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Ottavia Fontana, prima sindaca del Polesine, eletta nel 1946

Ritratti
Donne protagoniste nell'economia, nella politica, nelle scienze, nella cultura, nello spettacolo, nelle istituzioni e nell'attualità. Una galleria di ritratti che restituisce il valore del contributo delle donne alla storia e al presente del Paese.

Il 2 giugno di 80 anni fa tutto il Paese si recava alle urne e sceglieva la Repubblica come forma istituzionale, ponendo fine con un tratto di matita alla monarchia. Una giornata ricordata non solo come l’inizio dell’età repubblicana e della stagione dell’Assemblea costituente, ma anche come la prima volta del suffragio universale in Italia. In realtà, pochi mesi prima, alcune donne già avevano ricevuto e usato la loro prima tessera elettorale, per le elezioni amministrative del 10 marzo del 1946. In quell’occasione si ebbero anche e prime donne elette: dodici sindache. Tra loro c’era Ottavia Fontana, sindaca di Veronella (in Veneto), a cui è stata dedicata una delle vie principali di Veronella, dove sorgono la scuola dell'infanzia, la biblioteca e il centro giovanile. Nell'atrio del municipio, inoltre, è stata affissa una targa commemorativa dopo la sua morte, avvenuta nel 1949, e una seconda targa in ottone donata al Comune dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nel 2016.  Maestra elementare e cristiana, Fontana ha dedicato la sua vita all'edificazione culturale, sociale e morale dei suoi concittadini, in particolare i più piccoli, le persone più fragili, gli indigenti e le donne. Lo storico Lovanio Pedrollo ha definito Fontana una donna «pioniera, insegnante e amministratrice, simbolo di impegno civile, partecipazione e coraggio, in un momento decisivo per il nostro Paese». La sua vita è stata raccontata anche dal compianto storico locale Guerrino Maccagnan nel volume «Ottavia Fontana, maestra e sindaco di Veronella». Ottava figlia di Domenico Antonio Fontana ed Emilia Ruffo, era nata il 18 giugno 1894 da un contadino e una casalinga. Fu l’unica dei nove ragazzi che continuò gli studi oltre la seconda elementare. Ad accorgersi della sua intelligenza fu il parroco di allora, don Antonio Malesani, che la mandò a studiare dalle suore Figlie di Gesù, a Verona. Nel 1916, la giovane si diplomò con ottimi voti all’Istituto magistrale «Leonardi» di Verona e fu inviata ad insegnare a Grezzana, fino alla fine della guerra. Dal 1938 fino alla morte, insegnò nel suo paese natale, a Veronella. La sua carriera politica iniziò alla fine del secondo conflitto mondiale, anche se aveva già ricoperto ruoli di rilievo nelle istituzioni cattoliche. Morì tre anni dopo la sua elezione a sindaca, il 22 giugno 1949, a soli 55 anni, di malattia. Come scrisse Maccagnan nella biografia di Fontana, «si pensa che abbia contratto un virus in Piemonte, mentre cercava un accordo per inviare alcune mondine di Veronella a lavorare nelle risaie del Vercellese». Morì dunque per dare una fonte di reddito alle donne del suo Comune.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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