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direttore Paolo Pagliaro

“MISSIONE HORMUZ”
L’AUSTRALIA ADERISCE

“MISSIONE HORMUZ” <BR> L’AUSTRALIA ADERISCE

Per tentare di arginare l'instabilità marittima e garantire il transito sicuro delle merci nei passaggi obbligati del Golfo Persico, l'asse europeo composto da Parigi e Londra ha accelerato i piani per l'istituzione di un dispositivo militare navale e aereo dedicato. Nella mattinata di oggi, l'Australia ha sciolto le riserve annunciando ufficialmente la propria adesione formale a quella che è stata definita una missione “neutrale e pacifica”. Il ministro della Difesa di Canberra, Richard Marles, ha formalizzato la decisione del governo australiano attraverso una nota ufficiale diramata ai media: “L'Australia è pronta a sostenere una missione militare multinazionale indipendente, strettamente difensiva, guidata dal Regno Unito e dalla Francia, non appena verrà istituita”. L'impegno operativo di Canberra non sarà meramente simbolico ma si tradurrà nell'invio di assetti tecnologici di alto valore. Marles ha confermato che l'Australia metterà a disposizione della missione un velivolo da sorveglianza e allarme precoce Wedgetail E-7A. Questo specifico aereo radar è in realtà già rischierato e operativo nella regione mediorientale, dove negli ultimi mesi è stato impiegato attivamente per garantire la protezione dello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti dai costanti attacchi condotti tramite droni suicidi di fabbricazione iraniana. La formalizzazione del contributo australiano è giunta a conclusione di una tesa videoconferenza strategica che ha visto la partecipazione dei ministri della Difesa di circa quaranta nazioni, a dimostrazione di quanto la sicurezza delle rotte globali sia considerata una priorità transnazionale assoluta.

Nelle intenzioni dei promotori occidentali, questo dispositivo militare non dovrà configurarsi come un'estensione del braccio armato statunitense, bensì come uno strumento di pressione parallelo. Il ministro Marles ha infatti precisato che la missione multinazionale avrà come obiettivo primario quello di integrare e rafforzare gli sforzi diplomatici e le misure di de-escalation in corso, fornendo al contempo “un impegno concreto per la sicurezza del commercio internazionale”. La spinta decisiva all'iniziativa era stata impressa dal presidente francese Emmanuel Macron, il quale ha preannunciato una imminente “iniziativa alle Nazioni Unite” con lo scopo di presentare al Consiglio di Sicurezza un “quadro di riferimento” giuridico e operativo per la missione. Secondo i piani transalpini, il dispiegamento effettivo della flotta internazionale dovrà scattare nel momento esatto in cui l'Iran e gli Stati Uniti troveranno l'accordo per revocare i rispettivi blocchi navali ed economici, agendo in costante e stretta consultazione con le autorità di Teheran e di Washington per evitare pericolosi incidenti di fuoco amico nel Golfo. (13 MAG / deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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