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direttore Paolo Pagliaro

FLOTILLA INTERCETTATA
A 250 MIGLIA DA GAZA

FLOTILLA INTERCETTATA <br> A 250 MIGLIA DA GAZA

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati intercettati questa mattina da navi da guerra israeliane in acque internazionali, a circa 250 miglia nautiche dalla costa di Gaza. È quanto denuncia la stessa organizzazione internazionale in una nota diffusa oggi, in cui parla di "un’altra aggressione illegale in alto mare" a quattro giorni dalla partenza da Marmaris di 54 imbarcazioni civili dirette verso la Striscia con l’obiettivo dichiarato di creare un corridoio umanitario e "rompere l’assedio illegale di Israele" su Gaza. Secondo gli organizzatori, l’attuale operazione navale rappresenterebbe la prosecuzione dell’intervento israeliano avvenuto due settimane fa al largo di Creta, quando le forze israeliane avevano abbordato e sequestrato 21 imbarcazioni civili all’interno della zona greca di ricerca e soccorso (Sar), fermando 181 attivisti per i diritti umani. La nota parla di "violazioni sistematiche del diritto marittimo internazionale", della libertà di navigazione in alto mare e della Convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos).

Il ministero degli Esteri israeliano parla di “un’altra provocazione per il gusto della provocazione, il cui scopo è servire Hamas, distogliere l'attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi e ostacolare i progressi sul piano di pace del presidente Trump. Come ha chiarito il Consiglio di Pace - che supervisiona le attività umanitarie a Gaza in base alla Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza ONU -: questa flottiglia è solo una questione di pubblicità”.  La Global Sumud Flotilla invece accusa i media israeliani, in particolare l’emittente N12, di aver promosso una "campagna di propaganda coordinata" per giustificare l’intervento militare contro una missione che definisce "pacifica e non armata", composta – si legge – da medici, giornalisti e operatori umanitari. Il team legale della missione ha affermato di aver formalmente notificato alla comunità internazionale che eventuali episodi di violenza sarebbero "responsabilità esclusiva del regime israeliano". Gli organizzatori sostengono inoltre che siano in corso indagini in venti Paesi e che verranno perseguite responsabilità individuali davanti a tribunali internazionali.

 

 

 

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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