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Sicilia, Carmina (M5S): emergenza acqua per cattiva gestione politico-amministrativa

Roma, 3 lug - “Ufficialmente a maggio del 2026 è cessato lo stato di emergenza per la siccità, quindi dal punto di vista naturalistico non c'è più emergenza in Sicilia. Il problema è che la situazione è peggiorata e quindi non è più un problema naturalistico, è un problema di gestione politico-amministrativa della risorsa acqua”. Così Ida Carmina, deputata M5S, che in aula alla Camera ha interpellato il governo in merito. “È un problema – aggiunge la parlamentare siciliana - che riguarda anche gli sprechi che sono stati perpetrati in fase emergenziale, perché come ha riassunto il sottosegretario Gemmato, sono stati spesi 128 milioni di euro. Ma in Sicilia, soprattutto nella provincia di Agrigento in alcune realtà come Licata, Canicattì, Porto Empedocle, quando i cittadini aprono il rubinetto non esce una goccia d'acqua” denuncia la pentastellata, spiegando come questo gravi soprattutto “sui soggetti fragili, bambini, anziani, persone diversamente abili. Una situazione davvero drammatica, che fra l'altro viene acuita dalla cattiva gestione, dai cattivi rapporti che ci sono fra la società Siciliacque e l'Aica (Azienda idrica comuni agrigentini), l'ente gestore,  per cui è stato deciso di ridurre per un certo periodo la portata, sicché l'acqua non arrivava nelle case dei normali cittadini, non solo di quelli che versano in situazioni  di irregolarità urbanistica, i cosiddetti abusivi”. Secondo la parlamentare  comunque “il diritto all'acqua è un diritto universale, l'acqua è un bene primario che serve alla vita e finché una persona sta in un'abitazione, la questione urbanistica  cede il passo alla questione del diritto fondamentale alla salute. Si prendano i provvedimenti che si vogliono contro l'abusivismo, ma finché c'è un essere umano dentro una casa il diritto all'acqua va garantito a tutti”. Inoltre, aggiunge Carmina, “si è scelto di operare tramite le autobotti, che il sottosegretario Gemmato ha confermato essere solo 150 per l'approvvigionamento di 400 mila persone, locali, ristoranti, bar che non hanno acqua. Si tratta di un fallimento del governo nazionale, che ha impiegato risorse ingentissime, e di quello regionale, e in tutto questo c'è in mezzo la questione del dissalatore di Porto Empedocle, una vera e propria truffa nei confronti dei cittadini, un dissalatore che sorgeva come provvisorio  e che di recente hanno trasformato in definitivo. Sorge il sospetto – sostiene Carmina - che sia stato fatto in modalità provvisoria per poter aggirare la questione delle autorizzazioni, compresa l'autorizzazione ambientale, perché era  previsto lo scarico della salamoia in prossimità della spiaggia: una spiaggia che ha un estremo valore paesaggistico e naturalistico, perché lì nidifica la specie  protetta della tartaruga Caretta Caretta, ma anche storico-letterario, legato a Camilleri e Pirandello, che viene sfregiata da questa presenza che non è funzionale a nulla, perché di fatto l'acqua nelle case non c'è, compreso a Porto Empedocle: immaginate, oltre il pericolo igienico sanitario, il danno complessivo che tutto questo produce al turismo, alle attività ricettive e ai ristoranti costretti a chiudere perché non hanno l'acqua”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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