Roma, 19 mag – “Io ho conosciuto Marco Pannella in anni lontani, perché la mia esperienza penitenziaria risale addirittura al 1979, e nel corso della mia vita professionale l’ho sempre avuto come compagno di cammino ideale per le battaglie che ha fatto”. Lo ha detto Simonetta Matone ai microfoni di 9 Colonne, a margine dell’iniziativa organizzata oggi a Roma da Nessuno tocchi Caino per il decennale della morte del leader radicale.
“Non ho mai condiviso le sue posizioni sugli stupefacenti, ma ho condiviso tutto quello che ha fatto per la popolazione penitenziaria e per il sistema detentivo italiano”, ha spiegato Matone, ricordando l’evoluzione del sistema carcerario negli ultimi decenni. “Quando ho cominciato a lavorare, le carceri erano luoghi di oppressione, segregazione e addirittura maltrattamenti. Nel corso degli anni, grazie alla legge Gozzini ma anche a uomini come Marco Pannella, la situazione è potentemente migliorata e oggi abbiamo un assetto normativo degno di un Paese civile”.
Secondo la deputata, il lavoro sul sistema penitenziario deve però proseguire. “Dobbiamo impegnarci sempre di più perché le strutture penitenziarie diventino non luoghi di segregazione ma luoghi di rieducazione, non luoghi di contenimento ma spazi che portino le persone a riflettere sulle scelte criminali compiute”. “In questo senso – ha concluso – Marco Pannella ci manca tanto”. (alp)
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