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Aree protette, da M5s proposta modifica legge del ’91: fare da traino in Ue

Roma, 18 mag - “Noi riteniamo che sia giunto il momento di guardare alla natura in un modo ulteriore”. Così Sergio Costa, vicepresidente Camera, firmatario insieme alla collega pentastellata Ilaria Fontana della proposta organica di modifica della legge n. 394 del 1991, la norma che ha disegnato il sistema italiano delle aree protette e che, dopo trentacinque anni, necessita di un aggiornamento profondo secondo i proponenti della nuova proposta di legge. Proposta illustrata nel corso di un convegno a Palazzo San Macuto dal titolo “Tutela delle aree protette: una nuova legge a 35 anni dalla prima legge quadro”: in un dialogo intenso con le principali associazioni ambientaliste, si è discusso tra i vari temi in campo dell’obiettivo europeo del 30% di superficie protetta entro il 2030, del ruolo di Rete Natura 2000, della tutela del paesaggio, delle aree marine protette e della convivenza con i grandi carnivori. “Trentacinque anni fa la legge che fu proposta, tra l'altro sollecitata dal mondo ambientalista – spiega Costa - era una norma rivoluzionaria per l'epoca. Però sono passati 35 anni: nel frattempo l'Unione Europea ha lanciato norme regolamentari e direttive che hanno proposto una visione ulteriore e molto più approfondita dei temi della natura. Poi – ricorda il parlamentare pentastellato - c'è stata la modifica della carta costituzionale, che abbiamo voluto nel Conte 1 e nel Conte 2, partita proprio a firma mia e poi sviluppata a livello parlamentare”. Per cui oggi, ribadisce Costa, “c'è un mondo che è cambiato, ma la natura deve rimanere al centro dell'attenzione e quindi deve essere una priorità. Se questo è il dato, noi proponiamo che la politica, con questa proposta di legge, segni l'orizzonte della visione politica della natura, delle aree protette in generale, dai parchi nazionali alle aree marine protette, ma che cambi completamente la governance e faccia un passo indietro. Dopo aver disegnato qual è la visione di tutela, di valorizzazione, deve poi dopo lasciare il passo a coloro che scientificamente possono segnare questo passo, ovvero portare avanti questa visione. Altrimenti la politica inevitabilmente diventerà ‘metastatica’ rispetto a queste vicende e prenderà dei posti che non sono i suoi”. Ecco perché, spiega il vicepresidente della Camera entrando nel merito della proposta, “noi ci teniamo molto, ecco perché pensiamo ad un'agenzia autonoma stile Anac per le aree protette, ecco perché pensiamo che le aree marine protette debbano diventare come i parchi nazionali, ovvero che abbiano una propria autonomia autorizzativa, abbiano carabinieri forestali supplementari che possano organizzare la tutela e il presidio del territorio”. 
“Ecco perché – aggiunge Costa - noi pensiamo a norme strutturali ed economiche, alla collaborazione stretta e sinergica con Ispra, (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr) con il sistema Fnpa (Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, ndr) piuttosto che con le università e poi tantissimo pensiamo alla formazione e all'educazione nelle scuole e in tutti quei luoghi dove si può discutere. Cambia completamente la visione della natura in questo modo, e vogliamo essere i primi in Europa a fare questo percorso, per poi poterlo dire fino in fondo in Europa e fare da effetto traino. Tutto questo, per noi in particolare come Movimento 5 Stelle, significa mettere una pietra miliare non negoziabile per la prossima legislatura, cioè noi ci teniamo talmente tanto che diciamo che questo deve essere un riferimento assoluto della politica nella prossima legislatura”. “Una legge sui parchi – spiega invece Ilaria Fontana, vicepresidente M5S Camera - che non ha l'obiettivo di stravolgere la 394, che è una legge fondamentale, lo è tuttora, ma che va a toccare dei punti che in questi anni obiettivamente non hanno funzionato. E poi va aggiornata con le direttive europee. Quindi è un percorso che abbiamo fatto a fianco delle associazioni, ascoltando la parte scientifica: questo deve fare la politica, quindi assolutamente mettendo al centro le aree protette che sono dei centri, dei laboratori di sostenibilità ambientale, di economia circolare, fondamentali per la mitigazione del cambiamento climatico”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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