Ventesima edizione del Corso sull’Esorcismo e la Preghiera di Liberazione, organizzato dall’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e il GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa) presso la sede dell’ateneo pontificio a Roma da oggi al 15 maggio. In vent’anni, il corso ha formato migliaia di partecipanti da oltre 40 Paesi: sacerdoti, religiosi, medici, psicologi, educatori, operatori sociali e laici interessati a comprendere questo fenomeno nella sua complessità. “Il corso si fonda sul magistero della Chiesa e sul Catechismo della Chiesa Cattolica, che descrive l’esorcismo come un sacramentale: la preghiera con cui la Chiesa, in nome di Cristo, chiede la protezione dal Maligno e la liberazione dal suo dominio. Anche il Diritto Canonico, nel canone 1172, stabilisce che solo un sacerdote debitamente autorizzato dal vescovo può esercitare tale ministero, e soltanto se dotato di pietà, scienza, prudenza e integrità di vita” si legge nella presentazione. L’esorcismo non viene affrontato come un fenomeno isolato. Le lezioni spaziano dalla teologia alla psicologia, dal diritto canonico alla medicina, dall’antropologia alla sociologia, fino all’analisi culturale e criminologica. In questa prospettiva, la fede dialoga con la ragione e la scienza, in un confronto aperto e rigoroso. Infatti l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e il GRIS hanno saputo creare uno spazio di incontro in cui vescovi, teologi, psicologi, medici e canonisti condividono esperienze e prospettive. Sono stati coinvolti sin dal 2004 anche rappresentanti di altre confessioni cristiane – ortodossi, luterani, anglicani e pentecostali – e di altre religioni che esercitano il ministero dell’esorcismo come il giudaismo e la religione musulmana, favorendo “un dialogo ecumenico e interreligioso prezioso, fondato sull’esperienza comune della lotta spirituale e sul riconoscimento dell’azione liberatrice di Dio. Dopo vent’anni di cammino, il Corso su Esorcismo e Preghiera di Liberazione si presenta come una scuola di discernimento e misericordia. È un laboratorio di studio e di fede, dove la Chiesa e il mondo accademico si incontrano per comprendere meglio il mistero del male e la potenza redentrice di Cristo. Non si tratta solo di formare esorcisti, ma di educare alla prudenza, al rispetto della persona e alla responsabilità spirituale”. Nel percorso di avvicinamento al corso sono stati prodotti dei podcast, disponibili su youtube, tra cui uno con una intervista a Porzia Quagliarella, teologa e psicoterapeuta, sul ruolo della psicologia nella gestione dei casi di esorcismo: “su 100 casi di presunta presenza diabolica, solo 2 sono realmente delle possessioni sataniche, mentre gli altri 98 casi sono stati d’animo determinati da problemi psicologici delle persone” si legge nella presentazione del podcast (disponibile qui: https://youtu.be/bHPRDvZ_qxM) in cui viene messo in evidenza come “alcune produzioni mediatiche incentrate sulla magia possano avere un impatto negativo in particolare sui bambini”. Il podcast accende anche i riflettori sulla “necessità di non trascurare il ruolo delle sette religiose e dell’influsso che possono avere sulle persone fragili o alla ricerca di attenzione”. (11 mag – red)
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