“La passione questa generazione ce l'ha anche molto più di quelle precedenti. Questa generazione è piena di valori positivi. A me piace molto. Poi certo i giovani devono riversare questa passione in orientamento, in strada, ma è la loro strada nuova. Noi possiamo trasmettere loro valori di convivenza, non modelli di comportamento. Ed è quello che provoca fiducia”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha visitato la Fondazione Renzo Piano conversando con il senatore a vita e architetto Renzo Piano, davanti alla platea di studenti del Politecnico di Milano, nel corso di una lezione del “Laboratorio Arte del Costruire”. Al termine dell’incontro, il capo dello Stato si è recato al Teatro alla Scala dove è intervenuto alla cerimonia che celebra l’anniversario dell’11 maggio 1946, quando Arturo Toscanini diresse il concerto di riapertura del Teatro ricostruito dopo i bombardamenti del 1943. Il presidente Mattarella ha assistito al concerto eseguito dall’Orchestra e dal Coro del Teatro alla Scala con la direzione di Riccardo Chailly e di Alberto Malazzi, Maestro del Coro. “Volevo partire dal coraggio di sbagliare – ha detto inoltre Mattarella di fronte agli studenti - Come sapete una quantità di scoperte fondamentali che hanno fatto avanzare la conoscenza sono dovute a errori di ricerca, a piste rivelatesi improduttive che poi hanno aperto degli squarci in direzione di risultati preziosi non previsti, non ricercati, non obiettivo dell'inizio della ricerca. Quindi sbagliare è prezioso non solo perché comunque c'è il coraggio, l'ostinazione di provare a ricercare, ma perché spesso apre strade diverse, fa riflettere”. Secondo Mattarella, inoltre, “l'ascolto, è la chiave del progresso della vita. E’ un'attitudine che dovrebbe essere naturale, la più agevole, la più facile, perché siamo nati per ascoltare. La parola l'abbiamo per farci ascoltare. Ed è strano che sia sempre stata invece un'arte difficile, incomprensibilmente difficile”, sottolinea il capo dello Stato, spiegando che “basta frequentare i social per capire come c'è una quantità di persone che legge o interloquisce soltanto con chi ripete le cose che ha detto lui”, mentre l’ascolto “è un'attitudine e dovrebbe essere la più praticata”. “Ascoltare chiunque, tutti, sempre – ribadisce Mattarella - è una cosa che non è una cortesia, è un arricchimento, è una cosa indispensabile. Questo vale per i progetti, vale per qualunque tipo di progetto, non soltanto per le splendide realizzazioni di architettura, ma per qualunque progetto di vita. Quella di ascoltare è la strada, tra l'altro anche è anche la strada per la pace”. “L'obiettivo della politica è – sostiene Mattarella - è la bellezza della convivenza”. (Roc)
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