Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riflette su come procedere nelle trattative in corso con l’Iran per porre fine al conflitto, Israele non smette di lanciare offensive in Libano. Secondo Axios, durante la riunione nella Situation Room di venerdì scorso, il tycoon avrebbe richiesto diversi emendamenti all’accordo raggiunto dai suoi inviati con le controparti iraniane. Nel frattempo l’esercito israeliano lanciava un’operazione militare “su larga scala” nel Libano meridionale per “distruggere le infrastrutture terroristiche ed eliminare i sabotatori”, come dichiarato dai portavoce dell’Idf. Le zone interessate da questo nuovo attacco, “iniziato alcuni giorni fa”, sono le Alture di Shebaa e Wadi al-Suloqi: l’esercito “sta operando contro le infrastrutture di lancio presenti nell'area, da cui sono stati effettuati centinaia di lanci contro i cittadini dello Stato di Israele e le forze di difesa israeliane operanti nel Libano meridionale. L’Idf ha attraversato il fiume Litani ed esteso gli attacchi contro Hezbollah a nord del fiume, mentre le operazioni si stanno nel frattempo estendendo ad altre aree. Prima dell'ingresso delle forze l'Aeronautica militare ha condotto intensi raid aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nella zona”. Così si legge nella comunicazione dell’esercito israeliano, che ha inoltre effettuato “rastrellamenti” in “posizioni dominanti nell’area” e sta operando a Nabatieh, “uno dei principali centri di potere” di Hezbollah nel Libano meridionale, dichiarandosi poi “pronto ad ampliare l'attacco, se necessario”. Anche in queste ore non si fermano gli ordini di evacuazione in territorio libanese emanati da Israele e le incursioni: secondo Al Jazeera le forze israeliane hanno demolito case nella città di Dibbine, mentre l'agenzia di stampa nazionale libanese ha riferito che diversi attacchi aerei condotti all’alba su Deir ez-Zahrani hanno ucciso alcune persone. (31 MAG-sio)
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