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direttore Paolo Pagliaro

GANNUSHKINA: PUTIN
VUOLE CARNEFICINA

GANNUSHKINA: PUTIN <BR> VUOLE CARNEFICINA

– “Sappiamo ciò che sta oggi sulla bilancia, ciò che oggi si compie. Sul nostro orologio suonò l'ora del coraggio, e il coraggio non ci abbandonerà. Ora più che mai servono coraggio e saggezza per fermare questa insensata carneficina”. Lo afferma, in una intervista a Domani, Svetlana Gannushkina, fondatrice di Memorial e premio Nobel per la pace 2022, precisando che Putin ha paura di mettere fine alla guerra e che “la speranza che il cessate il fuoco porti a una transizione verso i negoziati, anziché all'insensata e spietata distruzione di migliaia di giovani vite, c'è. Questa guerra è già durata più a lungo di quella la cui vittoria celebriamo l'8 e il 9 maggio”. Inoltre osserva che “è chiaro che Putin si aspettava un esito diverso quando ha iniziato questa operazione militare. Inizialmente gli era stato assicurato che le nostre truppe sarebbero state accolte di buon grado. Tuttavia, questo non lo giustifica: la responsabilità di un leader è quella di scegliere collaboratori che non gli mentano. Forse ora lui stesso ha paura di porre fine alla guerra, di apparire debole, di ammettere i propri errori, di scendere dal piedistallo su cui il destino lo ha posto”. In merito al calo del consenso e alle proteste per le restrizioni a Internet, Gannushkina sottolinea che “è difficile parlare di consenso quando esso si basa sulla paura. Eppure vediamo persone scendere in piazza per protestare contro i problemi legati a Internet. Forse ritengono che non sia pericoloso quanto protestare contro la guerra. Se noi, cittadini, difendessimo la pace almeno quanto la necessità del funzionamento della rete mobile, la pace arriverebbe prima”. Sulla parata del 9 maggio e l’assenza di ospiti stranieri aggiunge che “è significativo che i leader delle ex repubbliche sovietiche si siano rifiutati di venire a Mosca. È perfettamente comprensibile che non vogliano mostrare solidarietà con le attuali politiche della Russia. Non credo che abbiano smesso di considerare la vittoria nella Seconda guerra mondiale appartenente anche a loro. All'epoca eravamo tutti dalla parte del bene ora non è più così”. Sulle ipotesi di un golpe interno, la fondatrice di Memorial conclude: “Non ho alcun legame con la cerchia ristretta di Putin. Mi limito a dire che sono certa che molte persone, nel giro di Putin, comprendano che la situazione è assurda e, al tempo stesso, mostruosamente crudele nei confronti di una massa enorme di innocenti. Una loro eventuale disposizione a resistere attivamente, tuttavia, è un aspetto di cui non sono a conoscenza”. (12 mag - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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