Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Perché Lefebvre ci parla dell’oggi

Perché Lefebvre ci parla dell’oggi

di Paolo Pagliaro

Il rifiuto del Concilio Vaticano II da parte di Lefebvre, tornato oggi d’attualità, nasceva dalla convinzione che la Chiesa, aprendosi alla modernità — con la libertà religiosa, l’ecumenismo, il dialogo col mondo — stesse barattando certezze millenarie con le incognite di un adattamento dall'esito ignoto. La Messa antica come rifugio dall'instabilità, il latino come lingua sottratta al tempo, la dottrina come roccia contro il relativismo: è la grammatica classica del pensiero conservatore, applicata al cattolicesimo. E corrisponde a una domanda di stabilità in un'epoca percepita come liquida, segnata dalla dissoluzione di legami, appartenenze e traiettorie di vita prevedibili.  Da qui la preferenza per ciò che è dato, ereditato, non negoziabile, contro ciò che è scelto, costruito, rivedibile.

La legittimità si cerca all'indietro, in un'età dell'oro da restaurare. E’ un fenomeno evidente in campo religioso, anche fuori dal cattolicesimo, nell’ebraismo o nell’Islam. Il campo politico traduce la stessa domanda nel linguaggio della sovranità e dei confini. Le utopie del Novecento erano proiettate in avanti, mentre il realismo del nostro tempo è proiettato nel passato.

Le generazioni precedenti avevano tappe scandite — lavoro stabile, casa, matrimonio, figli — quelle attuali hanno opzioni infinite e garanzie nulle. È in questo vuoto che la tradizione, religiosa o secolare, si offre come corazza per tenere insieme la vita. Se anche i giovani la indossano, siamo spacciati.

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero