“Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti. Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, in occasione della Festa della Repubblica. Un anniversario in cui il capo dello Stato volge lo sguardo alla situazione internazionale: “Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, ‘casa comune’ che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà. Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella precarietà. L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell’edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli”, sono le parole di Mattarella. In occasione delle celebrazioni della Festa della Repubblica, il presidente ha reso omaggio al monumento del Milite Ignoto all'Altare della Patria. Il presidente , accompagnato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha passato in rassegna il reparto d'onore schierato a Piazza Venezia, e deposto una corona d'alloro davanti al sacello del Milite Ignoto, in ricordo di tutti i militari e i civili che hanno servito e servono lo Stato con impegno e abnegazione. Alla cerimonia erano presenti i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso. Il momento è stato celebrato, come da tradizione, dalle note dell'Inno nazionale e dal sorvolo delle Frecce Tricolori. Al termine il capo dello Stato si è recato in via dei Fori Imperiali, per assistere alla consueta Rivista militare dalla tribuna presidenziale. A conclusione delle celebrazioni della Festa della Repubblica, in serata, si svolgerà sulla piazza del Quirinale, alla presenza del presidente Mattarella, l'evento "I Volti della Repubblica". La manifestazione ripercorrerà la storia della Repubblica con la partecipazione di artisti del mondo della musica, danza, teatro e cinema e con i campioni dello sport italiano che si esibiranno sul palco, allestito in una Piazza del Quirinale arricchita per l’occasione dall’illuminazione Tricolore del palazzo sullo sfondo. “Oggi celebriamo gli ottant’anni della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione. Perché sono certo le grandi storie, ma anche - e forse soprattutto - le piccole scelte quotidiane ad aver fatto dell'Italia la straordinaria Nazione che è oggi”. Così su X la premier Meloni. “Ottant’anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale - continua Meloni - Ma, allo
stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future”. (Roc)
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