Roma, 5 mag - A 10 anni dalla legge sul recupero delle eccedenze, quello che serve oggi è una nuova cultura condivisa contro lo spreco alimentare, capace di parlare soprattutto ai giovani e di valorizzare il lavoro di rete tra istituzioni, imprese, terzo settore e comunicazione. E’ quello che è emerso oggi dalla conferenza stampa alla Camera dedicata alla lotta allo spreco alimentare, che ha rilanciato il ruolo della legge 166 del 2016 e l’impegno costruito in questi anni. L’Italia, ha ricordato la deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda, ideatrice della legge del 2016, "può essere orgogliosa" dei risultati raggiunti: in un decennio, grazie alla collaborazione tra imprese ed enti del terzo settore, sono state recuperate "migliaia e migliaia di tonnellate di alimenti freschi e cibi cotti" trasformati da eccedenza in risorsa per chi è in difficoltà. Ma la sfida oggi è soprattutto culturale e comunicativa. "Dobbiamo aumentare le informazioni e costruire una cultura antispreco condivisa, utilizzando nuove parole e nuovi strumenti: i social possono essere un veicolo potentissimo per coinvolgere i giovani, che vogliono partecipare e fare volontariato", ha spiegato Gadda, citando esperienze concrete come il recupero del cibo durante grandi eventi. Proprio sul ruolo dei social si è soffermato Alessio Cecchini, influencer noto come @rucolaa e autore del libro “Non buttarlo!”. "Il lavoro che facciamo ogni giorno online è fondamentale per raggiungere un pubblico che spesso resta fuori dai messaggi istituzionali", ha sottolineato, evidenziando l’importanza di un linguaggio più diretto. "La mia missione è aiutare le persone a ridurre gli sprechi in casa e a considerare cibo anche ciò che viene percepito come scarto. Lo faccio con i contenuti, con il libro e andando nelle scuole, parlando ai giovani di temi che ormai sono diventati mainstream".
Sul piano operativo, Francesco Colicci di Equoevento ha raccontato l’esperienza di recupero delle eccedenze durante grandi manifestazioni, come quella che per le prossime 2 settimane si svolgerà al Foro Italico di Roma. "Agli Internazionali d’Italia di tennis recuperiamo ogni sera il cibo non consumato nei punti ristoro e lo portiamo immediatamente nelle mense caritatevoli vicine", ha spiegato. Un modello replicato su scala diversa, dai grandi eventi ai matrimoni, reso più efficace proprio dalla normativa antispreco. "Grazie alla legge siamo riusciti a entrare meglio in contesti istituzionali e organizzativi, migliorando quello che già facevamo". A chiudere, la riflessione di Alessio Cannata, giornalista di settore che ha posto l’accento sulla necessità di un cambio di paradigma narrativo: "Serve un nuovo innesco culturale attorno al cibo e al suo valore. Raccontare anche l’agricoltura e come viene prodotto ciò che mangiamo può aumentare la consapevolezza e guidarci verso consumi più responsabili". Una sfida che passa dall’informazione, ma anche dalla capacità di rendere il tema accessibile e concreto nella vita quotidiana.
(PO / Sis)
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