Roma, 7 mag - Il sistema sanitario deve riconoscere delle competenze importanti per la governance alle professioni sanitarie. È la richiesta lanciata oggi al Senato dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), che ha promosso un incontro dedicato al tema della dirigenza delle professioni sanitarie e al rafforzamento del loro ruolo all’interno del Servizio sanitario nazionale. L’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, professionisti, accademici ed esperti del settore per discutere della necessità di valorizzare figure considerate strategiche per la tenuta e l’innovazione del sistema sanitario. Al centro del confronto, il tema del riconoscimento delle competenze manageriali e organizzative delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, che la Federazione rappresenta con oltre 170mila professionisti. “Siamo qua oggi perché abbiamo inteso organizzare un evento che riguarda la dirigenza delle professioni sanitarie. Siamo qua perché rappresentiamo 170mila professionisti sanitari in tre aree importanti del nostro sistema e siamo fermamente convinti, come Federazione nazionale, che il sistema debba riconoscere delle competenze importanti per la governance”, ha dichiarato il presidente della Fno Tsrm e Pstrp, Diego Catania. “I dirigenti delle nostre professioni sanitarie devono essere sicuramente più valorizzati dal sistema, sicuramente devono essere più coinvolti nelle decisioni del sistema e quindi chiediamo ai decisori politici che questo avvenga attraverso anche delle norme, attraverso anche delle direttive da dare alle varie regioni”, ha aggiunto. Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche alcuni dati sulla carenza di dirigenti delle professioni sanitarie in Italia rispetto agli standard europei. Secondo quanto emerso, nel Paese si registra un rapporto di 1,7 dirigenti ogni mille professionisti, a fronte di modelli europei molto più strutturati. Un gap che, secondo la Federazione, incide direttamente sulla capacità del sistema di programmare, coordinare e innovare i servizi sanitari e sociosanitari.
Tra le proposte avanzate, la piena attuazione del modello previsto dal decreto legislativo 502/1992 e dalla legge 251/2000, con l’istituzione dei Dipartimenti delle Professioni sanitarie integrati nelle direzioni strategiche aziendali, oltre a un aggiornamento contrattuale che riconosca il ruolo della dirigenza e favorisca la permanenza dei professionisti nel sistema pubblico. All’evento ha partecipato anche la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Mancini, che ha sottolineato la necessità di dare maggiore centralità alle professioni sanitarie tecniche. “Oggi emerge un dato, cioè questa necessità di riconoscimento, questa necessità di portare su tutti i tavoli istituzionali l’importanza che oggi le professioni sanitarie e tecniche portano, il valore aggiunto che queste sanno dare”, ha spiegato. “Il lavoro che noi dobbiamo fare a livello istituzionale è proprio di riconoscere e quindi di equiparare queste professioni a quelle che sono più conosciute come le classiche professioni sanitarie”, ha aggiunto Mancini, sottolineando che “oggi non possiamo più rimandare perché è in atto un cambiamento. Il cambiamento lo stiamo vivendo e non dobbiamo subirlo”. Secondo la senatrice, il rafforzamento della componente dirigenziale è decisivo perché “è quella che detta la strategia, la visione di insieme”, consentendo così di “arrivare al dunque” e dare risposte concrete al sistema sanitario nazionale.
(PO / Sis)
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