“Negli ultimi tempi ho continuato a ricevere minacce da vari ambienti che non ho mai voluto rendere note, anche se le ho denunciate tutte alle autorità competenti e sono ora al vaglio dei pm”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, Sigfrido Ranucci, all'indomani dell'operazione dei carabinieri che ha portato all'arresto degli esecutori materiali dell'attentato subito nel 2025. “Non so ancora quale sia il movente, sapevo che i responsabili erano in Campania, ma niente altro. E comunque non ho mai reso noti dettagli di cui ero al corrente per non compromettere le indagini. Sui mandanti è chiaro che ci sono: dagli atti dell'indagine emerge che gli avrebbero fornito assistenza legale, sim da utilizzare per comunicazioni sicure. Stiamo parlando di una vera e propria organizzazione” e “sono tanto impressionato dal lavoro certosino dei magistrati e degli investigatori dell'Arma, quanto dallo spessore criminale degli esecutori materiali: pur trattandosi di manovalanza non esitavano a dire che con quella bomba volevano fare la storia, vantandosi di aver gambizzato una persona, di voler far cadere i palazzi”. Il conduttore di Report non esclude collegamenti con il lavoro d'inchiesta svolto dalla sua redazione: “In passato ho sottolineato agli investigatori la presenza di coincidenze temporali e geografiche collegate al nostro servizio di Report sul ritrovamento delle mitragliatrici dimenticate nel cantiere navale Vittoria di Adria, in provincia di Rovigo”. Il giornalista aggiunge che “l'esplosivo utilizzato non era polvere pirica come qualcuno all'inizio voleva far credere, ma una carica ad alto potenziale: se fossero scoppiati i serbatoi di gpl delle nostre due auto potevano esserci vittime. Sicuramente poteva anche essere un'esplosione controllata, ma io o mia figlia Michela saremmo potuti uscire per andare a prendere una cosa dimenticata in macchina oppure poteva passare proprio in quel momento un vicino che portava a spasso il cane. E sarebbe andata diversamente”. Infine sottolinea: “Insieme con i carabinieri, devo ringraziare molto il magistrato Carlo Villani che era all'Antimafia ed è stato appena nominato capo della Procura di Velletri, peraltro competente per la zona dove abito: mi aveva promesso che avrebbe chiuso questa parte delle indagini prima di andare via e lo ha fatto”. Inoltre stamane, ad Agorà Estate Rai Tre, ha affermato: “Mi sento bene. Certo mi ha riportato indietro a quel giorno. Quindi sicuramente un po' di stordimento”, “si tratta di una squadra che fa per mestiere questo, attentati, estorsioni, probabilmente per la criminalità di alto livello”, “credo che gli investigatori abbiano qualche traccia, più di una probabilmente. Dobbiamo aspettare. Dobbiamo aspettare di vedere quale sarà l’evoluzione. Se queste persone confesseranno qualcosa, come mi auguro. I nostri investigatori hanno dimostrato di essere formidabili”. (1 lug - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione