E’ ripartito nel weekend, a suon di interviste, il dibattito parlamentare sul fine vita che dura ormai da anni, dalla scorsa legislatura. A dare un'accelerazione questa mattina sono le dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, e le immediate risposte delle opposizioni. Costa, in un'intervista a Repubblica, ha riconosciuto l'esistenza di "un vuoto legislativo" già certificato dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato, che non può essere colmato da una molteplicità di leggi regionali tra loro disomogenee, come sta avvenendo finora proprio in mancanza di una legge nazionale. La strada, secondo il parlamentare azzurro, passa dagli emendamenti in Commissione e poi dall'esame in aula, con punto di partenza nel disegno di legge Zanettin-Zullo e nel solco tracciato dalla sentenza della Consulta del 2019. "Non decidere significa accettare il caos normativo", ha avvertito Costa, auspicando un compromesso tra le forze politiche. La risposta del Partito Democratico non si è fatta attendere: il presidente dei senatori dem Francesco Boccia ha lanciato una sfida diretta: se Forza Italia vuole davvero una legge, lo dimostri domani votando in favore della calendarizzazione del provvedimento nella Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. "Solo così sarà possibile un confronto alla luce del sole davanti al Paese", ha detto Boccia, ricordando come nella scorsa legislatura il testo Bazoli fosse stato approvato alla Camera all'unanimità.
La capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga ha usato toni altrettanto netti: "Non servono altri rinvii né tatticismi procedurali. Il diritto di scegliere non può essere riservato a pochi". Sul fronte delle associazioni, l'Associazione Luca Coscioni, per voce del tesoriere Marco Cappato e della segretaria nazionale Filomena Gallo, ha chiesto che venga assunta come testo base la legge di iniziativa popolare "Eutanasia legale", sottoscritta da oltre 74mila cittadini e depositata dieci mesi fa, ma ancora mai esaminata dal Senato. Cappato e Gallo hanno definito il testo governativo a prima firma Zullo-Zanettin "palesemente incostituzionale", in quanto escluderebbe dall'accesso all'aiuto a morire categorie di pazienti cui la Corte ha già riconosciuto tale diritto, ed eliminerebbe il ruolo del Servizio sanitario nazionale, che i giudici costituzionali hanno invece indicato come indispensabile. Il nodo del Ssn è al centro anche delle posizioni di Alleanza Verdi e Sinistra. La senatrice Ilaria Cucchi ha ribadito che "soltanto il Servizio sanitario nazionale può assicurare uniformità di trattamento e assenza di discriminazioni economiche o territoriali", respingendo qualsiasi ipotesi di privatizzazione dell'accesso al fine vita. Il confronto parlamentare è atteso già nella giornata di domani. Sarà la Conferenza dei capigruppo del Senato a decidere se calendarizzare o meno la proposta in aula.
(Sis)
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