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direttore Paolo Pagliaro

SANITÀ ITALIANI ALL'ESTERO: IL SENATO APPROVA LA LEGGE DI GIUSEPPE (FDI)

La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). Il testo, composto da quattro articoli strutturali, modifica l'articolo 19 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833, al fine di colmare un vuoto normativo che da anni penalizzava milioni di connazionali residenti all’estero, privati di un accesso strutturato e lineare alle cure del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La nuova legge consente ai cittadini regolarmente iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) e residenti in Paesi extra-UE non aderenti all'Associazione europea di libero scambio (EFTA), l'iscrizione automatica al SSN, mentre il rilascio della tessera sanitaria per usufruire del sistema sanitario è subordinato al versamento di un contributo economico di compartecipazione. La norma stabilisce inoltre il principio cardine dell'esenzione totale e della gratuità assoluta delle cure per tutti i minori residenti all'estero, qualora almeno un genitore o tutore sia in possesso della tessera sanitaria ed effettui la relativa richiesta di iscrizione. Prevede, inoltre, la totale esenzione dal pagamento del contributo per tutti i pensionati che versano le imposte alla fonte in Italia, configurando l'accesso assistenziale su base contributiva e non più meramente residenziale.

L’ISCRIZIONE AL SERVIZIO NAZIONALE
La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). “Attualmente si stimano oltre 7,3 milioni di italiani stabilmente residenti fuori dall’Unione Europea, ma per molti di essi – si legge in una nota - l’iscrizione all’AIRE, effettuata regolarmente solo da circa la metà della platea complessiva, veniva percepita come una sanzione amministrativa che comportava la perdita automatica dell'assistenza medica primaria, l'impossibilità di mantenere il medico di base sul territorio nazionale e l'esclusione dai percorsi del fascicolo sanitario elettronico. Questa distorsione non solo ha falsato per anni i rilevamenti statistici ufficiali sui flussi demografici degli italiani all'estero, ma ha anche generato un carico finanziario occulto e non rendicontato sulle strutture sanitarie nazionali, costrette a sostenere i costi di prestazioni urgenti per cittadini che non contribuivano al mantenimento del sistema. Il testo supera tale asimmetria stabilendo che chi si iscrive all’AIRE non perde i propri diritti, ma li consolida in modo trasparente e legittimo. Tutti i connazionali saranno infatti iscritti al SSN, legando l'effettivo rilascio della tessera sanitaria alla verifica della posizione contributiva e fiscale del cittadino”.

LA COPERTURA DEI COSTI
La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). “Dal punto di vista economico – si legge in una nota - la riforma promuove un modello di corresponsabilità sostenibile che non grava sul bilancio statale e non comporta oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. I contributi versati dai connazionali, gestiti tramite piattaforme digitali tracciabili, confluiranno direttamente nei bilanci e nelle tesorerie delle singole sanità regionali e delle ASL competenti, garantendo che ogni risorsa sostenga concretamente la copertura dei costi reali delle prestazioni erogate. Sotto il profilo dell'efficienza dei servizi, la legge introduce elementi fortemente innovativi per semplificare le procedure di adesione, tra cui l'istituzione di sportelli informativi dedicati AIRE-ASL, la sottoscrizione di accordi mirati tra il Ministero della Salute e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e lo sviluppo di un'architettura digitale di interoperabilità in tempo reale tra i registri anagrafici e i sistemi sanitari regionali”.

DI GIUSEPPE (FDI): SVOLTA EPOCALE, NO A CITTADINI DI SERIE B
La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). "Firmiamo una svolta epocale che cancella decenni di ingiustificata marginalizzazione", ha commentato Andrea Di Giuseppe. "L'approvazione di questa legge dimostra che per il governo di Fratelli d'Italia non esistono cittadini di serie B. Abbiamo sanato una ferita profonda: l'iscrizione all'AIRE non sarà più percepita come una punizione dello Stato che priva del diritto alla salute, ma come il consolidamento di un legame identitario inscindibile. Dare la possibilità di curarsi in Patria ai nostri connazionali e garantire la sanità gratuita ai loro figli è un atto di giustizia dovuto, di coerenza e di rispetto verso chi rappresenta l'Italia nel mondo. Non si tratta di creare corsie preferenziali o privilegi, ma di rafforzare il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini oltreconfine, offrendo una risposta strutturata a un bisogno reale. La tessera sanitaria torna a essere un simbolo tangibile di appartenenza, dignità e riconoscenza per la nostra comunità globale".

GIACOBBE (PD): PROVVEDIMENTO POSITIVO MA INSUFFICIENTE
La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). Il senatore Francesco Giacobbe (Partito Democratico), eletto nella Circoscrizione Estero – Africa, Asia, Oceania e Antartide, è intervenuto nell’Aula del Senato in dichiarazione di voto sul provvedimento: “La nostra non è un’astensione di disinteresse. Al contrario. È l’astensione di chi riconosce l’esistenza di un problema reale e la necessità di affrontarlo, ma non può ignorare che il Parlamento avrebbe dovuto approvare una norma più equa, più efficace e più accessibile e che ciò sarebbe stato possibile se la maggioranza non avesse rifiutato il confronto”, ha dichiarato Giacobbe nel corso del suo intervento. Il senatore ha ricordato come “il tema dell’assistenza sanitaria per gli iscritti all’AIRE sia una questione aperta da anni e rappresenti una delle principali richieste provenienti dalle comunità italiane nel mondo, dai Comites, dal CGIE, dai patronati e dalle associazioni dell’emigrazione”. “Gli italiani residenti all’estero non sono cittadini che hanno abbandonato il proprio Paese. Sono cittadini che vivono o lavorano altrove, ma che continuano a mantenere un legame profondo con l’Italia, investono in Italia, promuovono il Made in Italy e diffondono la nostra lingua e la nostra cultura nel mondo”, ha affermato. Pur riconoscendo che il provvedimento rappresenta un primo passo nella direzione di un maggiore riconoscimento dei diritti degli italiani all’estero, Giacobbe ha evidenziato “numerose criticità che il Partito Democratico aveva cercato di correggere attraverso emendamenti, tutti respinti dalla maggioranza”.

DI SANZO (PD): LA LEGGE HA FORTI LIMITI
La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). "Si tratta purtroppo di un provvedimento con forti limiti rispetto alla mia proposta originaria”. Così Christian Di Sanzo, deputato del Partito Democratico eletto nella Ripartizione Nord e Centro America. “Come Partito Democratico – prosegue Di Sanzo - avevamo presentato una proposta a mia prima firma proprio per includere gli italiani all’estero nei Paesi extra-europei nel servizio sanitario nazionale. Purtroppo molto della mia proposta non è stato recepito - avremmo infatti voluto un contributo proporzionale al reddito, una esenzione per gli studenti iscritti a corsi di laurea o di dottorato, una esenzione per i pensionati che non usufruiscono della de-tassazione della pensione. A questo si aggiunge una norma particolarmente penalizzante introdotta dalla maggioranza: chi inizia a versare il contributo è obbligato a farlo per tutta la vita, pena il pagamento degli arretrati. Un vincolo pesante, che trasforma un diritto in una trappola. Nei prossimi mesi, continuerò a battermi per emendare questo provvedimento e renderlo davvero equo e inclusivo per tutti gli italiani all’estero”.


TERNULLO (FI): TUTELIAMO I DIRITTI DEGLI AIRE

La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). "Con questo provvedimento viene data agli italiani residenti all’estero una più solida garanzia dei propri diritti, consentendo loro di mantenere, attraverso modalità definite, un collegamento effettivo con il sistema di protezione sanitaria italiano. La nostra comunità nazionale si estende ormai ben oltre i confini geografici, e lo Stato ha il dovere di riconoscere che i propri cittadini, ovunque risiedano, possano contare su un sistema che rispetti e tuteli i loro diritti. Si prevede quindi che gli iscritti all’AIRE residenti in Paesi extra UE abbiano accesso alle prescrizioni del SSN versando un contributo annuale. Diamo, così, un messaggio politico molto chiaro: l’Italia continua a prendersi cura dei propri cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono". Così la senatrice e vice capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, Daniela Ternullo.

BERGESIO (LEGA): RISPOSTA CONCRETA A BISOGNI REALI
La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). “Passiamo dalle parole ai fatti. Con l'approvazione definitiva del ddl sanità, la Lega cancella una storica ingiustizia. Oltre 3 milioni di italiani iscritti all'AIRE e residenti in Paesi extra UE ed extra EFTA non saranno più invisibili, ma potranno curarsi in Italia in modo chiaro, dignitoso e accessibile”. Lo dichiara in una nota il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega). “Si tratta di una misura equilibrata e volontaria, che non introduce nuovi oneri a carico della collettività, ma offre una risposta concreta a chi desidera mantenere un legame effettivo con la propria terra d'origine - commenta Bergesio-. La nuova disciplina stabilisce l'iscrizione presso l'Asl territoriale e prevede l'esenzione dal contributo per i minori e per i pensionati che versano le imposte alla fonte in Italia”. Bergesio conclude: “La Lega ha sempre sostenuto la necessità di rafforzare il rapporto con le comunità italiane all'estero. I nostri connazionali non sono un bacino elettorale da ricordare solo a ridosso delle urne, ma una risorsa straordinaria che merita rispetto. Questo disegno di legge si inserisce coerentemente nell’azione del Governo di centrodestra per offrire risposte pragmatiche a bisogni reali, mettendo in rete Ministeri, regioni e territori. Non è una misura simbolica, ma un atto di giustizia che amplia le tutele per chi continua a mantenere forte il legame con la propria Nazione”.

CARÈ (PD): PASSO AVANTI MA IL TESTO E' DA CORREGGERE
“L’approvazione definitiva al Senato della norma che consente ai cittadini italiani residenti in Paesi extra UE di accedere al Servizio sanitario nazionale attraverso il versamento di un contributo annuale di 2.000 euro rappresenta un primo segnale di attenzione verso le nostre comunità all’estero. Tuttavia, il provvedimento presenta ancora criticità rilevanti e necessita di interventi correttivi”. Lo dichiara il deputato Pd Nicola Carè, eletto nella circoscrizione Estero. “Da tempo - aggiunge l'esponente dem - chiediamo che gli italiani residenti fuori dall’Unione Europea possano avere una tutela sanitaria più equa e adeguata. Il testo approvato, però, non risponde pienamente a questo obiettivo. Sarebbe stato necessario prevedere un contributo calibrato sulla capacità reddituale, così da non penalizzare chi ha minori possibilità economiche. Allo stesso modo, andavano considerate esenzioni specifiche per studenti universitari, dottorandi e pensionati che non beneficiano di regimi fiscali agevolati. Preoccupa inoltre la previsione che lega il cittadino al pagamento del contributo in modo permanente, con il rischio di dover corrispondere anche somme arretrate in caso di interruzione. È una condizione eccessivamente rigida, che rischia di trasformare una misura di inclusione in un peso insostenibile per molti connazionali”. “Il diritto alla salute degli italiani all’estero - conclude Carè - deve essere garantito con strumenti giusti, sostenibili e realmente accessibili. Per questo continueremo a lavorare affinché la norma venga migliorata, rendendola più equilibrata e più vicina alle esigenze concrete delle nostre comunità nel mondo”.


MAZZELLA (M5S): IL GOVERNO FA CASSA SULLA PELLE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO
La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). “Sono intervenuto in aula per difendere il diritto alla salute dei nostri connazionali all’estero. Stiamo infatti assistendo all’ennesimo scempio ai danni dei cittadini: con la scusa di voler estendere l’assistenza sanitaria, la maggioranza ha introdotto una tessera sanitaria a pagamento per i tre milioni di italiani residenti in Paesi extra europei iscritti all’AIRE. Per poter accedere al nostro Servizio Sanitario Nazionale, i nostri connazionali dovranno d’ora in poi versare 2mila euro all’anno, una tariffa fissa e totalmente indifferente al reddito, all'età o ai reali bisogni di salute. In Commissione abbiamo lavorato incessantemente per modificare questa norma vergognosa, chiedendo di rendere l’importo proporzionale al reddito e di tutelare le fasce più fragili come i pensionati e le persone con disabilità, ma il Governo ha respinto ogni nostra proposta di equità senza alcun confronto sul merito. Con questo provvedimento scellerato si sta smantellando il principio fondamentale secondo cui la salute è un diritto di tutti e non un privilegio per chi può permetterselo. Il governo vuole fare cassa sulla pelle dei cittadini”. Lo scrive in una nota Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama.

BORGHESE (MAIE): GIUSTO PRINCIPIO TRAVOLTO DA UNA TASSA INSOSTENIBILE
La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il 9 giugno il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente in sede redigente durante la 425ª Seduta Pubblica, il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). “Sia alla Camera che ieri al Senato il Maie ha votato contro la legge che consente su base volontaria agli italiani all’estero, iscritti all’Aire e non residenti in paesi Ue, di poter usufruire del Servizio sanitario nazionale”. Lo dice il senatore Mario Alejandro Borghese, vicepresidente del Maie, eletto in America latina. “E lo abbiamo fatto - spiega Borghese - consapevolmente perché la condizione, posta dalla legge per esercitare questa opportunità, del versamento di una tassa di 2000 euro all’anno è insostenibile per la quasi totalità dei connazionali che vivono nel mondo in Paesi extra Ue. La legge approvata pertanto è inutile, un’occasione mancata” osserva. “Diverso sarebbe stato – aggiunge - se il Parlamento avesse approvato la mia proposta di legge che era rivolta esclusivamente ai pensionati iscritti all’Aire che avrebbero potuto utilizzare il Servizio sanitario nazionale senza oneri. Quella era una proposta non generalizzata, selettiva e diretta alla parte più fragile della popolazione e meno impattante per le risorse statali. Trovo davvero incomprensibile la posizione politica di quanti, specie a sinistra, hanno criticato ferocemente il disegno di legge e poi lo hanno avallato con la loro astensione. Il Maie non lo ha avallato perché ritiene da sempre che gli italiani che vivono nel mondo debbano avere gli stessi diritti di quelli che vivono in patria, a maggior ragione se si tratta del diritto alla salute che la nostra Costituzione tutela per ogni cittadino senza differenze o peggio discriminazioni. Ecco le ragioni del nostro voto contrario - conclude”.

(© 9Colonne - citare la fonte)

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