Il 12 maggio esce per Radici Edizioni “Pietro Di Donato. Radici e resistenza identitaria nei romanzi e nelle storie brevi dello scrittore italoamericano”, un’opera di Matteo Cacco che getta una luce nuova sulla figura dell'autore di Cristo fra i muratori. Si tratta di un saggio che oltre a puntare di nuovo i riflettori sull’autore italoamericano, segna un importante passaggio nella memoria collettiva della sua terra d’origine. Il legame con la comunità vastese d’oltreoceano di inizio Novecento è infatti il cuore pulsante della pubblicazione. Di Donato, figlio di emigranti partiti proprio da questo territorio alla ricerca di fortuna in America, ha saputo trasformare l'atavica cultura dei "paesani" abruzzesi in letteratura universale. Il libro di Cacco non si limita così a celebrare il successo del primo romanzo, ma analizza l’intero corpus delle sue opere, comprese le short stories e l’inchiesta sul caso Moro, rintracciando ovunque quel concetto di "resistenza identitaria" che ha permesso ai vastesi di New York di non smarrire la propria anima oltreoceano. «Cacco è riuscito a entrare nella mente di un autore complesso, evocando un ritratto vivo dell’uomo e del suo mondo interiore», scrive Richard Di Donato, figlio dello scrittore. Attraverso una ricerca meticolosa, il volume ripercorre il cammino di redenzione di Di Donato, capace di riconciliarsi con le proprie radici e trasformare la propria memoria in una testimonianza morale per il mondo intero. Un appuntamento imperdibile per la stampa e la comunità locale, volto a riabbracciare uno dei più grandi narratori del Novecento italoamericano.
"IL TRAUMA NON È UN DESTINO" DI SANDRA SASSAROLI
Sandra Sassaroli, medico chirurgo, psichiatra, psicoterapeuta e punto di riferimento italiano per la psicoterapia cognitivo-comportamentale, dimostra come il trauma sia parte della nostra storia, ma non la sua conclusione: tra il passato vissuto e il futuro possibile si apre lo spazio delle scelte. Il suo libro "Il trauma non è un destino" unisce rigore scientifico ed esperienza clinica per dimostrare che le ferite non definiscono chi saremo. Ci sono momenti in cui tutto sembra faticoso e irraggiungibile: basta un alterco al lavoro o una discussione col partner per ferirci e renderci fragili. Altre volte la vita è segnata da difficoltà più evidenti: lutti, abusi, incidenti e altri traumi maggiori ci segnano profondamente, e solitudine, angoscia, impotenza diventano compagni di viaggio abituali. Qualunque sia il caso, ciò che sentiamo non è mai «sbagliato»: il problema è come e quanto pesa sui nostri pensieri e lo spazio mentale che gli dedichiamo. Rimuginando, reinterpretando, controllando, ripercorrendo il passato nel disperato tentativo di calmare ansia o tristezza, infatti, finiamo spesso per alimentarle, rinnovando proprio quel dolore che vorremmo spegnere. Dalla psicoterapeuta che ha cambiato il volto della psicologia italiana, fondatrice e presidente del gruppo di scuole di specializzazione Studi Cognitivi e del servizio di psicoterapia inTHERAPY, un libro che ci aiuta a riconoscere i nostri temi ricorrenti, le difese e le gabbie emotive per rompere il circolo dell'ansia, della ruminazione, del rimuginio. Grazie a una parte pratica ricca di test e autovalutazioni riusciremo a inquadrare traumi e normali difficoltà della vita per poi affrontarli attraverso tre vie complementari - approfondire la ferita, imparare nuove competenze emotive e relazionali, lasciare andare il pensiero ossessivo.
L’AUTRICE. Sandra Sassaroli medico chirurgo, psichiatra e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, è presidente di CBT-Italia, fondatrice e presidente del gruppo di scuole di specializzazione Studi Cognitivi e del servizio di psicoterapia online e in presenza inTHERAPY. È fondatrice di State of Mind e della sede milanese della Sigmund Freud University. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni.
IL CLIENTE NON HA SEMPRE RAGIONE MA CONVIENE ASCOLTARLO
Cosa hanno in comune una videocassetta dimenticata, un mattoncino LEGO, un algoritmo di Netflix e una lattina di Coca-Cola? Secondo Massimiliano Dona – avvocato, giornalista, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, impegnato da sempre a rendere accessibili a tutti questioni spesso complesse, dalle pratiche commerciali scorrette alle tutele quotidiane dei cittadini - molto più di quanto si pensi: sono tutti esempi di momenti in cui le aziende hanno ascoltato (o ignorato) i propri clienti, cambiando per sempre il loro destino. È da questa intuizione che nasce “Il cliente non ha sempre ragione ma conviene ascoltarlo”, il nuovo libro di Massimiliano Dona edito da Roi Edizioni. Un saggio che ribalta uno dei dogmi più radicati del business contemporaneo e lo trasforma in uno strumento strategico. “Il cliente ha sempre ragione? È falso. I clienti sbagliano. Ma quello che provano è sempre vero". Da questa semplice ma potente riflessione prende forma un racconto che attraversa alcune delle storie più emblematiche degli ultimi decenni. Non solo quella di Blockbuster, che non seppe cogliere il malessere dei propri clienti, ma anche quella di Kodak, incapace di dare seguito a un’innovazione che aveva tra le mani, o di Nokia e BlackBerry, rimaste ancorate a un’idea di successo che il mercato stava lentamente abbandonando. Accanto a queste storie, ce ne sono altre che raccontano invece la forza di un ascolto autentico. Come quella di LEGO, che ha saputo ritrovare sé stessa proprio tornando a osservare da vicino i propri utenti, o quella di Trader Joe's, la catena americana di supermercati, che ha costruito il proprio successo non chiedendo ai clienti cosa volessero, ma osservando con attenzione ciò che facevano davvero. Perché è qui che il libro introduce uno dei suoi passaggi più interessanti: le persone raramente sanno spiegare cosa desiderano. Ma lo mostrano continuamente, nei loro comportamenti, nelle esitazioni, nei piccoli gesti ripetuti. È così che nascono innovazioni apparentemente banali, ma in realtà decisive, perché rispondono a un bisogno reale, anche se mai espresso apertamente.





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