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direttore Paolo Pagliaro

POLIZIA PENITENZIARIA, MODERNITA’ E EFFICIENZA

POLIZIA PENITENZIARIA, MODERNITA’ E EFFICIENZA

Rendere il sistema penitenziario più sicuro, efficiente e al passo con le trasformazioni della società: è questa la sfida  del convegno “Polizia penitenziaria moderna: coordinamento delle specialità ed efficienza del sistema”, promosso da  DirPolPen, l’associazione nazionale sindacale dei Funzionari di Polizia Penitenziaria che, nel corso dell’incontro di ieri, ha presentato il nuovo modello di gestione volto a rafforzare il sistema carcerario a tutela di cittadini, detenuti e operatori.                     

Alla presenza dei relatori Dott. Stefano Carmine De Michele - Capo Dap (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria), Dott.ssa Marina Finiti - Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma, Dott. Augusto Zaccariello - Dirigente Generale del Corpo di Polizia Penitenziaria, Dott. Antonio N. Quintavalle Cecere - Comandante dello Scico (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza), Dott. Vincenzo Massimo Modeo - Direttore della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, Dott. Sergio Schiavone, Generale di Brigata R.T. dei Carabinieri e Comandante dei RIS Roma e la Dott.ssa Daniela Caputo - Segretario Nazionale DirPolPen, si è avviato un confronto istituzionale sulle nuove strategie di modernizzazione del Corpo. La Polizia Penitenziaria sta infatti vivendo una fase di profonda evoluzione, in applicazione del D.M. 10 dicembre 2023 dedicato alla riorganizzazione del Dap e degli uffici dirigenziali, e in ottemperanza dell’art 27 della Costituzione italiana sulla finalità rieducativa della pena.

Con l’obiettivo di fare chiarezza sul riassetto organizzativo in corso e rispondere alle sfide di un contesto complesso, seguendo le evoluzioni della società, DirPolPen ha promosso un confronto istituzionale di alto profilo per analizzare come la modernizzazione del Corpo rappresenti, concretamente, un presidio di sicurezza per tutti i cittadini.                                                                                                                    

 

Come sottolineato dalla Segretaria Nazionale Dirpolpen, Daniela Caputo:«Il riassetto organizzativo della Polizia Penitenziaria rappresenta un’evoluzione naturale e indispensabile. Rafforzare la dirigenza di polizia e migliorare il coordinamento delle specialità significa aumentare la capacità dell’Amministrazione di operare con chiarezza, efficienza e responsabilità. Questo si traduce in migliori condizioni di lavoro per il personale, maggiore sicurezza negli istituti e una gestione più efficace dei programmi rieducativi».                                                                                                                                                                          

Il modello proposto si fonda su alcuni punti chiave:

un rafforzamento della sicurezza attraverso strutture specializzate e un presidio più capillare degli istituti;                                                                                                                                                  

una maggiore efficienza organizzativa, in linea con le altre Forze di polizia, con ottimizzazione delle risorse;

una tutela equilibrata di tutti gli attori del sistema: cittadini, operatori penitenziari e detenuti.

L’evoluzione del Corpo rappresenta quindi un vantaggio concreto per chi lavora negli istituti penitenziari, per le persone detenute e per la sicurezza complessiva del Paese. Modernizzare significa infatti coniugare fermezza e umanità, sicurezza e rieducazione, rendendo il carcere non solo più sicuro ma anche più dignitoso e funzionale.                  

Nel corso del convegno è stata inoltre evidenziata l’importanza dell’integrazione operativa tra Polizia Penitenziaria, altre Forze di polizia e magistratura, quale elemento essenziale per costruire un sistema penitenziario realmente efficace e percepito come presidio di legalità dall’intera collettività. L’iniziativa si propone come contributo costruttivo al decisore politico, offrendo spunti concreti per sostenere un percorso di riforma necessario per il sistema penitenziario e, più in generale, per la sicurezza e la qualità civile del Paese. Una transizione controllata verso un modello di gestione che guarda al futuro con una Polizia Penitenziaria protagonista del sistema sicurezza, capace di coniugare fermezza nelle regole e umanità nei trattamenti.(red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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