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MALDERA: QUI IN UCRAINA
VERI EROI SPORTIVI

MALDERA: QUI IN UCRAINA <br> VERI EROI SPORTIVI

“Ho percepito il loro orgoglio e la loro gratitudine per aver accettato l'incarico e anche per aver scelto di vivere qui, da parte mia volevo mettermi alla prova in prima persona e quando è arrivata la chiamata di Sheva non ho avuto dubbi, comunque vada sarà un'esperienza pazzesca perché sento un popolo alle spalle e di conseguenza anche una grande responsabilità”. Lo afferma Andrea Maldera, primo allenatore straniero sulla panchina della nazionale ucraina di calcio, in un'intervista al quotidiano Il Corriere della Sera raccontando la sua nuova quotidianità a Leopoli. Il ct milanese spiega che “la vita scorre normalmente, se non fosse per il coprifuoco notturno e per le sirene degli ultimi giorni a causa dei missili balistici difficili da localizzare, ho un'applicazione nel telefono che mi avvisa del tipo di rischio, all'inizio ti senti un po' agitato ma poi ti comporti come loro, senza vittimismo, la mattina dopo l'attacco ho partecipato a un evento nelle scuole e vedere questi bambini che giocavano come se nulla fosse, con allegria, mi ha fatto riflettere”. Maldera sottolinea poi il valore sociale dello sport in questo contesto evidenziando che “qui ci sono i veri eroi sportivi per come portano avanti il calcio tra mille difficoltà, la capacità di adattamento è enorme come la passione, una partita può durare anche tre ore per gli allarmi aerei, c'è tanta voglia di normalità e il calcio serve anche a non pensare sempre ai problemi”. In merito al rapporto con il presidente federale Andriy Shevchenko, il tecnico specifica che “è una persona molto equilibrata che ha una leadership dominante, non mi ha messo pressione su nulla e mi sta vicino su tutto, percepisco la sua fiducia e il progetto è più ampio, vogliamo creare anche una scuola di allenatori per far crescere tutto il calcio ucraino”. Infine il ct conclude con un pensiero sulla tradizione di famiglia legata al Milan e sulla scuola dei tecnici italiani rimarcando che “la nostra scuola è sempre molto quotata e ammirata all'estero per la sua creatività, che andrebbe esaltata di più anche nel nostro Paese, abbiamo tanti allenatori molto bravi ma ci mancano i giocatori, e sono sempre loro che fanno la differenza”. (27 mag - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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