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direttore Paolo Pagliaro

EBOLA, IN CONGO
ALLARME FAKE NEWS

EBOLA, IN CONGO <BR> ALLARME FAKE NEWS

In Congo l'epidemia di Ebola si sta allargando con 238 i decessi sospetti (il 25% sono minori) più di mille casi mentre l'Oms parla di una catastrofica collisione tra malattia e conflitto con una situazione che sta superando la capacità di risposta. Intanto resta in osservazione all'Inmi Spallanzani di Roma la chirurga italiana di Medici senza frontiere che ha lavorato presso il centro di salute di Salamat. L'organizzazione umanitaria chiarisce che il chirurgo, nell'ambito della sua attività clinica è entrato in contatto, il 16 maggio scorso, con pazienti risultati poi positivi e che il medico ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d'urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell'esplosione di una granata il quale per ora resta un caso sospetto di Ebola visto che non è ancora disponibile il suo test. Mentre gli operatori sanitari e le autorità locali combattono per contenere la diffusione del virus, diverse testimonianze di membri delle comunità dell’Ituri raccolte da ActionAid raccontano come leggende e disinformazione sulla malattia stiano ostacolando la risposta all’emergenza.  Secondo una rapida valutazione dei bisogni condotta da ActionAid in tre zone sanitarie dell’Ituri, la disinformazione e il negazionismo rimangono diffusi. Solo il 34% degli intervistati è stato in grado di identificare correttamente almeno tre modalità di trasmissione dell’Ebola, mentre solo il 64% ritiene che l’Ebola sia reale e non legato a cause spirituali o mistiche. Paura, stigma e disinformazione continuano ad alimentare comportamenti rischiosi e a ritardare il ricorso alle cure. Ngone Ngobba Jean Claude, un abitante di Lita, ha dichiarato ad ActionAid: “Nella comunità, le persone non riescono a credere a questa malattia. Alcuni la definiscono una malattia satanica, mentre altri pensano che sia stata inventata per fare soldi. Altri ancora sostengono che i medici mentono, mentre c’è chi crede che bere alcolici molto forti renda immuni dal contagio”

L’insufficiente sensibilizzazione a livello comunitario ha inoltre generato paranoia tra alcune persone. Aime Lotsove, donna di Lita e membro di un gruppo femminile, ha affermato: “Qui circolano molte voci sulle malattie. Alcuni dicono che l’Ebola non esiste, altri che sia stato creato artificialmente. Credo che ciò che possiamo fare per noi stessi sia impedire che questa malattia arrivi nel nostro quartiere, perché una cura non è ancora facile da trovare, ma la prevenzione è sempre migliore.” Isaac, insegnante della scuola primaria Nyama, ha dichiarato: “Qui, psicologicamente, siamo molto colpiti, molto inquieti, perché appena qualcuno ha mal di testa pensiamo subito che possa trattarsi del virus Ebola. Ovunque ci sentiamo a disagio, sia nelle nostre famiglie che nella comunità. La paura regna ovunque”.  Per affrontare l’attuale epidemia è necessaria una risposta rapida e coordinata, fondata su un’individuazione tempestiva dei casi e sul coinvolgimento delle comunità, per contrastare leggende e disinformazione particolarmente diffuse in alcune aree colpite. “Non stiamo combattendo soltanto contro un virus mortale: stiamo combattendo contro falsi miti, paura e una profonda diffidenza,” dichiara Saani Yakubu, direttore Paese di ActionAid RDC. “Stiamo lavorando intensamente per organizzare sessioni di sensibilizzazione nelle comunità al fine di sfatare le errate credenze diffuse e la disinformazione da queste generate. Questi incontri servono ad aiutare le persone a comprendere meglio i rischi, ridurre paure e false informazioni, e incoraggiare comportamenti protettivi in linea con le linee guida fornite.” ActionAid, che opera in Ituri dal 2022 realizzando programmi di educazione nelle emergenze, protezione dalla violenza di genere e sicurezza alimentare, chiede un intervento umanitario urgente e localizzato di fronte all’allarmante mancanza di preparazione alla malattia da virus Ebola nelle scuole e nelle comunità e sollecita la comunità internazionale e le autorità locali a destinare immediatamente risorse a sostegno della risposta all’emergenza. È urgentemente necessario un potenziamento coordinato delle attività di informazione, dei servizi di protezione e delle forniture mediche per evitare un disastro umanitario su larga scala. (29 mag - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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