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direttore Paolo Pagliaro

MATTARELLA: INFERMIERI
ESERCITO DEL BENE

MATTARELLA: INFERMIERI <br> ESERCITO DEL BENE

 “Le infermiere e gli infermieri raccolti nelle varie associazioni nazionali costituiscono un vero e proprio esercito del bene”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto alla cerimonia in occasione del centenario della Giornata internazionale dell’infermiere, che si è svolta presso l’Auditorium Antonianum di Roma. Una giornata stabilita nell’anniversario della nascita di Florence Nightingale, la pioniera della professione infermieristica,  nata a Firenze nel 1820. “Gli infermieri – aggiunge il capo dello Stato - operano contro la malattia che vulnera l’integrità della persona negli aspetti fisici e morali. Il centro del vostro impegno è la persona”.  Mattarella sottolinea  che “l’infermiere è vita. L’infermiere è ovunque, per il bene di tutti. La salute è un diritto di civiltà”, e “l’innesco per la creazione di un Diritto internazionale umanitario durante i conflitti fu prezioso e meriterebbe oggi ben diverso rispetto. Non esito a paragonare a gesti eroici quelli compiuti dai vostri colleghi a Gaza, dove un sistema sanitario, già fragile, è stato demolito, distrutto, come anche altrove è avvenuto”. Il capo dello Stato tiene poi particolarmente a ricordare “il contributo decisivo e l’appassionata dedizione che ha contraddistinto” gli infermieri “in occasione della pandemia da Covid, drammatica, lunga emergenza - che voi avete vissuto con sacrifici immani e con diverse vittime - e che qualcuno, dimenticando i tanti morti di quei tragici giorni, vorrebbe derubricare a poco più di una leggera influenza. Portando a dimenticare gli sforzi spesso eroici  e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario. In questa giornata, desidero doverosamente ribadire la gratitudine della Repubblica per quel che avete fatto. E per quello che continuate a fare ogni giorno, infondendo fiducia, testimoniando umanità e solidarietà, preziose insieme ai trattamenti terapeutici”. “Solidarietà e cura non possono avere carattere di eccezionalità.   Prendersi cura dell’altro, degli altri, è parte essenziale del nostro benessere, della nostra sicurezza, della qualità della nostra vita. Il lavoro generoso e professionale degli infermieri è motore dell’universalità del diritto alla salute – ribadisce inoltre Mattarella - Il vostro lavoro quotidiano è, pertanto, un saldo punto di riferimento nella vita dell’intera comunità. Siete protagonisti di diritti sanciti dalla Costituzione”. “Gli infermieri sono oggi 462 mila” ricorda infine il presidente, per poi aggiungere: “Sappiamo che si tratta di un numero insufficiente rispetto alle esigenze di cura delle popolazioni. È un tema che non appare eludibile e che interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione”, e “dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che qui possono essere offerte”. “La sanità – ribadisce Mattarella - è un pilastro del welfare, del modello sociale europeo. Il diritto universale alla salute rappresenta una pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà. Non dovrebbe esservi neppure bisogno di ricordare che il necessario radicamento dei servizi di cura non può tollerare disparità fra territori - a partire dalle aree interne dell’Italia: sarebbe come a dire un diritto alla salute diseguale per i cittadini”. (Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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