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direttore Paolo Pagliaro

GIOVANI IN DIALOGO
CON GENTILONI E PRODI

GIOVANI IN DIALOGO <BR> CON GENTILONI E PRODI

Durante il panel “Europa: le speranze dei giovani” sono stati proprio i ragazzi i protagonisti, con le loro domande rivolte direttamente a Paolo Gentiloni e Romano Prodi, entrambi ex presidenti del Consiglio dei Ministri ed ex esponenti di vertice della Commissione europea. La terza giornata del Festival dell’Economia di Trento si è conclusa con un evento di grande richiamo e che ha posto l’attenzione sulle difficoltà oggettive del Vecchio Continente. Ma, di contro, anche sulla visione ottimistica che i ragazzi devono e vogliono avere sul suo ruolo. Al centro del dibattito l’intelligenza artificiale, le posizioni di Stati Uniti e Cina, la voglia di Europa e gli scenari internazionali. Due studentesse e due studenti sul palco, Gentiloni e Prodi pronti a rispondere alle loro domande. Al Teatro Sociale i giovani sono passati da essere titolo del panel a protagonisti attivi. E non si sono fatti scappare questa opportunità, con interrogativi molto ‘moderni’. Dapprima le perplessità rispetto all’intelligenza artificiale e al suo impatto sul mondo del lavoro. “Servono regole che si adattino continuamente al suo sviluppo, ma sono preoccupato perché il dominio americano e cinese su questa tecnologia, per noi europei, sarà un problema non solo economico ma anche di sovranità e controllo sul nostro futuro” ha spiegato Gentiloni. “L’IA è una vera e propria competizione politica, ma l’Europa non vi sta prendendo parte – ha aggiunto Prodi. – Risvolti sull’occupazione? Impatterà su ogni aspetto, tant’è che ora i cinesi stanno lavorando per regolamentarla come noi europei”. Spazio poi alla ‘dipendenza’ dell’Europa dagli Stati Uniti: “Non a caso, loro hanno iniziato il conflitto orientandolo all’economia – ha puntualizzato Prodi. – Faccio un esempio: tra le venti società più importanti del mondo, l’unica europea è diciannovesima. E quando provai ad unire più realtà per avere maggiore forza, non ci fu la possibilità. Ma per essere più forti, dobbiamo fare le cose insieme”. Idee chiare anche per Gentiloni: “L’autonomia europea si gioca su alcuni difficili campi. Servirebbe un ‘tesoro’ europeo, avere maggiore forza economica, una spinta europeista dai giovani che contrasti gli anti-europeisti. Senza Europa, finiremmo più poveri e con più ingiustizie”. E su quest’ultimo punto, Prodi ha evidenziato la necessità di ridare ‘entusiasmo’ a chi crede nell’Europa, trattando temi in grado di toccare il cuore. Ma come? “Pensiamo all’energia, chiamiamo la gente a votare su questo tema. Ricordiamo quando ci siamo uniti, per il carbone e l’acciaio: se mettiamo sul tavolo temi come questo, vedrete che tornerà la voglia d’Europa” ha evidenziato Prodi. “C’è un’idea burocratica dell’Europa, ma manca l’entusiasmo – ha aggiunto Gentiloni. – Dobbiamo quindi lavorare sulla nostra indipendenza: uno strumento potrebbe essere la democrazia diretta, promuovendo referendum su scelte fondamentali come IA e difesa comune”. E parlando proprio di temi che ‘toccano il cuore’, l’ultima domanda: come avere fiducia in un Europa che non si è ancora mossa concretamente rispetto al conflitto di Gaza? “Su questo tema, di certo, se i cittadini potessero votare darebbero il loro contributo” hanno concluso i due ex presidenti. (gci)


Nella foto: Paolo Gentiloni; Romano Prodi; Paolo Magri; studenti dell'universita di Trento invitati all'evento per porre domande agli ospiti (Michele Lotti - Archivio Ufficio Stampa PAT)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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