Il susseguirsi di cicloni mediterranei nei primi 3 mesi e mezzo di questo turbolento 2026 (gran parte della Penisola è stata appena interessata da una serie di eventi estremi quali tornado, grandinate e bombe d’acqua, nonché un raffreddamento delle temperature con gelate tardive e nevicate al di sopra dei 1500 metri su Alpi e Appennini), oltre a causare gravi danni ha però appianato un bilancio idrico, che al Sud era in profondo rosso da oltre due anni; al contempo, temperature sopra la media e lunghi periodi secchi, hanno determinato, in diverse zone del Nord, un significativo deficit nivale (Piemonte settentrionale, Lombardia e Veneto) e portate fluviali insufficienti (Ticino, Toce, la gran parte dei fiumi veneti e quelli appenninici emiliani). Secondo il Consiglio Nazionale Ricerche (C.N.R.), la regione, che negli ultimi 12 mesi ha registrato la percentuale maggiore di territorio interessato da siccità severo-estrema, è il Trentino-Alto Adige (12%), dove tale valore sale al 15% con indice SPI (Standardized Precipitation Index) a 24 mesi. Inoltre, ad Aprile, circa l’11% circa delle aree agricole italiane ha subìto condizioni severo-estreme di siccità. Nonostante le riserve idriche superficiali e sotterranee siano in buono stato, proprio la scarsità di riserve nivali (le tardive nevicate primaverili si sciolgono presto e non rappresentano quindi una riserva idrica duratura) crea preoccupazioni per i mesi a venire: nella prima decade di Maggio, il deficit nell’indice SWE (Snow Water Equivalent) a livello nazionale sfiorava il 48% con punte di -74% nel bacino del fiume Brenta e -56% in quello dell’Adige, mentre era -43% nel bacino padano (fonte: Fondazione CIMA). “Con l’innalzarsi delle temperature – evidenzia Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) - la fusione del già ridotto manto nevoso accelererà con la conseguenza che nei mesi più caldi non sarà possibile fare affidamento sull’apporto delle acque di scioglimento per la ricarica dei corpi idrici e ci si dovrà affidare alla sola clemenza meteorologica.” (22 mag - red)
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