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Sanità, Pastorella (Az): terapie digitali nei Lea per stare al passo altri Paesi

Roma, 27 mag - "Ad oggi nel nostro ordinamento le terapie digitali non esistono, non sono certamente passate nei cosiddetti Lea, quindi non sono passate dal Servizio sanitario nazionale, mentre questo già succede in Germania e in Francia. Quindi abbiamo votato favorevolmente a questo provvedimento. perché finalmente porta l'Italia nel ventunesimo secolo". Cosi Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente Azione, nel giorno dell'ok alla Camera al ddl sulle terapie digitali. "È l'ultimo passo - aggiunge - dopo una serie di innovazioni, dal fascicolo sanitario digitale, la dematerializzazione delle ricette, fino naturalmente alla telemedicina, la connettività degli ospedali: ecco questo è un passo in più perché permette senza l'interazione umana, quindi attraverso un'interazione con delle app, se non curare, comunque accompagnare diverse patologie: dall'ansia alle patologie del sonno, al diabete e tanti altre, con un processo molto rigido di certificazione derivante dal regolamento europeo sui dispositivi medici, poi trasposto a livello nazionale. Quindi delle vere e proprie medicine, con tutte le attenzioni del caso, che verranno erogate a complemento, naturalmente non a sostituzione, delle terapie tradizionali, della presenza umana fisica che deve restare capillare. E magari ho provato a suggerire che forse avrebbero potuto anche portare dei risparmi al Servizio sanitario nazionale, in modo da poter direzionare quelle risorse su quello che invece fatica ancora, penso agli stipendi degli infermieri, alle liste d'attesa, tutte quelle criticità che noi di Azione ricordiamo da quando siamo nati". Pastorella ricorda infine come l'intelligenza artificiale sia compresa nelle terapie digitali, peroʻ avvertendo: "Fate molta attenzione, pensate che il primo chatbot fatto nel 1966 era un chatbot di psicoterapia, che non è mai stato commercializzato per paura che questo confondesse le persone: ecco questa stessa confusione la vediamo oggi in cui tutti, soprattutto i minori, si rivolgono all'intelligenza artificiale per supporto psicologico spesso con risultati catastrofici. Pensiamo ai suicidi o altri esiti assolutamente negativi, quindi bisognerà essere molto cauti, molto attenti e precisi nel distinguere le terapie digitali approvate, fatte da professionisti e quelle disponibili per il largo pubblico, che non sono assolutamente equivalenti, non sono dispositivi medici", precisa Pastorella. (Po / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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