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Festival Economia, Locatelli: investire su accessibilita', stiamo coinvolgendo territori

Trento, 21 mag - Quello delle barriere architettoniche “non solo è un tema ma è una sfida da qui per il futuro. Però non dobbiamo parlare solo di barriere architettoniche, ma di accessibilità universale, di possibilità di fruire di tutti gli spazi delle nostre città. Ma anche del tema della comunicazione, dell'informazione, delle barriere sensoriali. Certamente per eliminare le barriere architettoniche bisogna partire dalla progettazione. Serve un investimento, intanto, perché chiunque realizzi qualcosa la realizzi per tutti, che si tratti di una struttura, una strada di un percorso oppure di un parco o anche un evento. Pensare a tutti è un po' più faticoso. Magari serve anche qualche risorsa economica in più, però dà la possibilità a tutti di sentirsi pienamente cittadini. Noi stiamo stimolando da questo punto di vista anche i territori ad andare in questa direzione. Io credo che non sia solo in questo caso un tema di risorse o di norme, perché le leggi esistono dagli Anni '80 e purtroppo ancora in molti casi non sono state applicate. Noi abbiamo fatto un decreto invece per le PA, perché siano obbligate ad avere l'accessibilità piena sia per chi fruisce dei servizi sia per chi lavora nei servizi. Il lavoratore con disabilità deve avere tutti gli strumenti e accomodamenti ragionevoli disponibili per poter svolgere il suo lavoro pienamente”. Così Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, durante il Festival dell’Economia di Trento, organizzato per il quinto anno consecutivo dal Gruppo Il Sole 24 ORE e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento e con la collaborazione del Comune e dell’Università di Trento. Prosegue: “Sul tema sociale anche io dico che ci vogliono più risorse, dappertutto. Serve però anche un investimento. Probabilmente il grido d'aiuto dei sindaci riguarda un po' tutte le aree d'intervento, non solo la dimensione sociale, che purtroppo però è sempre la Cenerentola, sempre in fondo all'elenco delle priorità. Io dico che anche in questo caso serve un cambio di mentalità, culturale e civile, perché a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale, si pensi a mettere al primo posto le persone. Noi abbiamo tante misure e tante attenzioni. Questo governo l'ha dimostrato dall'inizio, anche con l'assegno unico di supporto alle persone con disabilità e le famiglie, o con gli aiuti nei momenti di crisi dal punto di vista economico e per quanto riguarda l'energia elettrica, le strutture, gli enti del terzo settore che danno una grossa mano in questa direzione. Però c'è bisogno di fare di più, perché se non iniziamo a invertire l'ordine delle priorità e a vedere il tema delle persone e del sociale come un investimento e non come un costo, non andiamo da nessuna parte. I numeri sono sempre in costante aumento, anche perché non intendiamo come persona con disabilità solo chi è in carrozzina, con la sindrome di Down o una persona cieca, ma anche chi ha una malattia cronico-degenerativa, rara, oncologica oppure invisibile agli altri ma che c'è. Quindi la sfida è di far emergere le capacità, i talenti, di investire su quelli, di potenziare le risorse a disposizione degli enti del terzo settore per lavorare insieme. Istituzioni, enti del terzo settore, mondo privato. L'obiettivo è maggiore autonomia e vita indipendente, il tema del lavoro che è fondamentale se vogliamo far crescere economicamente il Paese e passare dal mero assistenzialismo alla valorizzazione delle persone”. (gci)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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