“Il body shaming non è una svista né un’involontaria mancanza di sensibilità o di tatto. Il body shaming è violenza a tutti gli effetti: psicologica, morale e materiale, capace di lasciare ferite profonde in chi la subisce e di segnare una persona per tutta la vita. Il nostro Paese, grazie alla Legge n. 150 del 3 ottobre 2025, ha voluto istituire una Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico. Una ricorrenza che è un invito a guardare gli altri con più rispetto e più umanità. Nessuno deve sentirsi solo davanti a una parola che umilia, a una risata che esclude, a un giudizio che ferisce nel profondo. Per questo il CNEL ha deciso di istituire un Focus permanente sul body shaming all’interno dell’Osservatorio inclusione e accessibilità. Vogliamo individuare congiuntamente le migliori modalità di collaborazione e di raccordo operativo tra istituzioni, parti sociali, Terzo Settore, società civile. Affinché il rispetto della dignità di ciascuno diventi una responsabilità condivisa e concreta serve il contributo di tutti, dalla scuola alla famiglia, dai media allo sport. Fondamentale è il coinvolgimento strutturale dei corpi intermedi e delle loro articolazioni tematiche e territoriali che innervano il Paese. Ci auguriamo che le celebrazioni del 16 maggio non siano solo un gesto simbolico, ma l’occasione per rinnovare questo impegno comune e per condividere il senso di una responsabilità collettiva”. È quanto dichiarano in una nota congiunta Renato Brunetta, presidente del CNEL, e Martina Semenzato, prima firmataria della Legge che ha istituito la Giornata contro il body shaming e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni altra forma di violenza di genere. Per celebrare la Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico Villa Lubin, sede del CNEL, si illumina di fucsia. (16 MAG - gci)
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