Donald Trump valuta seriamente nuovi attacchi contro l’Iran mentre proseguono senza risultati concreti i negoziati diplomatici per fermare l’escalation. Secondo quanto riferito da Axios citando funzionari statunitensi, il presidente americano ha convocato venerdì mattina una riunione alla Casa Bianca con il suo team di sicurezza nazionale per fare il punto sulla crisi con Teheran e sui possibili scenari in caso di fallimento delle trattative. Alla riunione, riferiscono le fonti, hanno partecipato il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe e la capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles. Assenti invece il segretario di Stato Marco Rubio e il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, impegnati rispettivamente in Europa e in una cerimonia dell’Accademia Navale. Secondo Axios, durante l’incontro Trump sarebbe stato aggiornato sullo stato dei colloqui con Teheran e sulle opzioni militari disponibili. Fonti vicine al presidente sostengono che negli ultimi giorni il tycoon si sia mostrato sempre più frustrato dall’assenza di progressi diplomatici e che ora stia prendendo in considerazione una vasta operazione militare “decisiva”, dopo la quale potrebbe dichiarare conclusa la guerra. La Casa Bianca ha intanto modificato il programma del presidente per il fine settimana. Dopo un evento previsto a New York, Trump rientrerà a Washington invece di trasferirsi nel suo golf club di Bedminster. Lo stesso presidente ha spiegato su Truth Social che resterà alla Casa Bianca “durante questo periodo cruciale”, annunciando anche che non parteciperà al matrimonio del figlio Donald Trump Jr. “per circostanze relative al governo e al mio amore per gli Stati Uniti d’America”. Sul fronte diplomatico, continuano i tentativi di mediazione. Il capo delle forze armate pakistane, il feldmaresciallo Asim Munir, è arrivato a Teheran per cercare di favorire una de-escalation e dovrebbe incontrare il generale Ahmad Vahidi, figura chiave del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane. Anche una delegazione del Qatar è giunta nella capitale iraniana per sostenere gli sforzi negoziali. Da Teheran, però, arrivano segnali prudenti. Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che i colloqui sono ancora in corso, ma ha sottolineato che un accordo resta lontano. Anche l’agenzia semiufficiale Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha riferito che “non è stato ancora raggiunto un risultato definitivo” e che la priorità resta “la fine della guerra”. Nonostante il clima di forte tensione, alcune fonti coinvolte nei negoziati ritengono che nelle prossime 24 ore possa ancora aprirsi uno spiraglio diplomatico. Tuttavia, secondo persone vicine a Trump citate da Axios, il presidente americano appare ormai orientato verso un’azione militare, salvo una svolta improvvisa nei colloqui con l’Iran.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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