Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

AL VIA I SALDI ESTIVI,
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

AL VIA I SALDI ESTIVI, <BR> CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Domani cominciano in tutta Italia i saldi estivi che dureranno un paio di mesi (solo in Alto Adige partono il 16 luglio e nei comuni turistici dal 13 agosto mentre in Trentino c’è libertà di scelta per i commercianti). Secondo le stime di Confcommercio quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media 201 euro – pari a 91 euro pro capite - per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro. I saldi rappresentano un'importante occasione di risparmio per le famiglie e un momento significativo per il commercio. Tuttavia, tra negozi fisici, e-commerce e promozioni sempre più aggressive, è fondamentale prestare attenzione alla trasparenza dei prezzi e alle modalità di vendita, per compiere scelte di acquisto realmente consapevoli. Nell’occasione Adoc ha diffuso un decalogo per acquisti sicuri e trasparenti: 1. Il venditore deve sempre indicare il prezzo più basso applicato al prodotto nei trenta giorni precedenti lo sconto. La percentuale di ribasso deve essere calcolata su tale importo, garantendo maggiore trasparenza e contrastando pratiche ingannevoli. 2. I ribassi particolarmente elevati richiedono attenzione, per cui è sempre opportuno verificare la qualità e le caratteristiche della merce prima dell'acquisto. 3. È consigliabile verificare le offerte in più punti vendita e sulle piattaforme online per comprendere la reale convenienza dello sconto applicato. 4. La possibilità di provare un capo o di effettuare il cambio per semplice ripensamento non costituisce un obbligo di legge per il commerciante, ma è rimessa alle politiche commerciali del singolo esercente. 5. I saldi sono un'opportunità per comprare ciò di cui si ha realmente bisogno o che si desiderava da tempo, evitando così gli acquisti impulsivi. 6. Anche durante il periodo dei saldi, gli esercenti sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici secondo la normativa vigente. 7. Le formule di pagamento dilazionato come il "buy now pay later" possono essere utili, ma devono essere utilizzate con prudenza e nel rispetto del proprio equilibrio finanziario. 8. Acquistare presso esercizi commerciali conosciuti e piattaforme online affidabili riduce il rischio di incorrere in pratiche scorrette e informazioni fuorvianti. 9. Prima dell'acquisto, è bene controllare sempre la composizione dei materiali, le informazioni presenti in etichetta e le eventuali certificazioni di qualità e sostenibilità. 10. I prodotti acquistati in saldo sono coperti dalla medesima garanzia legale prevista per qualsiasi altro acquisto. In caso di difetto o non conformità, il consumatore ha pienamente diritto ai rimedi previsti dalla legge. Anche Confcommercio ha diffuso un suo vademecum: 1. La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento a prescindere dall’esistenza di un vizio. 2. Sulla prova dei capi non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. 3. Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless. 4. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. 5. C'è l'obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto anche della Direttiva Omnibus, recepita dal d.lgs 26/2023, in base alla quale va comunicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale. (segue)

 “Ufficialmente i saldi servirebbero a smaltire gli avanzi dei magazzini dei dettaglianti che non hanno ancora venduto le merci estive – sottolinea l’Aduc -. Ma siccome i prezzi, gli sconti e le merci che troviamo negli scaffali sono le stesse che troviamo tutto l’anno (si pensi ai super sconti pre-natalizi in venerdì, lunedì, settimane più o meno nere…), i saldi sono il residuo di un certo ‘vanto’ istituzionale (sono le regioni che decidono) per aver concesso ai commercianti di svuotare i negozi e ai consumatori di spendere meno. Tutti lo sanno e tutti continuano a stare al gioco. Comunque, in questa sorta di ‘fiera dello sconto’, uguale a tutti gli altri sconti, l’occasione per spendere meno c’è di per sé. Per cui, se si devono fare acquisti, essenzialmente abbigliamento, in questi giorni, è bene aspettare” e “sarebbe bene un giretto nelle strade dello shopping, nei magazzini e online per vedere gli attuali prezzi e appuntarseli. Andando negli stessi negozi dopo il 4 luglio è bene confrontare i prezzi scontati con quelli precedenti: sui cartellini deve essere indicato il prezzo non-scontato di partenza, la percentuale di sconto e il prezzo scontato. Non è raro accorgersi che il prezzo su cui viene praticato lo sconto sia più alto di quello proposto prima dei saldi, e il prezzo a saldo uguale a quello precedente non scontato. Se si ha documentazione di questo malaffare, è bene segnalarlo ai vigili urbani. Le regole del commercio e del codice del consumo valgono come in qualunque momento dell’anno:  pagamento con qualunque mezzo; - cambio dell’acquisto o resa dei soldi se lo stesso presenta un vizio di conformità (rotto o diverso da come presentato): andando fisicamente al negozio o, se online, dovendo quest'ultimo farsi carico delle spese di spedizione; diritto di recesso entro 15 giorni per chi acquista online, con spese di spedizione a carico dell’acquirente, e in presenza solo se il commerciante è disponibile in merito. Se si acquista un prodotto a 100 e poi si decide di cambiarlo, l’acquirente ha un credito di 100 euro per qualunque tipo di acquisto, anche di ulteriore merce a saldo; se si decide di rinunciare all’acquisto (diritto di recesso o difetto di conformità che sia), è l’acquirente che decide se avere i soldi indietro nello stesso modo con cui ha pagato (contanti o carta) o con un buono da spendere nel medesimo negozio”. “Un’occasione per risparmiare per i consumatori, ma, purtroppo, anche un momento della stagione per pratiche scorrette e truffe” evidenzia anche il Movimento Difesa del Cittadino che cita una rilevazione condotta da Ipsos per Fismo, la Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti, secondo cui più di un terzo degli italiani, il 36%, ha acquistato a prezzo scontato prima dell'apertura ufficiale dei saldi. Ad acquistare in anticipo, secondo il report, è soprattutto il Mezzogiorno, dove la quota sale al 42%, contro il 33% del Nord e il 32% del Centro. Nel dettaglio territoriale il picco è al Sud e nelle Isole (42%) e nel Nord-Est (40%), più contenuto il Nord-Ovest (28%). Per fasce d'età l'anticipo riguarda quasi un under 35 su due (48%), contro il 31% degli over 35; tra gli uomini (38%) di poco più che tra le donne (35%). MDC ricorda di osservare alcune semplici regole di comportamento per fare affari ed evitare raggiri: accertarsi che venga rispettato l’obbligo di indicare il prezzo iniziale e quello scontato; conservare lo scontrino per eventuali cambi; assicurarsi di poter pagare sia in contanti che cashless. Inoltre, i saldi devono essere applicati su prodotti stagionali, non per svuotare i magazzini, e bisogna porsi delle domande in caso di prezzi eccessivamente scontati. Ancora più attenzione va fatta per gli acquisti online, ricorda MDC. La piazza online offre il vantaggio di una maggiore scelta e convenienza, ma anche il consumatore più esperto deve fare attenzione a chi sfrutta il web per operare truffe e raggiri. Per questo, MDC consiglia di leggere sempre le informazioni del prodotto e prestare attenzione alle foto, valutare da chi si acquista e sui siti web accertarsi che sia indicata la partita Iva e che esista sul sito dell’Agenzia delle entrate. Gli acquisti online, prosegue MDC, prevedono l’obbligo per il venditore di eseguire la riparazione o provvedere alla sostituzione della merce o, se non è possibile, applicare un’ulteriore riduzione del prezzo o restituire in toto quanto pagato, e il consumatore può esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni dalla consegna. Un’attenzione particolare va alla sostenibilità degli acquisti. IL presidente MDC Antonio Longo ricorda che “ogni anno milioni di tonnellate di abiti usati provenienti dai Paesi occidentali finiscono nelle discariche a cielo aperto di Paesi più poveri, con effetti devastanti sull’ambiente e sulle comunità locali. Il modello del fast fashion produce enormi quantità di rifiuti e spreco di risorse: servono consumi più responsabili e una vera economia circolare”. Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente, nel 2022 il consumo medio di prodotti tessili per persone nell’UE ha richiesto 323 metri quadrati di terreno, 523 kg di materie prime, 12 metri cubi di acqua, causando l’equivalente di 355 kg di emissioni di CO2. Si stima, secondo l’UE, che la produzione tessile sia responsabile di circa il 20% dell’inquinamento globale dell’acqua potabile a causa dei vari processi a cui i prodotti vanno incontro, come la tintura e la finitura, e che il lavaggio di capi sintetici rilasci ogni anno 0,5 milioni di tonnellate di microfibre nei mari. In media, questo ha comportato la riduzione del ciclo di vita dei prodotti tessili: i cittadini europei consumano ogni anno quasi 26 kg di prodotti tessili e ne smaltiscono circa 11 kg. Secondo le rilevazioni Ispra, l’80% dei tessili non viene conferito nella raccolta differenziata, escludendo questi materiali da qualsiasi percorso di riciclo. “I saldi possono essere l’occasione per acquistare in modo più consapevole, privilegiando capi da utilizzare a lungo”, conclude MDC. “I saldi sono sicuramente un momento di convenienza, ma anche un invito a comprare meglio: meno prodotti usa e getta, più consapevolezza, più durata. Acquistare nei negozi di moda significa poter contare su assortimento, consulenza e trasparenza, oltre che sostenere le imprese di prossimità e il tessuto economico dei nostri territori. È un modo per unire risparmio, stile e responsabilità, premiando un modello di consumo più attento e sostenibile” il commento del presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni. (3 lug - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero