Della "delusione" di Trump nei confronti della Nato se ne parlerà nel prossimo vertice di Ankara a inizio luglio: così il segretario di Stato americano, Marco Rubio, intervenendo al vertice Nato a Helsingborg. Rubio inizia ringraziando la Svezia per aver ospitato la riunione ministeriale, ma le formalità finiscono qui, affermando subito dopo che il prossimo vertice di Ankara sarà "uno dei vertici tra leader più importanti nella storia della Nato", dato che i leader dovranno rispondere alla "delusione" di Trump riguardo alla "risposta dell'Alleanza alle nostre operazioni in Medio Oriente". "Questo problema dovrà essere affrontato, non verrà risolto o affrontato oggi. È una questione che i leader dovranno discutere", sottolinea Rubio. Rivedere il dislocamento delle truppe americane, come il ritiro di 5 mila soldati dal territorio tedesco, assicura il responsabile della politica estera a stelle e strisce, "non è una punizione, ma semplicemente qualcosa che è in corso, ed era preesistente". Quanto all’annuncio fatto ieri da Trump, sull’invio di 5 mila militari Usa in Polonia, Rubio spiega: "Gli Stati Uniti continuano ad avere impegni globali da rispettare in termini di dispiegamento delle forze, e questo ci impone di riesaminare costantemente dove collochiamo le truppe". “Gli europei hanno recepito il messaggio”, prova a rassicurare il segretario generale della Nato, Mark Rutte, arrivando al vertice, per poi spiegare nella conferenza stampa finale: “Gli Stati Uniti vogliono essere coinvolti nella Nato in maniera forte, ma allo stesso tempo si aspettano di spendere come gli altri, e quindi l'Europa deve prendersi una maggiore responsabilità per la difesa della Nato. Gli Stati Uniti ci sono per quanto riguarda il nucleare, ma anche le armi convenzionali. La difesa degli Stati Uniti inizia in Norvegia e questo perché ci sono i sottomarini nucleari che possono, passando per la Norvegia, andare verso gli Stati Uniti. Questo è soltanto un piccolo esempio per dimostrare che la Nato non difende solo gli europei, ma difende anche i territori americani. Gli americani sentono che l'Europa è una parte del mondo molto ricca e ha bisogno di sostegno per difendersi contro i russi. Ma oggi noi ci stiamo riallineando e stiamo collaborando con gli Stati Uniti. Quello che vediamo per il futuro è un cambiamento in cui l'Europa si prende maggiore responsabilità con gli Stati Uniti per le relazioni transatlantiche”. (Roc)
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