“L'intelligenza artificiale sta trovando applicazione in ambiti sempre più estesi: dai processi produttivi ai servizi, fino alla sanità. Nella manifattura migliora la progettazione, la manutenzione degli impianti e l'organizzazione delle catene di fornitura; nella ricerca biomedica, accelera lo sviluppo di nuovi farmaci. Un'adozione ampia può tradursi in aumenti significativi della produttività”. Così il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel corso della lettura delle Considerazioni finali in occasione della pubblicazione della Relazione annuale sul 2025, oggi a Palazzo Koch, a Roma. “L'impatto sul lavoro merita particolare attenzione. Per la prima volta, una tecnologia può svolgere compiti a elevato contenuto cognitivo, finora considerati al riparo dall'automazione. Non è nuovo che il progresso tecnico trasformi la domanda di lavoro; nuova è l'ampiezza delle attività potenzialmente interessate”, sottolinea il governatore. “L'esperienza storica mostra tuttavia che le grandi innovazioni non si limitano a rendere obsolete alcune professioni: ne generano di nuove. A queste ultime è dovuta la metà della crescita dell'occupazione negli Stati Uniti dall'inizio del secolo; oggi il 60 per cento degli occupati svolge mansioni che ottant'anni fa non esistevano”, prosegue. “Inoltre, riducendo costi e prezzi, l'aumento di produttività indotto dall'intelligenza artificiale potrebbe espandere la domanda, sostenere l'attività economica e favorire l'occupazione”, ha concluso Panetta. (lug)
PANETTA: IA DEVE RESTARE AL SERVIZIO DELLA PERSONA
“La rivoluzione tecnologica non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata. Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico. Servono regole adeguate a tutelare il pluralismo, l'apertura dei mercati, la concorrenza e la dignità del lavoro; vanno condivise a livello globale”. Così il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel corso della presentazione delle Considerazioni finali in occasione della pubblicazione della Relazione annuale sul 2025, oggi a Palazzo Koch, a Roma. “Il criterio ultimo del successo sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani. Un Paese che innova deve saper valorizzare le competenze, premiare il merito, trattenere e attrarre talenti, consentire a ciascuno di contribuire secondo le proprie abilità. È una questione di efficienza e di giustizia insieme”, sottolinea il governatore della Banca d'Italia. “Creare le condizioni perché le nuove generazioni possano realizzare le loro aspirazioni e concorrere al progresso del Paese non è solo una responsabilità economica: è il compito civile di questo tempo. Solo così l'Italia potrà attraversare un mondo sempre più frammentato senza subirne le divisioni, e trasformare la transizione tecnologica in una stagione di libertà, lavoro e fiducia nel futuro”, ha concluso. (lug)





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