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direttore Paolo Pagliaro

ASTEROIDI, UN DOPPIO
INCONTRO RAVVICINATO

ASTEROIDI, UN DOPPIO <BR> INCONTRO RAVVICINATO

Incontri ravvicinati dallo spazio profondo. Tra oggi e domani, due asteroidi di dimensioni paragonabili al celebre meteorite che esplose nei cieli di Chelyabinsk nel 2013 stanno effettuando un passaggio ravvicinato al nostro pianeta. I corpi celesti, denominati dai sistemi di sorveglianza globale 2026 JH2 e 2026 KB, si stanno muovendo lungo traiettorie che li portano a lambire la Terra dal punto di vista cosmico, pur escludendo, secondo i calcoli matematici delle agenzie spaziali, qualsiasi rischio di collisione. A catturare la maggiore attenzione degli esperti è l'asteroide 2026 JH2. Questa roccia spaziale sta transitando ad appena 91.000 chilometri dalla superficie terrestre, una distanza che in termini astronomici rappresenta un vero e proprio soffio. Per comprendere l'eccezionalità della misura, basti pensare che l'oggetto si trova a viaggiare ben all'interno dell'orbita lunare, a meno di un quarto dello spazio che ci separa normalmente dal nostro satellite naturale. Il secondo visitatore, 2026 KB, segue invece una rotta leggermente più larga, mantenendosi a una distanza di sicurezza di circa 230.000 chilometri. Entrambi gli oggetti condividono una stazza stimata tra i 15 e i 30 metri di diametro, e la loro flotta ha visto persino l'aggiunta di un terzo piccolo corpo minore identificato dai sistemi automatici in queste stesse ore.

Nonostante la forte vicinanza della roccia più interna, lo scenario odierno è l'esatto opposto rispetto alle dinamiche catastrofiche da cinema hollywoodiano alla Don't Look Up. In quel caso l'umanità si trovava impotente di fronte a un gigante di dieci chilometri in rotta di collisione certa; oggi, invece, ci troviamo davanti a un trionfo della trasparenza e dell'efficienza scientifica internazionale. Le agenzie spaziali e i media di tutto il mondo hanno tracciato e condiviso i dati sui due corpi celesti con largo anticipo, dimostrando la reattività dei moderni sistemi di difesa planetaria. Transiti di questa portata all'interno dell'orbita lunare non sono affatto eventi isolati: i registri del Center for Near Earth Object Studies (CNEOS) stimano che nel solo corso del 2026 si verificheranno circa 73 passaggi ravvicinati di oggetti noti entro la soglia della Luna, sebbene la maggior parte rimanga invisibile al pubblico. 

La stampa scientifica internazionale sta seguendo l'evento da diverse prospettive, offrendo un quadro dettagliato del transito. In Russia, i laboratori dell'Istituto di Ricerca Spaziale dell'Accademia delle Scienze hanno monitorato costantemente i parametri orbitali, utilizzando proprio la memoria storica del precedente di Chelyabinsk per spiegare al pubblico il volume dei due corpi, ma ribadendo la totale assenza di pericoli. Negli Stati Uniti, gli esperti del Jet Propulsion Laboratory della NASA e i principali portali di divulgazione hanno inserito l'evento nella normale amministrazione dei detriti spaziali. Gli scienziati americani hanno sottolineato come il transito avvenga comunque ben al di sopra dei 36.000 chilometri di quota dove orbitano i satelliti geostazionari, trasformando il passaggio in una preziosa opportunità di studio per i telescopi automatizzati e ricordando come la stragrande maggioranza di questi corpi scuri e piccoli venga intercettata solo a ridosso del passaggio, proprio come accaduto con 2026 JH2, catalogato appena otto giorni prima del massimo avvicinamento.

Spostando lo sguardo verso l'Europa centrale e l'Asia, la narrazione si è focalizzata sulla solidità tecnologica. Le testate francesi e tedesche hanno rassicurato l'opinione pubblica spiegando che, anche nell'ipotesi remota in cui un oggetto di tali proporzioni dovesse colpire l'atmosfera, l'attrito provocato dai gas planetari lo frammenterebbe ad altissime quote prima del terreno. In Cina, i media statali hanno sfruttato l'occasione per evidenziare i massicci investimenti del Paese nei radar terrestri a lungo raggio per il tracciamento dei corpi minori, rilanciando il transito come un esempio lampante di cooperazione globale. Una sinergia che si rivelerà fondamentale nei prossimi anni: la comunità scientifica ha infatti già gli occhi puntati sul monumentale passaggio del mastodontico asteroide Apophis (340 metri di diametro) previsto per il 13 aprile 2029, che sfilerà a soli 31.000 chilometri dalla Terra diventando visibile a occhio nudo. Per oggi, tuttavia, il doppio passaggio si concluderà così come è iniziato: come un affascinante e innocuo appuntamento con la scienza dello spazio. (18 MAG - deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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