Si terrà dal 5 al 12 luglio a Vico Equense – Napoli - la sedicesima edizione del Social World Film Festival, diretto dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo. L’edizione 2026 sarà dedicata a Claudia Cardinale, già presidente onorario della rassegna, che nel 2017 definì il festival “il più emozionante al mondo”. Il tema scelto è “Abbraccio”, simbolo che caratterizzerà anche la locandina ufficiale con l’immagine dell’attrice tra le braccia di Fabio Testi nel film “I guappi” di Pasquale Squitieri del 1974. In programma una retrospettiva a cura di Rai Teche e una mostra fotografica realizzata in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. La manifestazione è stata presentata il 20 maggio all’Italian Pavilion del Festival di Cannes, occasione in cui sono state annunciate le opere selezionate: in totale 142 da 42 Paesi, suddivise in nove sezioni. Durante l’evento sono stati conferiti i riconoscimenti speciali attribuiti dall’Osservatorio sul Cinema Sociale, a cura della direzione del festival, che ogni anno monitora le opere che maggiormente si occupano del cinema impegnato, al produttore Fabrizio Scippa per The Code Srl e alla regista Anna Antonelli, al debutto cinematografico con il film “Spyne”. Il programma del festival prevede masterclass, incontri con autori e interpreti, workshop di scrittura e regia, sessioni di pitching e percorsi formativi dedicati ai giovani professionisti. Confermata anche l’attenzione all’innovazione, con esperienze immersive in realtà virtuale 3D a 360 gradi, un mercato per il cinema indipendente e under 35 e una rete di 40 eventi internazionali. Ampio spazio sarà riservato a focus tematici e dibattiti, con una programmazione complessiva che supera i 20mila minuti di contenuti tra presenza e digitale. Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito, così come le opportunità per i giovani che possono partecipare iscrivendosi sul sito del festival www.socialfestival.com entro il 26 giugno, nell’ambito del progetto “Giovani Visionari” realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE - programma “Per Chi Crea”. Durante l’anno il festival ha già coinvolto oltre 10mila studenti del Sud Italia in attività formative teoriche ed esperienziali, tra cui laboratori di educazione all’immagine e al linguaggio cinematografico, percorsi di scrittura audiovisiva e sceneggiatura, attività di regia, recitazione e produzione cinematografica per il progetto “School Hub” nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura. «Il Social World Film Festival continua a crescere come spazio di connessione tra culture e linguaggi, mettendo al centro il valore umano del racconto e il potere del cinema come strumento di dialogo e cambiamento», dichiara il direttore Giuseppe Alessio Nuzzo. «La scelta di dedicare la sedicesima edizione a Claudia Cardinale è un atto di riconoscimento verso una figura che incarna talento, eleganza e una straordinaria storia artistica, capace di attraversare epoche e generazioni. È anche un modo per ribadire quanto il nostro festival sia attento non solo al presente, ma alla memoria viva del grande cinema», così il sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello. Il prossimo appuntamento è fissato per il 5 giugno alle ore 11 alla Sala Spadolini del Ministero della Cultura per la presentazione istituzionale della sedicesima edizione. (red)
AL CINEMA "HIEDRA" DI ANA CRISTINA BARRAGÁN
Dopo il successo all’82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Orizzonti), dove si è aggiudicato il premio Miglior Sceneggiatura, uscirà al cinema il 27 maggio, distribuito da MFF - Michael Fantauzzi Film, Hiedra, il nuovo film scritto e diretto da Ana Cristina Barragán. Interpretato da Simone Bucio e da Francis Eddú Llumiquinga, al suo esordio cinematografico, Hiedra è un’opera che si muove sul confine tra desiderio e trauma, costruendo un racconto sospeso, attraversato da una tensione costante tra attrazione e distanza. Al centro della storia Azucena, una donna di trent’anni che osserva da lontano un gruppo di adolescenti in una casa famiglia. Tra loro c’è Julio, diciassettenne, con cui nasce un legame ambiguo e istintivo. Nonostante le differenze sociali che li separano, il riconoscimento reciproco e le ferite che entrambi portano li conducono verso un percorso comune, lontano da ogni forma di appartenenza, fino a un paesaggio vulcanico che diventa spazio di trasformazione… Con Hiedra, Barragán prosegue una ricerca cinematografica che privilegia ciò che resta implicito rispetto a ciò che viene dichiarato. Il film si costruisce per sottrazione, lavorando sulle zone d’ombra dell’intimità e lasciando emergere il non detto attraverso i corpi, i gesti e i silenzi. La macchina da presa si avvicina ai personaggi con discrezione, quasi come una presenza invisibile, restituendo una dimensione fisica e sensoriale dell’esperienza. Il lavoro con attori non professionisti, affiancati da una protagonista di grande intensità come Simone Bucio, contribuisce a creare una materia viva, in cui fragilità e spontaneità diventano elementi centrali della messa in scena. Ne deriva un film che rifiuta ogni forma di spiegazione didascalica e si affida piuttosto a una costruzione emotiva e percettiva, capace di evocare più che raccontare. “Mi interessava la forza dell’ambiguità, ciò che si muove sotto la superficie della storia. Il formicolio al braccio quando è il gomito a urtare, il volto che si accende per l’ansia, la ferita dell’infanzia che si rivela nei piccoli gesti. Volevo portare al limite le intimità che abbiamo stabilito come normali. In Hiedra cerco qualcosa di disordinato nel desiderio, qualcosa di irrisolto, edipico”, dichiara la regista. Dopo Alba (2016), presentato al Festival di Rotterdam e candidato dell’Ecuador agli Oscar, e La Piel Pulpo (2022), selezionato al festival di San Sebastian, Hiedra segna un nuovo capitolo nel percorso autoriale della Barragán, confermandola come una delle voci più personali e riconoscibili del cinema contemporaneo latinoamericano. Attualmente sta sviluppando: il suo quarto lungometraggio, Amapola; una serie di finzione intitolata La Costra y la Miel; il suo primo documentario; e diversi progetti di fotografia analogica e scrittura. (red Gil)
ANIMAZIONE GIAPPONESE: “ARION” PER LA PRIMA VOLTA AL CINEMA
Arriva nelle sale la nuova stagione di NEXO STUDIOS. ANIME AL CINEMA, il progetto che porta sul grande schermo i capolavori dell’animazione giapponese. L’appuntamento è per il 22, 23, 24 giugno con ARION, distribuito da Nexo Studios in collaborazione con Yamato Video. A quarant’anni dall’uscita del 1986, ARION si conferma un autentico colossal dell’animazione giapponese anni ’80: un fantasy epico e spettacolare che fonde mitologia greca, battaglie divine e tragedia eroica con l’ambizione visiva del grande cinema. L’elenco delle sale che programmeranno il film, per la prima volta nei cinema italiani, sarà presto disponibile su nexostudios.it e le prevendite apriranno a partire dal 5 giugno. Nato inizialmente come manga, pubblicato in Giappone tra il 1979 e il 1984 e finalmente disponibile per la prima volta ai lettori italiani grazie alla recente edizione deluxe in tre volumi di J-POP Manga, ARION è un’opera profondamente autoriale che sembrava destinata a rimanere un tesoro per pochi. Scritta, disegnata e diretta da Yoshikazu Yasuhiko, figura leggendaria dell’animazione giapponese e celebre in tutto il mondo per lo straordinario character design del primo Mobile Suit Gundam, ARION è un anime unico: non soltanto un grande film fantasy, ma la visione personale di uno dei più importanti autori della storia dell’anime. Per il pubblico italiano il film ha un appeal molto forte perché unisce il fascino universale della mitologia classica a un’estetica anime di grande prestigio artistico. ARION appartiene infatti alla grande stagione dell’animazione realizzato interamente a mano, con meravigliosi fondali che sembrano dipinti, animazioni tradizionali e una cura visiva rara e affascinante. Proprio questo aspetto rappresenta oggi un enorme valore aggiunto: il pubblico contemporaneo percepisce l’animazione hand-drawn come qualcosa di autentico, artigianale e cinematografico, molto distante da una certa omologazione digitale. Ogni fotogramma di ARION trasmette il senso della grande animazione realizzata con ambizione, dettaglio e talento artistico. A rendere ancora più potente l’esperienza cinematografica contribuisce la colonna sonora orchestrale composta da Joe Hisaishi, uno dei più grandi compositori viventi del cinema e autore delle musiche dei capolavori di Hayao Miyazaki e dello studio Ghibli. Le musiche di Hisaishi donano al film una dimensione lirica, monumentale ed emozionante, amplificando il senso di avventura, tragedia e meraviglia. Sul grande schermo, ARION può così trasformarsi in una vera esperienza audiovisiva immersiva, onirica e capace di conquistare sia gli appassionati di anime sia il pubblico cinefilo contemporaneo. L’evento al cinema fa parte della nuova stagione di Nexo Studios Anime al Cinema ed è distribuito in collaborazione con Yamato Video assieme ai media partner Cultura POP, J-POP Manga, MYmovies, Manga Tv e ANiME GENERATION. (red Gil)
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