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direttore Paolo Pagliaro

PIANO CASA E’ LEGGE
ORGOGLIO SALVINI

PIANO CASA E’ LEGGE <br>  ORGOGLIO SALVINI

“Dalle parole ai fatti”: così, su X, la premier Giorgia Meloni accoglie il via libera definitivo (con la fiducia) da parte del Senato al Piano Casa. Fuori da Palazzo Madama, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, esprime tutto il suo “orgoglio”: “Sono molto contento perché dopo anni di chiacchiere”, grazie a una “mia competenza, avere più di 60.000 case pubbliche, oggi vuote, avere i soldi, il personale e la legge che permette di sistemarle nell'arco di pochi mesi, non di qualche anno e di restituirle a chi è in lista d'attesa da tanti anni in tutta Italia, è qualcosa che mi rende orgoglioso. Adesso bisogna correre”.  Il decreto, composto da 18 articoli, reca un insieme di misure per incrementare l'offerta di alloggi a prezzi accessibili attraverso il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Istituisce un Programma straordinario nazionale per l'edilizia residenziale pubblica e sociale, finanziato con 970 milioni di euro, e introduce strumenti a sostegno degli assegnatari, tra cui un Fondo di garanzia contro la morosità incolpevole e misure per il riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Promuove inoltre programmi di edilizia integrata destinati alle fasce di reddito intermedie, a studenti e lavoratori fuori sede, favorendo il coinvolgimento di capitali privati. Completano il quadro interventi di semplificazione amministrativa e urbanistica per accelerare la realizzazione dei progetti.  “Dopo anni di immobilismo, grazie al lavoro del ministro Salvini l’Italia ha un Piano casa. Abbiamo sempre più famiglie, studenti, giovani lavoratori” che fanno parte della “cosiddetta ‘zona grigia’, a cui abbiamo dato risposta. Lo abbiamo fatto attraverso in Piano che prevede il recupero di immobili di edilizia popolare, sburocratizzando, favorendo gli affitti calmierati e coinvolgendo anche i privati, col controllo dello Stato. Un importante intervento non solo dal punto di vista sociale, ma anche per dare lavoro e sostegno alle imprese, dunque un altro tassello per lo sviluppo economico del nostro Paese. Fatti e risposte concrete dalla Lega” rivendica Tilde Minasi, vicepresidente vicario dei senatori della Lega e capogruppo in commissione Trasporti e Infrastrutture. Critiche, però, le opposizioni: “Questo piano è stato presentato, ormai in quattro leggi di bilancio diverse, con più di 30 annunci, come un piano storico che rivoluziona l'edilizia residenziale pubblica in Italia. In realtà di storico non c'è proprio nulla”. Così Beatrice Lorenzin, senatrice Pd, che ricorda: “L'ultimo grande piano che noi abbiamo avuto è stato il piano Fanfani, che realizzò più di 350 mila alloggi in 5 mila comuni diversi, ma che soprattutto costruì dei quartieri proprio nelle città in cui vivevano insieme il figlio dell'immigrato dal sud, l'operaio, il figlio dell'impiegato, il maestro di scuola, il commerciante. In quei quartieri lì – spiega Lorenzin - crebbe una generazione che poi avrebbe fatto il ‘boom’ con l'’ascensore sociale’, mescolando le persone. Un piano che era urbanistico, per garantire il diritto alla casa alle persone, ma che nello stesso momento era anche un piano sociale e di rilancio dell'educazione”. “Questo invece – accusa la parlamentare dem - è un piano che era partito come un piano di speculazione finanziaria, quindi invece di essere un piano di edilizia residenziale pubblica, era un piano dei fondi di investimento esteri. Abbiamo un po' aggiustato il tiro alla Camera, però i dati dicono questo. Faranno 100 mila alloggi, forse, di cui 60 mila recuperati dall'edilizia residenziale, in dieci anni. Ma quante sono le famiglie che sono in lista d'attesa? Quelle già in lista d'attesa sono 650 mila, più di un milione e quattrocento mila persone. Tutte persone con grandissimi disagi economici, familiari, di disabilità. Persone che possono aspettare dieci anni? Se si fanno 100 mila alloggi su 650 mila richieste, poi vuol dire che ci sono più di 500 mila nuclei familiari che rimarranno senza casa, e dieci anni sono tanti”. Secondo il senatore di Avs Tino Magni, “il piano casa del governo Meloni è la risposta sbagliata ad un problema reale. Quello del governo è un piano costruito sulla propaganda e non sui reali bisogni dei cittadini. Nel nostro paese il diritto all’abitare è sempre più difficile da garantire. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aumento degli sfratti per morosità incolpevole, aumento delle famiglie che non riescono più a sostenere il costo dell’affitto e aumento di chi attende da anni una casa popolare. La crisi abitativa colpisce i lavoratori, i giovani, gli studenti e le famiglie più fragili. E l’annuncio dei centomila nuovi alloggi in dieci anni sembra più una presa in giro che una promessa”. (Roc)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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