Roma, 3 giu - Semplificare le autorizzazioni, moltiplicare le aree di sperimentazione e dotare l'Italia di una strategia industriale per i droni: sono i cardini della risoluzione presentata oggi alla Camera dalla vicepresidente di Azione, Giulia Pastorella, illustrata in conferenza stampa insieme a rappresentanti del Politecnico di Milano, di Leonardo Elicotteri, di Fincantieri e di realtà specializzate nel settore. "Nel 2025 il mercato professionale dei droni in Italia ha raggiunto un valore di circa 168 milioni di euro, con una crescita del 5 per cento rispetto all'anno precedente. Il settore conta 675 imprese, in gran parte di piccole dimensioni. A rallentarne lo sviluppo sono soprattutto la complessità delle procedure autorizzative e le tempistiche troppo lunghe, indicate come principale ostacolo dal 44 per cento degli operatori", ha dichiarato Pastorella. La risoluzione presentata in Commissione Trasporti impegna l'esecutivo su più fronti. Il nodo principale è quello burocratico: Pastorella chiede di rendere più semplici e omogenee le autorizzazioni, in particolare per i voli oltre la linea visiva del pilota (BVLOS) e per i servizi cosiddetti ripetitivi. "Se un drone effettua lo stesso percorso ripetutamente, diventando una sorta di volo di linea, forse si potrebbe rendere il percorso autorizzativo più semplice", ha spiegato la deputata. Sul versante della sperimentazione, il testo punta a rafforzare l'utilizzo dei cosiddetti sandbox – aree dove è possibile testare nuovi servizi in condizioni di sicurezza – e a moltiplicare gli U-Space, spazi aerei dedicati alla circolazione dei droni civili: attualmente ne esiste uno solo, in Abruzzo. "Bisogna passare dalla sperimentazione all'utilizzo vero", ha sottolineato Pastorella, citando i dati del Politecnico di Milano secondo cui la popolazione esprime un forte favore per impieghi come il trasporto di materiale sanitario o le consegne nelle aree difficilmente raggiungibili. Un esempio già operativo è quello di Leonardo, che ha effettuato consegne tra Napoli e Procida con Poste Italiane. Uno degli aspetti più innovativi della risoluzione riguarda i droni subacquei, un segmento ancora in larga parte privo di regolamentazione. "Siamo veramente agli inizi", ha ammesso Pastorella. "È un dominio molto più complesso: le comunicazioni sono molto più difficili, manca una normativa europea, e siamo in una sorta di acqua di nessuno".A differenza dei droni aerei – già disciplinati da norme europee recepite a livello nazionale – i droni subacquei operano in un quadro normativo quasi assente. La risoluzione chiede che la nuova Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee, istituita con il recente riordino governativo del settore, estenda la propria competenza anche a questo comparto. Le applicazioni non sono marginali: monitoraggio dei fondali marini, sorveglianza di infrastrutture critiche come cavi sottomarini e impianti energetici, controllo delle coste. "Fondamentale adesso, in questo periodo di crisi", ha sottolineato Pastorella, aprendo anche al tema della difesa e del monitoraggio dei perimetri nazionali. Sullo sfondo, un problema strutturale che Pastorella non ha eluso: la filiera produttiva dei droni è oggi quasi interamente in mano a produttori extraeuropei, in particolare cinesi per la componente hardware. "Va immaginata una vera strategia industriale per lo sviluppo di questo settore".
(PO / Sis)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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