Roma, 20 mag - Trump ha scatenato una guerra fredda contro l’Unione Europea sull’intelligenza artificiale, utilizzando anche il ricatto dei dazi. Ne è convinto Daniele Magrini, autore del libro "Intelligenza artificiale e dazi: la guerra fredda di Trump all’Unione Europea", pubblicato da Effigi e al centro del dibattito oggi in una conferenza stampa alla Camera. Secondo Magrini, al centro dello scontro vi è l’approccio regolatorio europeo sull’intelligenza artificiale. "L’Unione Europea è l’unico soggetto sovrastatale che ha messo delle regole all’utilizzo dell’intelligenza artificiale con l’AI Act. Questo non piace ai colossi digitali e quindi, di conseguenza, non piace a Trump", ha spiegato l’autore, sostenendo che Bruxelles stia tentando di fissare "un argine rispetto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei conflitti bellici", posizione che, a suo avviso, non sarebbe condivisa da Stati Uniti, Israele e Russia. Magrini ha definito quella in corso "una battaglia che riguarda tutti", spiegando che il libro analizza "atti e documenti che caratterizzano questo scontro geopolitico" tra modelli differenti di sviluppo e governance dell’intelligenza artificiale.
Secondo la deputata Simona Bonafè, che ha sottolineato la necessità di accompagnare l’innovazione tecnologica con regole democratiche. "L’intelligenza artificiale rappresenta quella che Klaus Schwab ha definito la quarta rivoluzione industriale, ma con una portata che le rivoluzioni precedenti non hanno mai conosciuto", ha osservato la deputata Pd. Per Bonafè, "il punto non è criticare le tecnologie, ma renderle operanti in un contesto di regole". In questo senso, ha aggiunto, "l’Unione Europea ha iniziato a fare bene con l’AI Act, rendendo l’intelligenza artificiale compatibile con il proprio perimetro democratico". La parlamentare dem ha poi collegato il tema della regolazione allo scontro commerciale e politico con Washington: "Secondo la tesi portata avanti nel libro di Magrini, è proprio questo il motivo per il quale Trump ha minacciato i dazi e sta portando avanti una sorta di guerra fredda nei confronti dell’Unione Europea". Bonafè ha infine evidenziato la necessità di un intervento normativo anche a livello nazionale: "Ci sono molte proposte di legge presentate in Parlamento e penso che anche l’Italia debba normare gli effetti di una tecnologia molto pervasiva, anche per ciò che riguarda la privacy personale".
(PO / Sis)
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