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FLOTILLA, TAJANI:
INDIGNATO DA QUEL VIDEO

FLOTILLA, TAJANI: <br> INDIGNATO DA QUEL VIDEO

“Sono indignato. Israele ha il diritto di difendersi, ma non ha il diritto di umiliare prigionieri, persone inermi che non hanno compiuto atti di violenza e che non sono terroristi”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in una intervista ad Avvenire, commentando il video del ministro israeliano della Sicurezza nazionale Ben Gvir in mezzo ad attivisti della Flottilla inginocchiati a terra, con occhi bendati, polsi bloccati da fascette di plastica e testa abbassata, mentre in sottofondo viene diffuso l'inno nazionale israeliano. E aggiunge che “una cosa è mantenere un blocco navale, un'altra ben diversa è mettere in discussione la dignità e la sicurezza delle persone. Mi dispiace soprattutto per il popolo di Israele, che non merita un ministro come Ben-Gvir. L'Italia comunque chiede conto di quanto è accaduto al Governo israeliano”. Il vicepremier precisa che “per noi è stata superata una 'linea rossa'. Credo che si debba far capire con la massima chiarezza ai nostri interlocutori israeliani che episodi come questo accentuano l'isolamento di Israele anche nei confronti dei Paesi più amici. Valuteremo il nostro atteggiamento politico. Valuteremo cosa fare anche in Europa. All'ambasciatore che abbiamo convocato ieri abbiamo detto che il Governo italiano esige che Israele garantisca l'incolumità fisica e il rimpatrio immediato di tutti i civili fermati dalle forze israeliane”. Sul fronte interno e i fatti di Modena, il ministro sottolinea che “la responsabilità penale è individuale e non può essere ricondotta per analogia a chi magari ha le stesse origini o lo stesso credo religioso. E comunque il responsabile di questo folle gesto è un cittadino italiano nato in Italia. Quella delle migrazioni è una questione epocale che non si può svilire per farne polemica o propaganda politica. Né il buonismo né la faccia feroce aiutano a risolvere un problema complesso e pieno di sfaccettature”. In merito allo Ius Italiae dichiara che “noi non rinunciamo alla nostra proposta sullo Ius Italiae, ma non vogliamo neppure che venga usata come un grimaldello dalla sinistra per dividere la maggioranza. Secondo noi per avere la cittadinanza italiana bisogna aver studiato in Italia, aver concluso un ciclo scolastico di dieci anni con profitto. Il nostro obiettivo è di favorire la formazione e lo studio della nostra lingua da parte di chi sente di amare l'Italia”. Infine, sulla trattativa con Bruxelles e i fondi per l'energia, Tajani conclude affermando di essere “assolutamente contrario ad ogni ipotesi di atto unilaterale da parte italiana. Per l'Italia, per le nostre aziende e i nostri cittadini sarebbe un errore catastrofico: farebbe impennare lo spread e di conseguenza i costi per le aziende e per le famiglie. Noi continuiamo a parlare con Bruxelles e a insistere affinché le spese per l'energia vengano escluse dal patto di stabilità come quelle per la difesa nazionale”. (21 mag - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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