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direttore Paolo Pagliaro

PLENARIA CGIE: FOCUS SULLA RAPPRESENTANZA, LA SFIDA È IL RINNOVO DEI COMITES

Incentivi ai rientri, voto all’estero, cittadinanza, promozione di lingua e cultura: la plenaria del Consiglio generale degli Italiani all’estero entra nel vivo alla Farnesina. Sul tavolo, le questioni più importanti per i nostri connazionali nel mondo. "Questa Plenaria si svolge in un contesto internazionale complesso che ha provocato effetti diretti su cittadini e imprese, l'impegno del governo è massimo, dall'inizio della crisi nel Golfo la nostra priorità è stata assistere gli italiani, abbiamo fatto rientrare oltre 25mila connazionali", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aprendo la plenaria il 13 maggio. Tajani ricorda anche "l'impegno per liberare i detenuti italiani in Venezuela" e "l'attenzione massima sulla vicenda giudiziaria di Crans Montana". Al centro dell'impegno della Farnesina ci sono poi i servizi consolari: "Inaugureremo a breve una sala operativa, vogliamo snellire le procedure e puntare sulla digitalizzazione", prosegue Tajani ricordando che sono stati "202mila i rilasci delle Carte d'identità elettroniche". "Vogliamo valorizzare sempre più la rete consolare onoraria" prosegue Tajani ricordando anche "l'impegno per il voto all'estero in occasione del referendum" e per "la promozione della lingua e della cultura italiana". "A breve comunicheremo la data per il rinnovo dei Comites" conclude Tajani ricordando anche "l'impulso dato al progetto sul turismo delle radici". "Il Consiglio generale degli Italiani all'estero è un organismo importante" e la plenaria "è un'occasione e un momento di confronto. Abbiamo dato la disponibilità a intensificare ulteriormente il rapporto in un momento di sereno e costruttivo confronto", ha detto Massimo Dell'Utri, sottosegretario agli Esteri, che si è insediato alla Farnesina da meno di un mese. Dell’Utri è subentrato a Giorgio Silli, che ha lasciato l'incarico per la segreteria generale dell'IILA. Dell'Utri ha assunto le deleghe che erano di Silli, tra cui quella relativa alle politiche per gli italiani all’estero. Per Dell’Utri è quindi la prima Assemblea plenaria del Cgie. Sul voto all’estero, “abbiamo dato degli strumenti tecnici per la sicurezza e per difendere la partecipazione italiana all'estero. Ora – ha sottolineato la segretaria generale del CGIE Maria Chiara Prodi - si aggiunge la questione del rinnovo dei Comites. È fondamentale che questi giorni ci aiutino a focalizzare una roadmap per coinvolgere il più possibile tutti i territori e dare più forza a tutti coloro che si vogliono impegnare con strumenti più semplici dal punto di vista amministrativo. Per questo abbiamo chiesto l'aiuto della direzione generale e per questo invitiamo tutti voi - afferma ancora Prodi rivolgendosi agli italiani all'estero - a iniziare a prepararvi perché più ci sarà partecipazione e rinnovamento, più queste nostre rappresentanze, che sono un'eccellenza assoluta, possono aiutare a creare ponti di pace tra i popoli". Proprio sulle prossime elezioni dei Comites, “l’obiettivo principale rimane quello di favorire in tutti i modi possibili una maggiore partecipazione sia per quanto riguarda l’elettorato attivo che l’elettorato passivo – si legge nella Relazione della componente di nomina governativa illustrata dal Vice Segretario Generale Gianluca Lodetti -. Nelle scorse elezioni, i votanti sono stati molto pochi (142.000, ca 2,9% del totale) sia a causa della nuova normativa sull’opzione inversa che prevede l’iscrizione al registro dei votanti sia, soprattutto, per un gravissimo deficit informativo presso i connazionali rispetto al sistema della rappresentanza”. Nel pomeriggio, inoltre, si sono svolte le Relazioni delle Commissioni Continentali. In Europa, “la rete consolare si trova oggi ad affrontare una trasformazione profonda delle esigenze delle collettività italiane all’estero, che richiede un progressivo rafforzamento organizzativo, tecnologico e umano della presenza dello Stato italiano in Europa”, si legge nella Relazione del Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile. I temi principali dei lavori della Commissione Continentale America Latina “sono quelli che interessano oggi più che mai le nostre comunità: i Servizi Consolari e la questione della legge di Cittadinanza. I Consiglieri - si legge nella Relazione di Mariano Gazzola, Vice Segretario Generale per l’America Latina - hanno approfondito il tema dei Servizi Consolari riferendo le condizioni registrate nei singoli Paesi e segnalando il profondo impatto determinato dalla Riforma della legge sulla cittadinanza. Tale riforma ha inciso non solo sulla vita interna delle comunità italiane, ma anche sull’organizzazione dei servizi consolari, introducendo nuove difficoltà di accesso per i richiedenti e determinando un aumento del carico di lavoro negli uffici, chiamati ora a verificare le specifiche condizioni personali per stabilire l’effettiva applicabilità delle norme". La Relazione della vicesegretaria generale per i Paesi anglofoni extraeuropei, Silvana Mangione, pone l’accento sul “profondo vulnus che la nostra Commissione ha subito con il decreto che lega il numero dei rappresentanti all'estero nel CGIE al solo dato degli iscritti all'Aire”.

INCENTIVI AI RIENTRI E FUTURO DELLA RAPPRESENTANZA
C’è un’Italia che parte e un’Italia che non riesce a essere attrattiva: è il doppio volto delle nuove mobilità al centro dell’ultima giornata dell’Assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, il 15 maggio nella sede del CNEL. "Gli italiani all'estero non sono solo la memoria della nostra emigrazione, ma una componente viva, dinamica e strategica del Sistema Italia, ed è significativo che proprio qui si sviluppi una riflessione sugli italiani nel mondo e le nuove mobilità", ha detto Claudio Risso, vicepresidente del Cnel, aprendo la plenaria. In questo contesto, CGIE e CNEL hanno rilanciato una collaborazione interistituzionale fondata sul confronto e su una visione condivisa. Risso ha sottolineato il "lavoro comune tra il Cnel e il Cgie, una collaborazione che si colloca nel percorso degli accordi interistituzionali, che disciplinano gli ambiti di cooperazione". Proprio dalla memoria occorre partire per costruire le politiche del presente. In questa direzione, Risso ha consegnato alla segretaria generale del Cgie, Maria Chiara Prodi, un’ampia raccolta di studi sui 50 anni di emigrazione italiana, conservata negli archivi del CNEL. Un patrimonio finora frammentato, oggi digitalizzato e reso accessibile, che ripercorre il passaggio dall’emigrazione di massa a quella qualificata. Tra i progetti in cantiere, ha sottolineato ancora Risso, c'è l'analisi "del contributo economico che le comunità italiane all'estero offrono. Stiamo facendo un primo lavoro di analisi, dobbiamo lavorare insieme e bene per vedere come misurare questo contributo". Il vicepresidente del Cnel ha ricordato che "dal 2011 al 2023 circa 550mila giovani hanno lasciato l'Italia, senza un corrispondente afflusso di giovani da altri paesi. Per questo, il Cnel ha costituito un apposito gruppo di lavoro". "Con il Cgie lavoreremo insieme, per politiche più efficaci, per un laboratorio permanente di idee", ha concluso Risso. La collaborazione tra i due organismi punta anche a definire una mappatura delle principali politiche adottate negli anni per rendere più attrattivo il Paese. L’obiettivo è duplice: da un lato costruire una strategia strutturata di incentivi al rientro, offrendo opportunità concrete a chi vive all’estero; dall’altro individuare interventi mirati per aree tematiche e livelli di governo. “Abbiamo avviato un lavoro di studio e analisi sull'attrattività dell'Italia, che ha portato a un rapporto presentato a dicembre. Quest'attività prosegue quest'anno: vogliamo dar voce ai giovani italiani all'estero attraverso la piattaforma giovaniexpat.it”, ha detto l'economista Luca Paolazzi, coordinatore del gruppo CNEL sull’attrattività dell’Italia per i giovani. La piattaforma, ha sottolineato Paolazzi, ha diversi obiettivi: prima di tutto "dare voce ai giovani attraverso video interviste autoprodotte"; analizzare il fenomeno attraverso "un questionario che riguarda le origini di questi giovani, le ragioni per cui sono andati via, quali sono le carenze del paese e le condizioni per tornare", sottolinea Paolazzi affermando che "il questionario fa da guida". Tra gli obiettivi, anche quello di "creare una comunità per un ascolto continuo". Secondo Paolazzi, si tratta di "un lavoro prezioso per il Cgie, lo scopo è migliorare il paese, che ha bisogno di accelerare in una trasformazione prima di tutto culturale". Durante la plenaria, è stata ripercorso il lungo percorso della nostra rappresentanza all’estero: “La storia delle rappresentanze dell'immigrazione italiana all'estero nasce esattamente 40 anni fa con la creazione dei comitati dell'emigrazione italiana – ha affermato Silvana Mangione, Vicesegretario Generale del CGIE per i Paesi Anglofoni extraeuropei -. Sono essi che attraverso una conferenza del 1988, preparata proprio ‘dentro’ al Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, si inventano il Consiglio Generale degli italiani all'estero. E la prima battaglia del Consiglio Generale degli italiani all'estero, che rappresenta tutto il mondo, è quella di ottenere il voto in loco degli italiani all'estero con l’elezione diretta dei propri rappresentanti. Oggi abbiamo festeggiato tutto questo”. “Non ci può essere futuro senza la consapevolezza di chi si è – è la riflessione di Maria Chiara Prodi -. Tutti quelli che parlano di italiani all'estero in una maniera superficiale non si rendono conto di quanto le comunità hanno costruito in 150 anni di storia: l'amore per il paese che noi mescoliamo a un po' di idealizzazione, un po' di nostalgia, un po' di quello che abbiamo imparato nei paesi di approdo, sia un'energia bellissima che possiamo mettere a servizio del paese e che può restituire anche al nostro paese quel po' di utopia, di sogno, di speranza, di cambiamento di cui tutti abbiamo fame”. “La plenaria del CGIE si è appena conclusa e vuole mandare un messaggio aperto alle istituzioni, alle confederazioni, alle associazioni, ai singoli che vogliono con noi lavorare affinché gli italiani all'estero siano una vera risorsa a servizio del nostro paese. È stato molto importante per me sentire l'appoggio dell'assemblea plenaria in una visione che sin dall'inizio ha caratterizzato il mio mandato – prosegue Prodi facendo un bilancio della plenaria -. Noi siamo, per legge istitutiva, rappresentanti delle comunità italiane all'estero presso tutte le istituzioni che mettono in atto delle politiche per gli italiani nel mondo”. “Come diaspora istituzionalizzata italiana nel mondo, rappresentiamo oltre 7 milioni di persone in mobilità e possiamo, per la nostra storia che abbiamo saputo oggi tracciare fin dalla fine dell'Ottocento, essere veramente un esempio, uno stimolo per tutti”. Secondo Prodi “gli strumenti che abbiamo a disposizione sono infinitamente di più di quelli dei nostri predecessori che cercavano per decenni di dare una istituzionalità alla diaspora, quindi adesso gli strumenti li abbiamo, la visione la abbiamo”. “Abbiamo davanti a noi il rinnovo dei Comites – ricorda Prodi -, ora abbiamo una strada da percorrere insieme con degli strumenti concreti, con delle alleanze molto forti. Ringrazio il CNEL ma ringrazio anche tutti quelli che in questa settimana ci hanno accompagnato in maniera istituzionale. È il momento di lavorare tutti assieme: le difficoltà che avevamo le abbiamo superate e ora è il momento di aprirci al mondo”.

PRODI: LE COMUNITA’ SONO UNA RISORSA, LA STORIA DELLA RAPPRESENTANZA SIA UNO STIMOLO

"La plenaria del CGIE si è appena conclusa e vuole mandare un messaggio aperto alle istituzioni, alle confederazioni, alle associazioni, ai singoli che vogliono con noi lavorare affinché gli italiani all'estero siano una vera risorsa a servizio del nostro paese”. Così a 9colonne Maria Chiara Prodi, segretaria generale del Consiglio generale degli Italiani all’estero, a margine dell’ultimo giorno di plenaria del Cgie, il 15 maggio al Cnel. “È stato molto importante per me sentire l'appoggio dell'assemblea plenaria in una visione che sin dall'inizio ha caratterizzato il mio mandato – prosegue Prodi facendo un bilancio della plenaria -. Noi siamo, per legge istitutiva, rappresentanti delle comunità italiane all'estero presso tutte le istituzioni che mettono in atto delle politiche per gli italiani nel mondo”. “Come diaspora istituzionalizzata italiana nel mondo, rappresentiamo oltre 7 milioni di persone in mobilità e possiamo, per la nostra storia che abbiamo saputo oggi tracciare fin dalla fine dell'Ottocento, essere veramente un esempio, uno stimolo per tutti”. Secondo Prodi “gli strumenti che abbiamo a disposizione sono infinitamente di più di quelli dei nostri predecessori che cercavano per decenni di dare una istituzionalità alla diaspora, quindi adesso gli strumenti li abbiamo, la visione la abbiamo”. “Abbiamo davanti a noi il rinnovo dei Comites – ricorda Prodi -, ora abbiamo una strada da percorrere insieme con degli strumenti concreti, con delle alleanze molto forti. Ringrazio il CNEL ma ringrazio anche tutti quelli che in questa settimana ci hanno accompagnato in maniera istituzionale. È il momento di lavorare tutti assieme: le difficoltà che avevamo le abbiamo superate e ora è il momento di aprirci al mondo”. “Non ci può essere futuro senza la consapevolezza di chi si è – conclude Prodi -. Tutti quelli che parlano di italiani all'estero in una maniera superficiale non si rendano conto di quanto le comunità hanno costruito in 150 anni di storia: l'amore per il paese che noi mescoliamo a un po' di idealizzazione, un po' di nostalgia, un po' di quello che abbiamo imparato nei paesi di approdo, sia un'energia bellissima che possiamo mettere a servizio del paese e che può restituire anche al nostro paese quel po' di utopia, di sogno, di speranza, di cambiamento di cui tutti abbiamo fame”.

 

DELL'UTRI: IL CGIE È UN ORGANISMO IMPORTANTE, INTENSIFICARE I RAPPORTI

"Il Consiglio generale degli Italiani all'estero è un organismo importante" e la plenaria "è un'occasione e un momento di confronto. Abbiamo dato la disponibilità a intensificare ulteriormente il rapporto in un momento di sereno e costruttivo confronto". Così Massimo Dell'Utri, sottosegretario agli Esteri, a margine dell'Assemblea plenaria del Cgie, il 13 maggio alla Farnesina. Dell'Utri si è insediato al ministero degli Esteri da meno di un mese: è subentrato a Giorgio Silli, che aveva lasciato l'incarico per la segreteria generale dell'IILA. Dell'Utri ha assunto le deleghe che erano di Silli, tra cui quella relativa alle politiche per gli italiani all’estero. Oggi partecipa per la prima volta all'Assemblea plenaria del Cgie, il "parlamentino" degli italiani nel mondo.


PRODI: DAI RIENTRI AL VOTO ESTERO, ATTENZIONE COSTANTE PER I CONNAZIONALI

"Siamo all'inizio della plenaria del Consiglio generale degli italiani all'estero. Il lavoro delle commissioni continentali e tematiche è arrivato a maturazione, abbiamo gli ordini del giorno, la relazione della segretaria generale, la relazioni del governo: strumenti formali con i quali il CGIE racconta a tutti il lavoro che sta facendo". Così a 9colonne Maria Chiara Prodi, segretaria generale del Cgie, a margine della plenaria, il 13 maggio alla Farnesina. "È un lavoro che non abbandona i temi che sono stati prioritari negli anni passati perché necessitano di attenzione costante, dagli incentivi di rientro alla questione della legge di cittadinanza fino alla sicurezza del voto - prosegue Prodi -. Abbiamo dato degli strumenti tecnici per la sicurezza del voto, per difendere la partecipazione italiana all'estero". "Ora si aggiunge la questione del rinnovo dei Comites. È fondamentale - sottolinea Prodi - che questi giorni ci aiutino a focalizzare una roadmap per coinvolgere il più possibile tutti i territori e dare più forza a tutti coloro che si vogliono impegnare con strumenti più semplici dal punto di vista amministrativo. Per questo abbiamo chiesto l'aiuto della direzione generale e per questo invitiamo tutti voi - afferma ancora Prodi rivolgendosi agli italiani all'estero - a iniziare a prepararvi perché più ci sarà partecipazione e rinnovamento, più queste nostre rappresentanze, che sono un'eccellenza assoluta, possono aiutare a creare ponti di pace tra i popoli".

MANGIONE (CGIE): AL CNEL FESTEGGIAMO LA STORIA DELLA RAPPRESENTANZA NATA 40 ANNI FA

"La storia delle rappresentanze dell'immigrazione italiana all'estero nasce esattamente 40 anni fa con la creazione dei comitati dell'emigrazione italiana. Sono essi che attraverso una conferenza del 1988, preparata proprio ‘dentro’ al Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, si inventano il Consiglio Generale degli italiani all'estero. E la prima battaglia del Consiglio Generale degli italiani all'estero, che rappresenta tutto il mondo, è quella di ottenere il voto in loco degli italiani all'estero con l’elezione diretta dei propri rappresentanti. Oggi abbiamo festeggiato tutto questo”. Così a 9 colonne la vicesegretaria generale del Consiglio generale degli Italiani all’estero Silvana Mangione a margine della sessione conclusiva l’Assemblea plenaria del Cgie, il 15 maggio a Villa Lubin, sede del CNEL.


MANGIONE: PERSONALE PER I CONSOLATI E FONDI PER I CORSI DI ITALIANO TRA LE PRIORITA’

Molte sono le questioni che interessano gli italiani all’estero, ma ce ne sono alcune in particolare che sono “fondamentali e immediate”, ha affermato Silvana Mangione, vicesegretaria generale per i Paesi anglofoni extraeuropei del Consiglio generale degli italiani all’estero il 13 maggio a margine dell’assemblea della CGIE alla Farnesina. “La messa in sicurezza del lavoro dei consolati avendo il personale necessario”, ma anche quella dei “corsi di italiano, perché non ci sono i fondi e la burocrazia rende quasi impossibile averli nei momenti in cui è necessario per pagare quello che si sta facendo d’accordo con le scuole locali”, ha spiegato, per poi menzionare anche “la protezione dei diritti dei cittadini, in particolare degli anziani”.


SERVIZI CONSOLARI, STABILE: PRIORITA’ RILASCIO DELLA CIE

"Come Consiglio generale degli italiani all’estero riteniamo importante mettere un accento su ciò che riguarda tutto il servizio consolare. La collettività in questo momento si trova ad affrontare la richiesta di rilascio della nuova carta d’identità elettronica: i connazionali vogliono allinearsi all’esigenza di ottenere questo documento d’identità”. Così ha affermato il vicesegretario generale per l’Europa del Consiglio generale degli italiani all’estero Giuseppe Stabile il 13 maggio a margine dell’assemblea del CGIE alla Farnesina. “Il carico lavorativo delle nostre sedi consolari è molto forte, per cui occorre prima di tutto rilasciare un documento di identità a chi non ce l’ha, dopodiché procedere - rispettando un ordine cronologico di richiesta - a un rilascio di questo nuovo documento”, ha sottolineato.

FRONTALIERI, RAIMONDO (CGIE): TASSA SANITARIA SBAGLIATA E ILLEGITTIMA
"Abbiamo posto all'assemblea plenaria del Cgie i problemi ancora aperti che riguardano i frontalieri, in particolare quello sulla nuova tassa sanitaria dei lavoratori frontalieri italiani che lavorano in Svizzera, che andrebbero a pagare una doppia tassazione per poter usufruire dell'assistenza sanitaria. È totalmente illegittima e sbagliata". Così Pancrazio Raimondo, Consigliere del Consiglio generale degli Italiani all'estero, a margine dell'ultimo giorno di plenaria del Cgie, il 15 maggio al Cnel. "Abbiamo chiesto e ottenuto che ci sia un tavolo interministeriale con Ministero dell'Economia, Ministero degli Esteri e Ministero del Lavoro, così come i rappresentanti delle comunità locali e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che seguono i frontalieri, perché è la sede per poter risolvere una serie di problemi aperti sui lavoratori frontalieri italiani", prosegue Raimondo ricordando che "si tratta complessivamente di 130.000 persone che lavorano sotto confini diversi e hanno un reddito totale di 4-5 miliardi di euro che spendono nel nostro Paese, quindi danno anche un contributo economico alle comunità locali e all'economia del nostro Paese".

PICCIANI (CGIE): INCENTIVI AI RIENTRI? MISURE INSUFFICIENTI, FARE DI PIÙ
"Durante la plenaria del Cgie abbiamo affrontato anche il tema degli incentivi ai rientri e dell'attrattività del Sistema Italia. Riteniamo che le misure fiscali siano molto importanti ma non sono sufficienti. Da un lato perché queste norme sono temporanee, dall'altro perché il problema è il contesto lavorativo in cui chi rientra si trova ad operare". Così Massimiliano Picciani, Consigliere del Consiglio generale degli Italiani all'estero, a margine dell'ultima giornata di plenaria del Cgie, il 15 maggio al Cnel. "Intendiamo lavorare nei prossimi mesi per cercare di capire come proporre al Sistema Paese di adeguarsi ed evolversi - prosegue Picciani -, in modo tale che il rientro sia permanente, motivato e che inciti altri a fare lo stesso percorso".

CONTE (CGIE): LINGUA E CULTURA, PASSI AVANTI SUGLI ENTI GESTORI
"È partito il tavolo informale Direzione generale-CGIE per quanto riguarda gli enti gestori e la promozione di lingua e cultura italiana nel mondo. Che cosa abbiamo raggiunto? Prima di tutto che che ci sarà una grande flessibilità nell'interpretazione della circolare, cosa che prima non era facile". Così Tommaso Conte, Consigliere del Consiglio generale degli Italiani all'estero, a margine dell'ultimo giorno di plenaria del Cgie, il 15 maggio al Cnel. "Poi sono stati stabiliti quattro webinar - spiega Conte - che partiranno dall'inizio di giugno e che vedranno protagonisti gli enti gestori, i dirigenti scolastici, le ambasciate, i consolati, la direzione generale da Roma e il CGIE". "Si è stabilito che deve partire quanto prima il portale, in modo da facilitare la vita degli enti gestori mettendo direttamente sul portale le novità e le difficoltà, cercando quindi all'istante quale potrebbe essere la soluzione possibile". "Infine - conclude il Consigliere del Cgie - c'è stata da parte mia una richiesta molto precisa, cioè quella di aumentare la prima rata dal 40 al 50% e su questo c'è stata un'apertura della direzione".




CITTADINANZA, LA MARCA (PD): AMPLIARE I CRITERI DI TRASMISSIONE PER DISCENDENZA

Alla Farnesina il 14 maggio all’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, una delle ultime prima del suo rinnovo, c’è stato un momento di confronto con i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero: “Ho voluto sollevare le criticità della mia ripartizione, quella del Nord e Centro America”, ha detto Francesca La Marca, senatrice Pd eletta all’estero, oggi a margine dell’assemblea del Cgie. “Proprio in questi giorni ho presentato una mozione sulla cittadinanza che permetterebbe a chi riacquista la cittadinanza in questa finestra di tempo di trasmetterla a figli e nipoti, quindi fino a due generazioni”, ha continuato, aggiungendo di aver parlato anche di “servizi consolari, con il mio disegno di legge sulla rete dei consoli onorari nel mondo, di lingua e cultura italiana e di rinnovo dei Comites: tante questioni che ci uniscono come italiani nel mondo”.

CIE, BILLI (LEGA): SUCCESSO PER IL RINNOVO IN ITALIA PER I CONNAZIONALI ALL’ESTERO

"La sessione del Consiglio generale degli italiani all’estero è una delle ultime di questa legislatura, perché probabilmente si andrà alle elezioni dei Comites e quindi il Cgie verrà rinnovato dopo l’estate”, ha detto Simone Billi, deputato della Lega eletto all’estero, il 14 maggio a margine dell’assemblea del Cgie alla Farnesina. “Abbiamo fatto un breve bilancio e voglio sottolineare due successi molto importanti del parlamento italiano per i connazionali all’estero: la possibilità di rinnovare la carta d’identità elettronica anche in Italia e l’opportunità per gli over 70 di avere una carta d’identità elettronica illimitata nel tempo".

MERONI (CONFINDUSTRIA): IL NOSTRO CONTRIBUTO PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

"Siamo qui oggi e partecipiamo all'Assemblea plenaria del CGIE. Siamo molto onorati come Confindustria di farne parte come esperti e partecipiamo a questa assemblea trasversalmente su più fronti, su più argomenti su cui Confindustria è sempre ben presente". Così Maria Luisa Meroni, past president Confindustria Est Europa, a margine dell'ultima giornata dell'Assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all'estero, il 15 maggio al Cnel. "Come Confindustria partecipiamo alla quinta commissione del Made in Italy, il nostro contributo che viene dato al CGIE è di importanza e di interesse per tutti gli italiani all'estero e quindi anche per le imprese presenti all'estero".


PORTA (PD): VALORIZZARE GLI ITALIANI ALL’ESTERO, SERVE UNA CONTRO-NARRAZIONE
Intervenendo il 14 maggio all’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’Estero, il deputato del Partito Democratico eletto in America Meridionale Fabio Porta ha voluto ricordare che “se oggi celebriamo l'avvio del più grande accordo commerciale della storia, quello UE-Mercosur, e soprattutto i suoi benefici previsti che vedranno l'Italia in prima fila in Europa, è grazie proprio a quei figli-nipoti e pronipoti di italiani che consentiranno ai nostri prodotti di conquistare un mercato che già ci vede leader in tanti settori”. “Analogamente – ha aggiunto il deputato – non ha senso parlare di "turismo delle radici" se non rispondiamo in maniera coerente e adeguata allo "spaesamento" che quella legge ha prodotto; "turismo delle radici" del quale siamo ancora in attesa di risposte chiare sul bilancio di quanto fatto negli anni scorsi, come chiedeva una risoluzione parlamentare presentata in Parlamento mesi fa”. “Non ha poi senso – ha proseguito - parlare della grande riforma del MAECI se continuiamo ad avere il sistema di prenotazione on-line più obsoleto tra i 27 Paesi UE.” “A tutto ciò – secondo l’On. Porta - occorre rispondere con una contro-narrazione, con una piccola rivoluzione culturale che parta dalle scuole con l'insegnamento della storia della nostra emigrazione come principale anti-corpo alla deriva di quella politica che non ci valorizza per quello che siamo stati, che siamo e soprattutto potremmo diventare per il futuro dell'Italia”.

VOTO ESTERO, PORTA (PD): NECESSARIA MESSA IN SICUREZZA
Intervenendo il 14 maggio all’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’Estero, il deputato del Partito Democratico eletto in America Meridionale Fabio Porta ha voluto ricordare un importante anniversario: “I venti anni dalla prima elezione dei parlamentari eletti all'estero, una conquista alla quale tanti - da Mirko Tremaglia a Michele Schiavone - hanno dedicato parte della loro vita personale politica ed associativa”. “Oggi – ha allertato il deputato democratico - le manovre intorno alla legge elettorale rischiano di sfociare in una sorta di "colpo mortale" a quella lunga marcia verso il pieno riconoscimento dei diritti degli italiani della ventunesima regione. L'ipotesi di collegio unico mondiale senza preferenze ci farebbe precipitare in quella notte dove tutte le mucche sono nere, espropriandoci del diritto di avere rappresentanti dei nostri territori e delle nostre collettività. Dovremmo piuttosto concentrarci – ha sottolineato il parlamentare – sulla ‘messa in sicurezza del voto’, con l’introduzione di poche ma necessarie modifiche come la stampa delle schede in Italia, il codice a barre per la tracciabilità o le buste anti-strappo”.

CITTADINANZA, PORTA (PD): RIFORMA SBAGLIATA E DISCRIMINATORIA
Intervenendo il 14 maggio all’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’Estero, il deputato del Partito Democratico eletto in America Meridionale Fabio Porta ha voluto ricordare che questo appuntamento cade ad un anno dall’approvazione della riforma della cittadinanza: “Una legge che tanti di noi hanno definito ‘vergognosa’ non solo per il suo contenuto ma per l'improprio ricorso alla decretazione d'urgenza e per le altrettanto inopportune motivazioni utilizzate dal Ministro degli Esteri per sostenerla.” “Una legge – ha proseguito l’On. Porta - che con buona pace dei giudici della Corte Costituzionale, che ovviamente rispettiamo, continuiamo a ritenere sbagliata e discriminatoria, e quindi meritevole di profonde e radicali correzioni, magari nell'ambito di una riforma organica della cittadinanza che aiuti l'Italia a tornare ad essere un Paese inclusivo, se non altro in ragione di una drammatica recessione demografica al quale altri Paesi (basti fare l'esempio della Spagna) stanno rispondendo in maniera intelligente e lungimirante”.

LA MARCA (PD) AL CGIE: FOCUS SU CITTADINANZA E SERVIZI CONSOLARI
Nella settimana dall’11 al 15 maggio si è svolta, presso la Farnesina, l’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), appuntamento annuale di confronto che riunisce i consiglieri del CGIE provenienti da tutto il mondo, dedicato all’approfondimento delle principali questioni che riguardano le comunità italiane all’estero. Nel corso dei lavori, mercoledì 13 maggio la Sen. La Marca ha partecipato alla presentazione del Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, del progetto “Turismo delle Radici”, volto a valorizzare il legame tra l’Italia e le comunità italiane all’estero e i loro discendenti, e all’illustrazione della relazione di Governo del sottosegretario con delega per gli italiani all’estero, Massimo Dell’Utri. Nella giornata di giovedì 14 maggio si è tenuto, alla presenza della Direttrice generale per gli italiani nel mondo Silvia Limoncini, un momento di confronto e dialogo con i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero, a cui la Senatrice ha preso parte. Nel corso del suo intervento, La Marca ha richiamato l’attenzione sulle criticità della Riforma della Cittadinanza approvata lo scorso anno, sottolineando le difficoltà che migliaia di famiglie italiane all’estero, private del diritto di trasmettere la cittadinanza ai propri discendenti, si trovano ad affrontare. La Senatrice, - si legge in una nota - sottolineando come l’unico elemento positivo della riforma sia stata la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza, misura per cui si è molto battuta, ha annunciato all’Assemblea del CGIE la presentazione di una mozione parlamentare a sua prima firma volta a correggere l’effetto introdotto dalla riforma. «Le migliaia di segnalazioni che, non dico settimanalmente ma quotidianamente, ricevo su questa tematica mi hanno spinta a presentare una mozione già depositata che punta a correggere gli effetti di questa riforma e a ripristinare un diritto sacrosanto: garantire a tutti coloro che sono cittadini italiani e che riacquistano la cittadinanza in questa finestra di tempo, così come per chi l’ha ottenuta negli anni ’90, la possibilità di trasmetterla ai propri figli e nipoti», ha affermato la Senatrice. La Marca ha poi dedicato ampio spazio al tema delle criticità dei servizi consolari, sottolineando come la drammatica situazione legata alla carenza di risorse e di personale nelle diverse sedi, con particolare riferimento al Consolato di Toronto, una delle sedi consolari più sotto pressione, impedisca ai connazionali di fissare gli appuntamenti tramite il sistema Prenot@mi, di fatto negando loro il diritto di accedere ai servizi consolari essenziali. «Il mio ufficio riceve costantemente mail da parte di connazionali, specialmente residenti nella circoscrizione consolare di Toronto, impossibilitati nel prendere appuntamento. Il sistema è completamente bloccato. È un problema oggettivo che ho sempre sottolineato con interrogazioni e interventi in Aula, senza mai ricevere riscontro. È ora di prendere atto che il sistema Prenot@mi non funziona: è una piattaforma che va rivista, semplificata e corretta, per renderla realmente accessibile agli utenti, come ho avuto modo di esprimere più di una volta direttamente al Ministro Tajani», afferma la Senatrice. La Sen. La Marca ha inoltre richiamato l’attenzione sull'importante tema relativo al ruolo dei Consoli onorari e all’occasione mancata di rafforzarne il ruolo anche attraverso il proprio disegno di legge che non ha trovato seguito. «Mi chiedo come si possa affermare che la rete dei Consoli onorari sia stata ampliata quando un disegno di legge in tal senso è stato di fatto bocciato. Avevo proposto di rendere più trasparenti i criteri di nomina, rafforzarne il ruolo, prevedere anche un minimo riconoscimento economico e regolamentarne in modo chiaro le funzioni. Quel testo è stato prima accorpato alla riforma MAECI, poi assorbito e infine è decaduto», ha concluso la Senatrice.

BILLI (LEGA): LAVORARE UNITI PER I DIRITTI DELLE NOSTRE COMUNITÀ ALL’ESTERO
“Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e a tutti i colleghi con cui ho avuto modo di collaborare in questi anni. Un ringraziamento va anche ai colleghi dell’opposizione con cui, quando possibile e necessario, abbiamo lavorato insieme: i problemi degli italiani all’estero non hanno colore politico e le loro soluzioni non devono diventare terreno di strumentalizzazione politica. Ringrazio inoltre il Ministero degli Esteri, tutta la Farnesina e il Ministro Antonio Tajani per il lavoro svolto in questi anni su molti dossier importanti per le nostre comunità nel mondo. Sono stati ottenuti risultati concreti e attesi da tempo. Penso, ad esempio, alla possibilità di rinnovare la Carta d’Identità Elettronica anche in Italia per gli iscritti AIRE, alla CIE con validità permanente per gli over 70, all’attivazione gratuita di SPID e PosteID per gli italiani residenti all’estero e alla possibilità di ottenere online il codice fiscale. Importante anche l’accordo radiotelevisivo con la Repubblica di San Marino, così come l’integrazione dell’AIRE nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, che rappresenta un passo avanti fondamentale sul piano amministrativo e digitale. Sul fronte consolare, è stato avviato un rafforzamento del personale con aumenti di dipendenti e contrattisti, mentre le pratiche di cittadinanza verranno lavorate anche a Roma per alleggerire il carico dei consolati, con una riduzione dei tempi massimi da 48 a 36 mesi. È stato inoltre reso possibile il riacquisto della cittadinanza italiana per chi l’aveva persa a seguito della naturalizzazione straniera, tema molto sentito da tante comunità italiane nel mondo. Sono stati aperti nuovi consolati a Madrid, Bruxelles ed Edimburgo, mentre proseguono interventi importanti sulle sedi consolari esistenti. Penso, ad esempio, alla nuova Casa d’Italia di Zurigo, che verrà inaugurata a breve dopo avere superato problematiche molto complesse legate anche alla presenza di amianto e alla lunga ristrutturazione dell’edificio. Sono stati raggiunti anche accordi storici sui frontalieri, attesi da decenni, e ottenuti risultati importanti sul fronte dei collegamenti ferroviari internazionali, con il ritorno del treno notturno per Vienna e Monaco, la riattivazione della linea Cuneo-Breil-Ventimiglia e il progressivo ripristino dei collegamenti sul Frejus. Importanti anche le misure per il personale scolastico degli Enti Gestori, con l’estensione dell’opzione da 6 a 9 anni, e la deroga ai 18 mesi di permanenza presso la Farnesina per i neoassunti, così da poter rafforzare più rapidamente gli organici consolari all’estero. Infine, desidero rivolgere un particolare ringraziamento all’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado per l’ottimo lavoro che sta portando avanti anche sul dossier Crans-Montana. Naturalmente nessuno ha la bacchetta magica e restano ancora molte questioni aperte da affrontare. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per migliorare ulteriormente le elezioni dei Comites e il voto degli italiani all’estero, rafforzare i servizi consolari e mantenere alta l’attenzione politica sulle nostre comunità nel mondo. Gli italiani all’estero sono i primi ambasciatori dell’Italia nel mondo. Per questo dobbiamo continuare a collaborare con spirito costruttivo, concretezza e senso delle istituzioni.” Lo ha dichiarato Simone Billi, unico eletto nella Circoscrizione Estero – Europa per il Centro Destra e Presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo.

CGIE, GIACOBBE: STRUMENTI FONDAMENTALI DI ASCOLTO, PROPOSTA E COORDINAMENTO
"Credo profondamente negli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, nei Comites e nel CGIE, come strumenti fondamentali di ascolto, proposta e coordinamento. Per continuare ad essere protagonisti nel futuro è necessario innovare, rendere questi organismi sempre più attuali, rappresentativi e vicini ai cambiamenti delle nostre comunità nel mondo.” Lo ha dichiarato il Senatore PD Francesco Giacobbe, eletto nella Circoscrizione Estero – Africa, Asia, Oceania e Antartide, al termine della due giorni di lavori del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). “Il ruolo del CGIE e dei Comites deve essere quello di rappresentare le comunità italiane nel mondo, ascoltare i bisogni dei cittadini, segnalare criticità ma soprattutto avanzare proposte concrete, in collaborazione con le istituzioni, il Parlamento e la rete diplomatico-consolare”, ha aggiunto Giacobbe. Nel suo intervento il Senatore ha ringraziato la segretaria generale Maria Chiara Prodi, le consigliere e i consiglieri del CGIE per il lavoro svolto in questi anni, sottolineando la necessità di costruire una rappresentanza sempre più capace di coinvolgere giovani, nuove generazioni, mondo del lavoro, cultura, ricerca, enti gestori, Camere di Commercio e associazionismo italiano all’estero. “Serve una rappresentanza che unisca e non divida, capace di adattarsi ai tempi e di essere parte integrante del Sistema Italia. Dal lavoro delle commissioni e dal confronto con le comunità possono nascere proposte importanti anche sul piano normativo, e io continuerò a fare la mia parte in Parlamento”, ha concluso Giacobbe.



CGIE: ASSEGNATO IL PREMIO SCHIAVONE AI 5 VINCITORI
Michele Schiavone, già consigliere e poi segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, “ha dedicato la sua vita agli italiani all’estero con generosità esemplare”. Così ha dichiarato l’ambasciatore Riccardo Guariglia, segretario generale della Farnesina, il 14 maggio in apertura della cerimonia della prima edizione del Premio Michele Schiavone oggi al Ministero degli Esteri, nel contesto dell’assemblea del Cgie. Il riconoscimento internazionale, dedicato alla memoria di Schiavone - scomparso nel 2024 -, è destinato a valorizzare persone, associazioni ed enti che si sono distinti nella tutela dei diritti degli italiani nel mondo e nella promozione del patrimonio umano, sociale e culturale della nostra emigrazione. Dopo il ricordo della segretaria generale del Cgie Maria Chiara Prodi, di Guariglia, della direttrice di Rai Italia Mariarita Grieco e di quello del figlio di Michele Schiavone, Yanek, sono stati assegnati i premi, tutti accolti dagli applausi dell’intero Consiglio: a Valentino De Rogatis, per aver creato un sito e una community in Austria per l’aiuto reciproco tra i nostri connazionali; a Lorenzo Peluso, per il suo lavoro di avvicinamento della comunità emigrata di Sanza (Salerno) a quella locale in Germania; al Comitato Assistenza Italiana (Co.As.It.) di Melbourne, per il lavoro di promozione della lingua e cultura italiana; all’Associazione di volontariato Mondo Italiano nel Regno Unito, per aver realizzato attività di protezione dei diritti degli italiani e gli italodiscendenti e per la promozione del turismo sociale; infine, alla Federazione delle Colonie Libere Italiane In Svizzera (FCLIS), per aver sostenuto un modello di socialità, assistenza e servizi e mobilitazione politica in difesa dei diritti dei cittadini e lavoratori. La giuria – il cui presidente onorario è il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani – è stata composta dal Comitato di Presidenza del Cgie, da Guariglia e Grieco, dal presidente della Conferenza Stato-Regioni Massimiliano Fedriga, dal presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi e presieduta da Prodi.




(© 9Colonne - citare la fonte)

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