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Libri, Ulrike Petzold: chi era il soldato di Brema che scelse la Resistenza italiana

Libri, Ulrike Petzold: chi era il soldato di Brema che scelse la Resistenza italiana

La storia di Rudolf Jacobs rivive nel libro di Ulrike Petzold e nella “Piazza Culturale” che si svolgerà in occasione delle Giornate della Cultura italiana a Brema, in programma dal 28 maggio al 7 giugno

 

La vicenda di Rudolf Jacobs, ufficiale della Marina Militare tedesca, nato a Brema e morto da partigiano in Italia nel 1944, torna al centro dell’attenzione grazie al lavoro della germanista e politologa Ulrike Petzold, già giornalista di Radio Bremen e attuale vicepresidente dell’Associazione Italo‑Tedesca di Brema. Il suo libro, pubblicato in Germania nel 2024 e in Italia quest’anno, dal titolo “Rudolf Jacobs. Un partigiano di Brema nell’Italia del 1944”, sarà protagonista della Piazza Culturale del 31 maggio nell’ambito degli Italienische Kulturtage 2026 Bremen, insieme al Ginnasio di Brema (Bremer Hermann-Böse-Gymnasiums), la scuola frequentata da Jacobs.

Petzold ricostruisce la biografia del “Comandante Rodolfo” (il suo nome in codice da partigiano) partendo dalle sue radici: “Era nato a Brema, in una famiglia borghese. Il padre era un architetto rinomato. Rudolf era marito e padre di due figli”.

Con l’avvento del nazismo e lo scoppio della guerra, Jacobs fu arruolato nella marina militare. Nel 1944 venne inviato in Liguria, vicino a La Spezia, in un’Italia settentrionale occupata dalla Wehrmacht.

Secondo Petzold, Jacobs era pienamente consapevole della brutalità del regime: “Sapeva dei crimini commessi dalla Wehrmacht e dalle SS contro i civili italiani e contro i partigiani sui monti”. Una consapevolezza che lo portò a una scelta radicale: “Non poteva sopportarlo. Per questo prese una decisione gravissima: disertò e si unì ai partigiani”.

Il suo ultimo atto fu l’assalto alla caserma delle Brigate Nere a Sarzana, il 3 novembre 1944. “Quella battaglia fu condotta da lui”, ricorda l’autrice. “Lì venne ucciso dai fascisti italiani”.

Una scoperta fortuita quella della Petzold. “L’ho scoperto in Italia, su un piccolo foglio ingiallito trovato in una stazione delle Cinque Terre”, racconta Petzold. Quel foglio parlava di un soldato tedesco diventato partigiano.

Pochi giorni dopo, a Sarzana, l’autrice si è imbattuta nella statua dedicata alla sua memoria. “Tornata in Germania, volevo sapere di più. Ho cominciato a cercare. Volevo rendere quest’uomo e il suo coraggio più conosciuti anche da noi”.

Il progetto ha coinvolto, poi, anche il mondo scolastico. Petzold ha contattato il Ginnasio di Brema dove Jacobs aveva studiato: “Ho trovato l’interesse di alcuni docenti e di un gruppo di studenti che si occupano di storia”.

Da lì è nato un percorso di memoria condivisa: una targa commemorativa all’ingresso della scuola e un gemellaggio con un ginnasio di Sarzana. “I ragazzi si sono incontrati, hanno visitato i luoghi della memoria, sono andati sulle tracce dei partigiani sui monti”, spiega l’autrice.

Per Petzold, questo è l’aspetto più significativo: “È il regalo più grande per me. Il tema è arrivato alla gioventù. Per loro Rudolf Jacobs è diventato un esempio di coraggio civile, e credo che questo sia molto attuale”.

Il percorso proseguirà pubblicamente il 31 maggio, quando il Ginnasio Hermann-Böse parteciperà alla Piazza Culturale degli Italienische Kulturtage 2026 di Brema. Gli studenti presenteranno il loro lavoro sulla figura di Jacobs, contribuendo a un dialogo europeo sulla memoria, la guerra e la responsabilità civile.

 

(BIG ITALY PO Tma)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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