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Mostre, Brema va alla scoperta dell’Italia con le opere di Friedrich Nerly

Mostre, Brema va alla scoperta dell’Italia con le opere di Friedrich Nerly

Inaugurata già a marzo, la mostra Natura e Antichità. Il romantico Friedrich Nerly a Roma della Kunsthalle Bremen si è inserita perfettamente nel clima delle Giornate della Cultura Italiana, diventando uno degli appuntamenti più significativi per gli amanti dell'arte e dell'Italia. Dedicata al pittore romantico tedesco Friedrich Nerly (1807-1878) – che si recò in Italia all’età di 21 anni  - l'esposizione accompagna i visitatori in un viaggio tra Roma, il Lazio, la Campania e la Sicilia, sulle tracce di un artista che fece dell'Italia una delle principali fonti della propria ispirazione visto che lavorò a Roma, Tivoli e Olevano e non solo.

La vicedirettrice della Kunsthalle e curatrice dell'esposizione, Dorothee Hansen ha illustrato a 9Colonne la particolare visione dell'Italia che emerge dalle opere di Nerly e il significato che la mostra allestita a Brema assume nel contesto delle relazioni culturali tra Italia e Germania.

Secondo Hansen, Nerly propone un'immagine dell'Italia in cui il mondo antico continua a essere sorprendentemente presente: "Nerly ci mostra un'Italia nella quale l'antichità è ancora viva. Nei suoi dipinti vediamo l'architettura antica convivere con il paesaggio contemporaneo e con persone vestite secondo la moda del suo tempo. Gli abitanti dell'Italia sembrano vivere ancora in armonia con il mondo antico”.

Uno degli aspetti più affascinanti della sua pittura è la scelta consapevole di privilegiare l'eredità classica, eliminando volutamente elementi che avrebbero modificato questa visione ideale. Hansen cita l'esempio delle vedute del Foro Romano: "Quando rappresenta il Foro, Nerly esclude deliberatamente alcuni edifici barocchi che in realtà sarebbero visibili. In questo modo ci trasporta in una Roma in cui il barocco sembra non esistere e in cui il dialogo tra il paesaggio e le vestigia dell'antichità appare ancora intatto."

Una sensibilità che, secondo la curatrice, presenta interessanti punti di contatto con quella di Goethe. "Goethe considerava il barocco romano poco interessante e riteneva che fosse necessario scavare sotto gli strati della modernità per riscoprire l'antico. Nerly aveva letto il Viaggio in Italia di Goethe e credo che, almeno in parte, condividesse questa prospettiva."

La mostra dialoga in modo naturale con le Giornate della Cultura Italiana proprio perché offre la possibilità di scoprire un'Italia diversa da quella più conosciuta dal turismo contemporaneo: "Seguendo le tracce di Nerly si incontrano luoghi che molti turisti tedeschi oggi nemmeno conoscono. Non soltanto Roma o la Sicilia, infatti, ma anche Terracina, Nettuno, Monte Circeo, Formia, Gaeta, Olevano. Sono luoghi speciali che conservano ancora una forte identità".

Per Hansen, il viaggio di Nerly rappresenta ancora oggi un invito ad andare oltre gli itinerari più frequentati: "Visitando questi luoghi si entra in contatto con un'Italia meno turistica e più autentica. È un'esperienza che vale la pena fare ancora oggi."

La curatrice sottolinea inoltre come il percorso dell'artista possa essere considerato una sorta di viaggio parallelo a quello di Goethe. "Spesso si parla del viaggio in Italia di Goethe, ma questa mostra invita a riscoprire anche il viaggio di Nerly. In molti casi egli esplora luoghi diversi e meno noti. Per questo c'è ancora molto da scoprire seguendo il suo percorso."

Alla domanda su quale opera racconti meglio il legame tra romanticismo e Italia, Hansen preferisce non scegliere un singolo dipinto. A suo giudizio è l'insieme delle opere esposte a restituire il rapporto profondo tra l'artista e il Paese che lo affascinò per gran parte della sua vita.

Particolarmente significativo è il modo in cui Nerly guarda al paesaggio. "Non c'è sempre bisogno di un monumento antico per raccontare l'Italia. Nerly è affascinato dalla luce, dai colori, dalla natura."

Questa sensibilità emerge soprattutto nei suoi acquerelli: "Una delle sue qualità più straordinarie è la capacità di rendere la luce abbagliante del sole italiano utilizzando semplicemente il bianco e nero. Riesce a modellare rocce, montagne e paesaggi soltanto attraverso il contrasto tra luce e ombra. È davvero impressionante."

Guardando al futuro, Hansen auspica che la mostra possa contribuire a rafforzare ulteriormente il dialogo culturale tra Germania e Italia. Ricordando i recenti incontri istituzionali dedicati alle relazioni culturali tra i due Paesi, la curatrice propone di affiancare idealmente al celebre viaggio di Goethe anche quello di Nerly.

"Credo che questa mostra possa invitare a scoprire l'Italia non soltanto attraverso Goethe, ma anche attraverso Nerly. In fondo esiste una certa affinità tra i due: entrambi guardano all'Italia come a un luogo di scoperta culturale e artistica."

La differenza, però, sta proprio nei percorsi scelti dall'artista. "Goethe visitava soprattutto i luoghi più conosciuti. Nerly invece si interessa spesso a siti meno frequentati e meno celebrati. Penso ad alcune località del Lazio e della Campania, ma anche a luoghi della Sicilia. Mi piacerebbe che il viaggio di Nerly diventasse uno stimolo per riscoprire luoghi diversi e meno conosciuti dell'Italia. Ci sono ancora molte cose da esplorare. Ed è proprio questo, forse, l'aspetto più affascinante della sua eredità."

Attraverso oltre cento opere tra dipinti, acquerelli e disegni, la mostra della Kunsthalle Bremen restituisce così non soltanto il percorso artistico di Friedrich Nerly, ma anche l'immagine di un'Italia romantica che continua ancora oggi ad affascinare. (BIG ITALY PO Tma)

IN FOTO Dorothee Hansen, curatrice della mostra e vicedirettrice della Kunsthalle Bremen, accanto al dipinto “Paesaggio della campagna romana con l’Acquedotto Claudio”, Friedrich Nerly, 1836.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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