieste di avviare un percorso di contrattualizzazione, di rinnovo dei contratti, delle tutele e dei salari”. “Ci sono proposte – ricorda il deputato M5S Gaetano Amato - che abbiamo depositato già da anni, ma il governo non ha mai voluto dare nemmeno un'occhiata. Ora ci stupisce che il ministro Giuli chieda che il Parlamento intervenga, noi vorremmo che almeno ascoltasse. Noi abbiamo presentato più di una proposta di legge in vari settori, come quella della produzione di 100 film, opere prima e seconda per gli under 35, a costo di un milione massimo con paghe calmierate, proposta che allargherebbe anche la possibilità lavorativa per tante maestranze”. “Oggi – sottolinea Amato, che ha alle spalle una vita nel mondo del cinema - si fa la lotta a raggiungere il minimo contributivo, contrariamente a quello che dice la sottosegretaria Borgonzoni, non si riescono a raggiungere le giornate, per cui si va in affanno anche per arrivare alla pensione. C'è poi la nostra proposta sul ribaltamento del tax credit, introducendo il principio che ‘più costa il film meno ti do, e non puoi superare una certa cifra’: il tax credit – ricorda Amato - doveva servire per scoprire nuovi talenti, per aiutare il cinema italiano, non per portare in Italia grandi attori stranieri che al cinema italiano non regaleranno nulla, se non un film da andare a vedere in sala quando uscirà, se uscirà, perché in genere producono Netflix ed Amazon e lo mandano in contemporanea in televisione. Noi prevediamo che prima di passare in tv debbano passare 10 mesi di sala. Proposte credo che possano trovare consenso degli addetti ai lavori”. (PO /Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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