Roma, 1 lug - "La cannabis medica in Italia è come un gambero: fa un passo in avanti e due indietro". È l'allarme lanciato da Elisabetta Biavati, del Movimento Cannabis Medica, a margine della conferenza stampa sullo stato della legislazione sulla cannabis terapeutica, convocata dopo i controlli che nelle scorse settimane hanno coinvolto centinaia di pazienti. "Ci sentiamo veramente frustrati - ha detto - perché oltre ai continui pellegrinaggi tra ospedali, dove troppo spesso veniamo trattati più come drogati che come pazienti, abbiamo problemi con la patente e non possiamo nemmeno ricevere il farmaco a casa a causa delle norme vigenti". Biavati ha poi ricordato "l'indagine che ha coinvolto tanti pazienti, chiamati presso le forze dell'ordine", una vicenda che "ha creato tanta ansia e paura e non ci voleva". Nel mirino anche la frammentazione della disciplina regionale: "Ogni Regione decide per sé come prescrivere la cannabis terapeutica, per quali patologie e con quali modalità. Ci sono 21 leggi e 21 modi diversi di trattare i pazienti. È assurdo, perché ci rende pazienti di serie A o di serie B a seconda di dove abitiamo". Da qui l'appello alla politica a rivedere il decreto del 2015: "È una delle migliori leggi che ci sono, ma va aggiornata, ampliando le patologie e garantendo che i pazienti siano trattati allo stesso modo in tutta Italia. Se la cannabis terapeutica è un farmaco, deve essere considerata un farmaco sotto tutti i punti di vista".
(PO / Sis)
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