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CRANS, ‘ NON RICORDO,
VOGLIO VEDERE I VIDEO'

CRANS, ‘ NON RICORDO, <BR> VOGLIO VEDERE I VIDEO'

“Sensazioni fortissime legate al mio corpo, come l'angoscia di non riuscire a muovermi, ma non ricordo altro di quella notte”. Lo afferma in una intervista a Repubblica, Francesca Aldè, 17 anni, tra i 14 feriti italiani del rogo di Crans-Montana spiegando che ha intenzione di vedere i video della strage: “La mia memoria mi tiene fuori dalla scena, ho chiesto a mia mamma di farlo per me, ma ad agosto divento maggiorenne e lo desidero, non voglio che quei ricordi riaffiorino all'improvviso quando non sono pronta, mi fanno paura”. Inoltre spiega di stare “meglio, anche se molto stanca, tornare a scuola dopo un lungo stop non è stato semplice, ho dovuto recuperare tutto quello che ho perso per mesi, un compito dopo l'altro, un'interrogazione dopo l'altra, ho rimediato una sfilza di insufficienze, mi rendo conto che fatico a riprendere il ritmo su tutto”. La studentessa milanese, ripercorrendo i drammatici momenti vissuti, chiarisce che “non ho immagini di quello che è successo lì dentro da quando tutto ha iniziato a bruciare, ho rimosso tutto, mi resta solo qualche flash, tutto si ferma ai momenti prima, ma non ricordo le fiamme, non i miei amici, non quello che ho detto e che mi è stato raccontato solo dopo da chi, come me, ne è uscito vivo, ma so cosa ho fatto, questo sì”, “ero con tutti gli altri nel second bar del seminterrato, ricordo di aver ricevuto una telefonata di mia sorella più piccola, Elisabetta, rimasta in coda al piano di sopra, avevo appena raggiunto Giuseppe ed Elsa seduti sui divanetti, quando ho sentito gridare fuoco!”, “ho gridato a tutti che bisognava uscire, ma già di questo non ho memoria, me l'hanno raccontato, ricordo solo che mentre provavo a correre sulle scale mi hanno spinta, che ho sentito una sensazione stranissima al ginocchio, sono caduta e non riuscivo a rialzarmi, mi era uscita la rotula, me la sono rimessa a posto spingendola per poter camminare, nemmeno io so come ho fatto”, “quando sono arrivata al Constellation avevo un paio di jeans e un body a maniche lunghe, mi si sono sciolti addosso su tutta la parte posteriore del corpo, ricordo le gocce di schiuma bollenti che mi cadevano addosso, credo siano state quelle, sono tornata a casa così, mezza nuda, senza una scarpa e sotto shock”, “non sopportavo l'odore di fumo che avevano i vestiti, non riesco più a sentirlo da nessuna parte, così come non riesco rimanere in un locale al chiuso, sto male”. Sulla convalescenza dichiara che “sono rimasta chiusa in casa per oltre due mesi, da un lato ringrazio mia mamma, medico, che al di là dell'intervento che ho subito mi ha permesso di essere assistita nella mia camera, dall'altro mi sono sentita sola, lontana dai miei amici”, “eravamo una compagnia bellissima, ho un senso di vuoto immenso ogni volta che penso al fatto che quel gruppo, così, non ci sarà mai più, che tutto è cambiato per sempre”. (11 mag - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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