“Finché ci permettono di andare avanti, proseguiamo verso Gaza. Ma sappiamo che possono arrivare in ogni momento”, “per ora ci preoccupa una tempesta in arrivo domani (oggi, ndr), per questo ci stiamo avvicinando alle coste egiziane, in modo da poterci riparare se necessario. Ed è anche una buona opzione per sfuggire agli abbordaggi israeliani. Ormai ci siamo separati dalle altre barche, navighiamo disallineati per rendere meno facile il probabile assalto”. Lo afferma, in una intervista a La Stampa, il deputato del Movimento 5 stelle Dario Carotenuto, partecipante alla missione della Flobal Sumud Flotilla. “Per ora non vediamo nulla all'orizzonte, ma siamo in allerta, la scorsa notte non abbiamo dormito” spiega ricordando come in precedenza sono entrate in azione le forze israeliane: “Avevamo visto in lontananza una nave militare, all'inizio pensavamo che fosse turca, ma poi è caduta la connessione internet e abbiamo capito. Sospese le comunicazioni, gli israeliani hanno messo in acqua quei loro piccoli motoscafi, velocissimi, e si sono avvicinati alle altre navi della Flotilla. Siamo tornati indietro verso le coste turche, procedendo a zig-zag nel tentativo di non farci intercettare. Poi abbiamo aspettato istruzioni e dal comando della Flotilla ci hanno chiesto di andare a cercare alcune barche, che erano state abbordate e lasciate alla deriva senza equipaggio. Le abbiamo trovate e segnalate: è stato bruttissimo vederle vuote, prive di vita, con il pensiero agli attivisti, che erano a bordo fino a poche ore prima”. L'esponente pentastellato evidenzia che “mi sembra che l'aria sia cambiata, nessuno ritiene accettabile quello che sta facendo Netanyahu. Poi ci sono toni diversi nella condanna, a destra sono più prudenti. Però c'è una critica un po' più netta rispetto al passato ed è importante”, “avere una fregata italiana a scortarci qui in acque internazionali ci avrebbe reso più tranquilli e avrebbe forse impedito questi atti di pirateria. In generale, vorrei che alle parole seguissero fatti concreti. Oltre a chiedere la liberazione di tutti gli attivisti sequestrati, mi aspetto maggiore autorevolezza nel prendere una posizione politica. Ad esempio, allineandoci ai Paesi che in Europa chiedono di adottare sanzioni nei confronti del governo israeliano, di quei ministri che dichiarano di voler cancellare i palestinesi dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania”. Carotenuto ribadisce che “questo è un rapimento di massa, il governo intervenga per tutelarci” e precisa che “non vedo in quale altro modo definire quello che è successo. In acque internazionali, voglio sottolinearlo. Ci sono cittadini italiani sotto sequestro, al pari degli ostaggi israeliani rapiti da Hamas il 7 ottobre. Con la differenza che, in quel caso, il rapitore era un gruppo terroristico, mentre qui abbiamo a che fare con un governo e uno Stato. A cui viene consentito di fare tutto impunemente. Le sanzioni sono un primo passo necessario. Nei confronti della Russia sono scattate subito dopo l'invasione dell'Ucraina, mentre con Israele sono due anni che non si fa nulla, nonostante il terribile genocidio che si è consumato e si sta consumando a Gaza”. E conclude: “Non si può restare fermi ad assistere alla sofferenza di un popolo, lasciato senza cibo e senza medicine. Bambini costretti a vivere in mezzo ai topi, senza un futuro. Noi siamo in mare per loro, affinché nessuno si dimentichi di loro”. (20 mag - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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